martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Orozco-Estrada
giovane bacchetta
tra passato e futuro
Pubblicato il 30-11-2015


orozcoChi applaude al termine di un concerto si domanda che significa quando i musicisti battono i piedi sulla pedana e percuotono con gli archetti le corde dei violini, soprattutto alle ultime uscite del direttore o del solista, prima che tutto ridiventi tranquillo e il pubblico sciami verso le uscite ammaliato, trasognante, quasi estatico.

Questa domanda, alla quale si può dare plausibile risposta anche senza interrogare qualcuno, è il risultato di una conduzione impeccabile, senza sbavature che il maestro Andrés Orozco-Estrada (colombiano classe 1977) ha regalato al pubblico il 28 novembre scorso (repliche lunedì 30 novembre – martedì 1 dicembre) alzando la bacchetta sull’Orchestra e Coro dell’Accademia di Santa Cecilia. Il programma impagina la Passacaglia di Anton Webern (Vienna 1883 – Mittersill, Alpi Salisburghesi, 1945), i Salmi di Alexander Zemlinsky (Vienna 1871 – Larchmont, New York 1942) e Vita d’eroe di Richard Strauss (Monaco di Baviera 1864 – Garmisch 1949).

Da tempo ospite fisso dell’Accademia, il Maestro è inserito nel programma che vede giovani talenti, direttori, compositori e solisti confrontarsi con i mostri sacri del passato che, negli ultimi trecento anni, hanno scandito tutta la storia della musica.
La “Passacaglia” mancava da Santa Cecilia dal 2003, diretta da Daniele Gatti. Questo ritorno al Parco della Musica di Roma è stato un avvenimento auspicato anche per i “Salmi”, dei quali l’ultima esecuzione romana è del 2004 con Vladimir Jurowsky.
Per la sinfonia Vita d’eroe di Richard Strauss, che ha aperto e chiuso la seconda parte, sono molteplici le rappresentazioni nella capitale. Nel 1909 fu diretta dallo stesso Strauss, per arrivare a quella del 2012 con sul podio ancora il giovane colombiano.

I circa 50 minuti della sinfonia straussiana, op. 40, sono stati intensi, coralmente espressivi, con intermezzi emozionanti e ben interpretati dal violinista Roberto Gonzáles-Monjas che ha suonato un Giuseppe Guarnieri del 1710.

Vita d’eroe fu concepita dal compositore tedesco tra il 1897 e il ’98 insieme al Don Chisciotte, formando con quest’ultimo un dittico sulla figura dell’“eroe”, nel concetto romantico dell’idealista e dell’artista sognatore e guerriero. In questa composizione, viene annotato, come “la musica, pur con l’eloquenza sonora che essa ostenta in alcune pagine che esaltano il ‘grand’uomo’ incompreso dal mondo, non ha nessun segno del malumore estetizzante o dello spiritualismo che oggi avvertiamo in molti lavori tardoromantici”.

Alcune assonanze con Wagner in questa sinfonia sono quasi d’obbligo, ma gli applausi finali e il rumore forte e ritmato di suole sulle tavole del palcoscenico hanno fatto percepire a tutti una grande serata ed una scelta vincente tra passato e futuro, ancora tutta da esperire.

Guerrino Mattei

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