lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Affaire De Luca. Renzi: aspettiamo magistratura
Pubblicato il 13-11-2015


De Luca con RenziRenzi interviene sull’affaire De Luca, non lo scarica come fece con Marino, e aspetta risposte dalla magistratura. «Il presidente della Regione ha la titolarità, il diritto e il dovere di governare quella terra. Siamo assolutamente certi che il mandato che ha ricevuto sia pieno e che, di conseguenza, ha davanti a sé sfide di grande impatto, perché la Campania è una regione chiave per il futuro del Paese». De Luca si difende “campagne montate” e la segreteria regionale del PD viene azzerata


«Abbiamo molta fiducia nella magistratura, ma il presidente della Regione ha la titolarità, il diritto e il dovere di governare quella terra. Siamo assolutamente certi che il mandato che ha ricevuto sia pieno e che, di conseguenza, ha davanti a sé sfide di grande impatto, perché la Campania è una regione chiave per il futuro del Sud e del Paese». Così il Presidente del Consiglio Matteo Renzi è intervenuto sulla vicenda dell’inchiesta su De Luca a margine del Consiglio dei Ministri di oggi.

«Pur rispettando valutazioni e polemiche, leggo di imbarazzi e discussioni che rispetto, non mi muovo dalla solita posizione: De Luca governi. Ho detto in passato, rispetto ad altre persone, se ne è capace. Lo confermo. Ma se c’è una persona che può fare della Terra dei Fuochi e di Bagnoli una sfida decisiva questa è De Luca: sono certo che con De Luca queste due partite saranno sbloccate».

De Luca, già condannato in primo grado per abuso d’ufficio quando era sindaco di Salerno, oggi è indagato con il suo ex capo della segreteria Carmelo Mastursi per corruzione per induzione. In sostanza avrebbe ottenuto il congelamento della sospensiva da Presidente della Regione, come effetto della Legge Severino, dal magistrato del Tribunale di Napoli Anna Scognamiglio, facendo ottenere in cambio al marito di quest’ultima, Guglielmo Manna, la direzione di una Asl. Per ora solo accuse che devono essere provate in tribunale e che De Luca respinge con forza, ma certamente la sua posizione appare oggi assai più discutibile di quella del Sindaco di Roma, Ignazio Marino, a cui si addebitava una scarsa capacità di governare gli scandali romani, senza peraltro essere minimamente implicato, e gli si contestavano alcune spese di bar e ristoranti.

Apparentemente dunque per De Luca non vale il trattamento riservato a Ignazio Marino, Sindaco di Roma.

D’altra parte quest’ultimo non è stato scelto da Renzi, segretario del PD, per fare il Sindaco della Capitale mentre De Luca è stato attivamente sostenuto fin dalle primarie nonostante rischiasse di essere disarcionato dall’applicazione della Legge Severino. Una situazione che ha visto tornare a galla anche l’opposizione interna del partito con il ministro della giustizia Orlando che in un’intervista ha spiegato che lui al posto di Renzi quella scelta non l’avrebbe fatta.

De Luca comunque si difende dalle accuse e, intervenendo a LiraTv, si è detto tranquillo e sereno, definisce le accuse come “campagne montate” perché lui non sa “niente di niente delle persone chiamate in causa”. “Il nostro programma di lavoro non subirà nessuna distrazione o ritardo”, ha aggiunto sollevando il sospetto che queste accuse nascano proprio dal fatto che con lui “in Campania si volta pagina”. “L’interesse di alcuni ambienti è quello di fare ‘ammuina’ e di creare un clima che possa condizionare le decisioni di alti livelli della magistratura”. “Ho la sensazione – ha concluso – che, alla fine di questa montagna di polemiche e avventure giornalistiche, avremo solo una montagna di chiacchiere o invece qualcosa di preoccupante: un tentativo di pressione o ricatto nei confronti della Regione”.
Intanto nella bufera c’è il Partito Democratico della Regione. La segretaria Assunta Tartaglione ha azzerato il vertice del partito locale per tentare di ricostruirlo in vista dell’appuntamento con le elezioni comunali, cui certo non giova quest’ultimo (presunto) scandalo. Tra i dimessi anche la giudice del caso De Luca, Anna Scognamiglio, che è stata destinata dal presidente del Tribunale di Napoli ad un altro incarico mentre il Csm “ha disposto l’apertura di una pratica per incompatibilità ambientale e funzionale” a suo a carico.

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