venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Consiglio Ue. Renzi: “Sui migranti l’Italia aveva ragione”
Pubblicato il 14-10-2015


Migranti-Consiglio UESi apre a Bruxelles il Consiglio europeo. Il presidente del consiglio Matteo Renzi ne ha parlato oggi alla Camera e poi al Senato: al centro della sua informativa migranti e conflitti mondiali. “A distanza di sei mesi dal Consiglio europeo straordinario dell’aprile 2015, richiesto dall’Italia dopo il terribile naufragio di 700 nostri fratelli e sorelle nel mare Mediterraneo -a esordito Renzi – possiamo dire con molta chiarezza, senza troppi giri di parole, che sulla questione dell’immigrazione l’Italia aveva ragione, l’Europa e il resto d’Europa no”. “L’Italia aveva colto la complessità del problema con un approccio non legato all’isteria del momento, ma ad una visione strategica, mentre tanti altri Paesi, tanti nostri amici e tanti nostri alleati all’interno dell’Unione europea hanno cambiato posizione sulla base di singoli eventi, di momenti anche emozionali, di circostanze destinate, per loro stessa natura, a produrre un effetto sull’immediato, ma non a determinare una strategia di lungo periodo”.

Parlando della legge di stabilità all’esame del consiglio dei ministri il premier ha detto che “ci presentiamo in Europa con la curva del debito che nel 2016 torna a scendere, dopo aver fatto le riforme. Se l’Italia continua a fare quel che sta facendo siamo paradossalmente gli unici o quasi dalla parte della stabilità. La crescita torna a essere positiva, le prospettive tornano di bel tempo e non temporali”. “Se c’e’ una novità dopo questo lungo periodo è che l’Ue ha smesso di considerare l’Italia come il problema, l’Italia può essere una parte della soluzione di tutti i problemi europei, dipenderà da tutti i noi”. “Quello di domani – ha detto ancora Renzi – non è un Consiglio decisivo, è un Consiglio dove chi vorrà potrà far sentire la voce di quei Paesi che tornano ad essere orgogliosi di quello che stanno facendo. Io rappresento un Paese che sulla questione immigrazione non ha cambiato idea, che non ha fatto giravolte come altri, che ha una solidità di valori che dovrebbe farci emozionare e che nei prossimi due anni potrà giocare un ruolo chiave”, ha sottolineato il presidente del Consiglio.

Parlando delle vicende italiane Renzi ha detto che l’Italia andrà al voto “alla scadenza naturale, nel 2018”, dopo aver concluso il percorso delle riforme e aver svolto il referendum nell’autunno del 2017. “Trovo – ha spiegato – che il periodo che si sta aprendo in Italia e in Europa sia molto interessante. Nel 2017 si svolgeranno le elezioni in Francia e in Germania, assisteremo al primo anno della nuova amministrazione americana, e l’Italia avrà la reponsabilità del G7”. Il premier ha espresso l’auspicio che il Paese arrivi “a quell’appuntamento avendo terminato un complicato percorso di riforme, riforme strutturali e storiche come quella della Carta, del mercato del lavoro e del sistema educativo. Se l’Italia avrà fatto questo percorso” sarà “punto di riferimento” nel Vecchio Continente.

Ma Renzi ha parlato anche di politica estera. Quindi soprattutto di Siria e Libia. “Se qualcuno immagina di risolvere il problema della Siria dicendo stamattina mi alzo e facciamo bombardamenti lì, auguri e in bocca al lupo, ma non risolverà il problema”. E ancora: “Commette un errore chi immagina, dopo aver teorizzato l’esclusione della Russia da tutti i formati, di appaltare totalmente la questione della Siria alla Russia e ai suoi alleati. Non si risolvono le questioni internazionali con interventi spot”.

“I raid immaginati più per dare risposte alle proprie opinioni pubbliche che per risolvere i problemi” non possono costituire una soluzione contro la minaccia del terrorismo. Ha affermato ancora Renzi evidenziando come “l’intervento in Libia nel 2011 non ha risolto i problemi di quel Paese”, serve “una strategia”. “In alcune circostanze alcuni interventi pensati più per sistemare le proprie opinioni pubbliche interne, hanno prodotto risultati che sono sotto gli occhi di tutti. C’e’ bisogno di qualcosa di più di un elenco di reazioni, c’è bisogno di una strategia complessiva”, ha sottolineato Renzi tornando sull’intervento di 4 anni fa in Libia. Un intervento che “non ha risolto” i problemi di quel Paese, “lo diciamo oggi e lo diremo anche domani alla presenza del segretario generale Onu”.

A fine lavori al Senato sono state presentate 7 risoluzioni. Tra le due a sostegno ha preso più voti la risoluzione del gruppo Ala di Verdini, firmata da Lucio Barani, di quella del Pd a prima firma Luigi Zanda. Quella del Pd di Zanda è passata con 161 sì, 62 no e 32 astenuti. Quella di Verdini-Barani ha incassato 182 sì, 67 no e 7 astenuti. Tutte le altre respinte.

Redazione Avanti!

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