giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Aborti in calo in Italia. Ma aumentano gli obiettori
Pubblicato il 02-11-2015


Un importante esito è arrivato oggi al Parlamento: è diminuito di oltre il 5% in un anno il numero degli aborti in Italia e, per la prima volta, il totale è inferiore ai 100.000. È quanto emerge dalla Relazione sull’attuazione della legge 194/1978 inviata dal Ministero della Salute a Parlamento, in cui vengono presentati i dati definitivi del 2013 e quelli preliminari per il 2014. In particolare, sono state notificate dalle Regioni 97.535 Ivg (interruzioni volontarie di gravidanza), con un decremento del 5,1% rispetto al dato definitivo del 2013 (105.760 casi), più che dimezzate rispetto alle 234.801 del 1982, anno in cui si è riscontrato il valore più alto in Italia. Female doctor pointing to ultrasound picture with pregnant woman
Da evidenziare che il valore italiano rimane tra i più bassi di quelli osservati nei Paesi industrializzati. Per quanto riguarda il 2013, si conferma la stabilizzazione del contributo percentuale delle donne straniere, pari al 34% delle IVG, con un tasso di abortività del 19 per 1000, pari a una tendenza tre volte maggiore di quelle italiane, in generale, e quattro volte per le più giovani.

Altro fattore molto importante è quello relativo alla diminuzione negli aborti tra le minorenni, il cui tasso registrato è al 4,1 per mille (era 4.4 nel 2012). Uno dei valori più bassi rispetto agli altri paesi occidentali. Resta costante poi, e la più bassa a livello internazionale, la percentuale di aborti ripetuti: il 26.8% delle IVG viene effettuata da donne con una precedente esperienza abortiva.

È stato registrato un Incremento dell’uso della pillola Ru486 per l’aborto, il farmaco è stato infatti impiegato nel 9,7% (in totale 8.114 casi) di tutte le Interruzioni volontarie di gravidanze (Ivg) nel 2013, in tutte le Regioni tranne le Marche. L’aborto farmacologico era stato usato nel 2010 in 3.836 casi (3,3% del totale) e in 7.432 casi nel 2011 (6,7%).
IVG
Resta comunque da registrate che per quanto il nostro Paese abbia fatto un grande balzo in avanti in questo senso, resta sempre più difficile per una donna poter abortire. Dal 2006 al 2013 i medici ginecologi obiettori italiani sono aumentati, dal 69,2% al 70% del totale. Ma, secondo la Relazione al Parlamento sulla legge 194, le IVG vengono effettuate nel 60% delle strutture disponibili, con una copertura soddisfacente, tranne che in due regioni molto piccole. Secondo i dati del Ministero della Sanità, calcolando le IVG settimanali a carico di ciascun ginecologo non obiettore, e considerando 44 settimane lavorative in un anno, a livello nazionale ogni non obiettore ne effettua 1.6 a settimana, un valore medio fra un minimo di 0.5 della Sardegna a un massimo delle 4.7 del Molise. Infatti continuano anche a diminuire i tempi di attesa fra rilascio della certificazione e intervento. Il 90.8% delle IVG viene effettuato nella regione di residenza.
Nonostante questi dati incoraggianti, il numero degli obiettori resta comunque molto alto. Nel 2013 la relazione conferma valori elevati di obiezione di coscienza, specie tra i ginecologi (70.0%, cioè più di due su tre) con una tendenza alla stabilizzazione, dopo un notevole aumento negli anni. Infatti, a livello nazionale, si è passati dal 58.7% del 2005, al 69.2% del 2006, al 70.5% del 2007, al 71.5% del 2008, al 70.7% nel 2009, al 69.3% nel 2010 e 2011, al 69.6% nel 2012 e al 70.0% nel 2013. Aumentano poi gli obiettori anche tra gli anestesisti ( 47.5% nel 2011 e 2012 e 49.3% nel 2013) e personale non medico (dal 38.6% nel 2005 al 46.5% nel 2013).
Qui di seguito la tabella degli obiettori per Regione italiana:
obiettori

Maria Teresa Olivieri

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