mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

‘Voluntary disclosure’ è boom. Un mese di proroga
Pubblicato il 01-10-2015


Voluntary diclosureNel Paese dell’evasione fiscale eletta a regola di vita generale (e a cui un Governo serio dovrebbe dedicare almeno la metà delle energie che dedica alla cosiddetta ‘riforma’ del Senato), un provvedimento di sanatoria fiscale è destinato sempre ad avere fortuna e nel caso della ‘voluntary disclosure’ (collaborazione volontaria) si traduce in un vero e proprio successo anche perché a livello mondiale, Stati Uniti in testa, si è finalmente deciso di mettere la parola fine sui cosiddetti ‘paradisi fiscali’. Dunque siccome è sempre più difficile e rischioso tenere i soldi nascosti in una banca straniera, la mossa del Governo per far rientrare i capitali, sta avendo risultati lusinghieri. Le richieste di adesioni al ‘voluntary disclosure’ sono a oggi oltre 60mila. L’annuncio è arrivato dalla direttrice dell’Agenzia delle entrate, Rossella Orlandi, a margine di un convegno a Milano. “Abbiamo superato le 60mila adesioni. Avevamo stimato – ha detto – di arrivare grosso modo a settembre a questi numeri e infatti ci siamo arrivati. Ciò che viene dopo è ancora un qualcosa del tutto incerto” ha concluso la direttrice mentre proprio oggi ha preso il via l’iter legislativo del decreto che proroga i termini al 30 novembre.

Il nuovo termine per presentare le istanze unifica il termine di conclusione delle procedure di rientro dei capitali, per tutti gli anni coinvolti, al 31 dicembre 2016 ed è stata decisa dal Consiglio dei ministri di martedì in seguito alla crescita delle domande che arrivavano alle Finanze.

Il decreto di proroga (decreto legge 153 del 30 settembre 2015, con le ‘Misure urgenti per la finanza pubblica’, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.227, prevede anche l’inapplicabilità delle sanzioni in materia di antiriciclaggio previste dalla legge 231/2007 per le violazioni del divieto di utilizzo in qualunque forma di conti o libretti di risparmio in forma anonima o con intestazione fittizia aperti presso Stati esteri.
In parole povere questo significa che gli evasori col conto all’estero avranno ancora due mesi per la presentazione dell’istanza e chi l’ha già presentata avrà tempo sino al 30 dicembre per correggerla, presentare la relazione e integrarle.
Il provvedimento proroga anche i tempi di accertamento dell’Agenzia delle Entrate.

Ecco come il Ministero spiega la ‘voluntary disclosure’:

La “collaborazione volontaria” è uno strumento che consente ai contribuenti che detengono illecitamente patrimoni all’estero di regolarizzare la propria posizione denunciando spontaneamente all’Amministrazione finanziaria la violazione degli obblighi di monitoraggio.
Possono avvalersi della procedura anche i contribuenti non destinatari degli obblighi dichiarativi di monitoraggio fiscale, ovvero che vi abbiano adempiuto correttamente, per regolarizzare le violazioni degli obblighi dichiarativi commesse in materia di imposte sui redditi e relative addizionali, imposte sostitutive, imposta regionale sulle attività produttive e imposta sul valore aggiunto, nonché le violazioni relative alla dichiarazione dei sostituti d’imposta.

Come presentare la richiesta
Il modello di richiesta di accesso alla procedura va presentato esclusivamente per via telematica; direttamente (se si è abilitati a Entratel o Fisconline) oppure tramite i soggetti incaricati. Riguardo a tale punto, va precisato che le richieste per accedere alla procedura di collaborazione volontaria possono essere inviate da tutti i professionisti abilitati ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, che rientrano nell’elenco contenuto nel DPR n. 322 del 1998 e nei successivi decreti attuativi. Tra questi, sono compresi gli avvocati e gli iscritti nel registro dei revisori contabili.

Redazione Avanti!

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