martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

UNIONI IN LIBERTA’
Pubblicato il 14-10-2015


Unioni civili

Dopo scontri e polemiche di questi ultimi giorni il testo base sulle unioni civili è stato incardinato formalmente questa mattina al Senato, anche se restano i contrasti nella maggioranza di governo su alcuni passaggi del disegno di legge, che riguarda sia le coppie omosessuali che quelle eterosessuali.

Il decisionismo del Pd sulle unioni civili se da un lato ha riaperto la frattura all’interno della maggioranza, dall’altro ha creato un nuovo asse tra Pd, Movimento 5 stelle, Sel e il gruppo Ala dei verdiniani, con il supporto delle Autononie.
A nulla è servito il vertice di ieri tra il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il suo vice, Angelino Alfano che continua a dirsi contrario alle unioni civili, in particolare sull’adottabilità da parte delle coppie omosessuali perché “i bambini hanno diritto a una mamma e a un papà e con i bambini non si scherza”.

Intanto stamane il ddl 2081 a firma Cirinnà è stato presentato all’Aula del Senato, dato che in commissione l’esame del testo base non si è concluso, il ddl è giunto in aula senza relatore, come deciso ieri dalla conferenza dei capigruppo, con il voto contrario di Ncd e Udc, che pure sono in maggioranza ma avrebbero preferito rinviare la data. La seduta, sospesa inizialmente per mancanza del numero legale, è stata riaperta con l’intervento del senatore Francesco Nitto Palma, presidente della commissione Giustizia, che ha spiegato come sia stato impossibile, nonostante le oltre 70 le sedute sul tema, concludere la relazione sul lavoro. Il capogruppo del Pd Luigi Zanda ha infatti spiegato: “Il provvedimento delle unioni civili ha sostato molto in commissione, c’è stato anche dell’ostruzionismo e questo ha reso necessario portarlo in Aula senza relatore, non potevamo aspettare ancora per un tempo indefinito”

Successivamente l’Aula ha proseguito con la discussione sulla sanatoria per i finanziamenti ai partiti, il ddl Boccadutri, la legge che permetterà il finanziamento pubblico nel biennio 2013-2014.

“La richiesta del Pd di una calendarizzazione immediata del ddl sulle unioni civili è una richiesta politica sì, ma di immagine e non di contenuti”, ha commentato Renato Schifani, presidente dei senatori di Area popolare. Oltretutto, ha dichiarato À la “discussione verrà immediatamente dopo sospesa perché si entra in sessione di bilancio, e sappiamo bene che per almeno un mese il Senato non potrà occuparsi di questi argomenti”.

Le proteste arrivano anche dai Dem di matrice cattolica, contrari soprattutto all’adozione, anche se nel testo Cirinnà bis, in discussione in Aula, la stepchild adoption prevede la possibilità di adozione del figlio biologico di uno dei due membri della coppia da parte dell’altro. Il testo, inoltre, prevede anche la reversibilità della pensione del coniuge, il diritto di assistenza sanitaria in carcere, la possibilità di unire i beni, il subentro nel contratto d’affitto. Ma è sull’adozione che si avverte l’aria di scontro, Sel ha avvertito che darà il proprio appoggio solo se passerà anche la stepchild adoption, Loredana De Petris ha infatti affermato: “Per noi il testo esistente, comprese le adozioni dunque, è già il minimo sindacale. Sotto non si va”.

Ma non è solo il Partito Democratico ad avere difficoltà sulle unioni civili, oggi il senatore Gaetano Quagliariello si è dimesso dal ruolo di coordinatore nazionale del Nuovo Centrodestra. Lo strappo si è consumato dopo la decisione della maggioranza di incardinare il testo sulle unioni civili nell’Aula del Senato.

La Lega, già ai margini, dopo la riforma dello ius soli, annuncia battaglia:  “Vogliono uno scontro e l’avranno – dice Gianmarco Centinaio, capogruppo della Lega Nord in Senato -. Le unioni civili di questa sinistra spalancano le porte all’adozione da parte delle coppie gay dei bambini. Il nostro futuro può essere garantito solo se i nostri figli saranno educati e protetti all’interno della famiglia naturale, così come dettato non solo dalla costituzione ma anche dal buon senso. Renzi e i suoi compagni di pranzo – conclude Centinaio – devono tenere giù le mani dai bambini”.

Maria Teresa Olivieri

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