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Opinioni e commenti
 

Unioni civili. Il nuovo testo infiamma ancora gli animi
Pubblicato il 07-10-2015


Unioni civili-ScalfarottoIl Partito democratico accelera sul tema delle unioni civili. I parlamentari del Pd hanno scritto un nuovo testo di legge da presentare agli alleati del governo e alle Camere. La nuova formula, sempre firmata dalla senatrice Monica Cirinnà, accontenta l’area cattolica del Pd, mentre non trovano lo stesso consenso negli altri partiti di maggioranza. Sul tema si sono espressi il segretario del Psi, Riccardo Nencini secondo cui “la priorità è portare in Aula il ddl sulle unioni civili. Non vorremmo che di fronte alle aperture liberali della Chiesa, il Parlamento fosse più retrivo”, e Pia Locatelli, deputata socialista e presidente onoraria dell’Internazionale Socialista Donne che non parla di accelerazione, ma di “netto e spaventoso ritardo rispetto alle istanze dei cittadini, alla realtà del Paese e a quanto avviene nel resto dell’Europa”. 

Al Senato, il presidente Pietro Grasso dovrebbe ufficializzare il nuovo testo sulle unioni civili nei prossimi giorni. In una riunione dell’ufficio di presidenza del Pd sarebbe stata siglata la nuova intesa, che ora è all’esame del Nuovocentrodestra. Il testo “Cirinnà-bis” è stato depositato e confermerebbe il suo impianto originario, introducendo alcune modifiche apportate da tecnici che lavorano al ministero di Giustizia. Una di queste, è la scomparsa del riferimento al matrimonio e l’introduzione della formula “formazioni sociali”, la quale è stata richiamata nella sentenza della Corte di Cassazione in riferimento al tema delle unioni civili.

Infatti, si parlerebbe di “formazioni sociali” composte anche da persone dello stesso sesso legate da vincoli affettivi. È stata lasciata inalterata, invece, la parte criticata dal Ncd, la cosiddetta ‘stepchild adoption‘, ossia la possibilità di adottare il figlio naturale del convivente. Un esponente del Pd della Commissione giustizia ha dichiarato: “Non c’è stato nessun arretramento nelle nostre posizioni, ma una limatura di alcune previsioni per arrivare a ricompattare il partito su questo testo che vorremmo venisse incardinato in Aula assolutamente entro il 14 ottobre”.

Il piano di Palazzo Chigi sarebbe di stringere i tempi per votare le riforme costituzionali entro sabato prossimo, p er poi portare in Aula sia le unioni civili sia il collegato ambientale. L’ipotesi più accreditata resta però che il lasso di tempo fino all’inizio della sessione di bilancio potrebbe essere impiegata per discutere della vicenda Isis piuttosto che i due provvedimenti. Tuttavia rimane primario l’obiettivo di portare il ddl sulle unioni civili prima della discussione della legge di Stabilità. Il testo “Cirinnà-bis” è stato firmato da tutti i componenti del Partito Democratico della Commissione Giustizia. Prima di arrivare in Aula, però, ci sarà un ulteriore passaggio in Commissione insieme agli emendamenti già approvati e da abbinare quindi al vecchio testo base.

I primi malumori giungono da Area Popolare, in particolare dal presidente dei deputati di Area Popolare, Maurizio Lupi. L’ex ministro delle Infrastrutture ha commentato: “La nuova versione del ddl Cirinnà sulle unioni civili è una inaccettabile forzatura di cui non comprendo il senso. Il Partito democratico, avallandola, sta sprecando un’occasione, non quella di ottenere una legge purchessia con maggioranze spurie, ma di fare insieme una buona legge. Introdurre tensioni nella maggioranza continuando ad alzare asticelle divisive non è un buon servizio né al governo né al Paese”.

Renato Schifani, presidente dei senatori di Area Popolare Ncd-Udc, ha aggiunto: “Sul tema delle unioni civili registro un’inopportuna quanto intempestiva accelerazione, soprattutto in un momento in cui il Senato e le forze parlamentari, specie quella della maggioranza, sono impegnate nel trovare un equilibrio ed un’unità per portare a compimento la riforma della Costituzione”. “Mi auguro che questa nuova proposta sarà oggetto di confronto e dibattito all’interno delle opportune sedi parlamentari. Affinché anche in Italia si introduca una disciplina per le unioni civili, ma che non sia il risultato di forzature e che tenga conto delle diverse sensibilità presenti sul tema nel Paese”.

Maurizio Sacconi, esponente del Nuovocentrodestra, rincara: “Il nuovo ddl Cirinnà riproduce sostanzialmente l’originaria impostazione del riconoscimento della genitorialità omosessuale e dell’omologazione tra unioni civili e matrimoni, anche se riduce l’esatta sovrapposizione tra i due istituti. Le modifiche non sono state oggetto di alcun negoziato con Ncd”. Secondo Sacconi “rimane il macigno divisivo della genitorialità e della legittimazione dell’utero in affitto che noi chiediamo anzi di perseguire come reato universale. In queste condizioni l’iscrizione nel calendario dell’Aula senza relatore è inaccettabile perché la Commissione rimane il luogo dell’approfondimento e del confronto altrimenti negati. Sarebbe poi un errore politico introdurre tensioni nella maggioranza in una fase dedicata alla riforma costituzionale e alla manovra economica”.

La senatrice Cirinnà assicura invece che il nuovo testo sarà presentato al Senato: “saremo presto in Aula. Le polemiche non ci spaventano, siamo chiamati a dare delle risposte ai cittadini, alla Corte Costituzionale e alle corti europee, che troppe volte hanno condannato l’Italia”. Il Governo Renzi si era impegnato già l’anno scorso, nello stesso periodo, di presentare e approvare una legge che disciplini giuridicamente le unioni civili. Intanto la Corte europea dei Diritti dell’Uomo monitora ancora il nostro Paese.

Per Pia Locatelli, deputata Psi e presidente onoraria dell’Internazionale Socialista Donne, “bene ha fatto la senatrice Monica Cirinnà a presentare subito il nuovo testo che mantiene il riconoscimento pieno delle coppie composte da persone dello stesso sesso, la stepchild adoption, l’estensione della responsabilità genitoriale sul figlio del partner, e la reversibilità della pensione restano previsti”. “Ora – conclude l’esponente Psi – bisogna procedere rapidamente con l’obiettivo di approvare la legge entro l’anno: quando si parla di diritti, così come è avvenuto in passato, le maggioranze possono essere più ampie o diverse. Basta ricatti, avanti tutta!”

Manuele Franzoso

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