mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Ambiente. I danni climatici colpiscono l’economia
Pubblicato il 27-11-2015


siccitàIl problema dell’ambiente continua a impensierire non solo le grandi organizzazioni internazionali, ma anche i governi nazionali. “Una politica di riduzione delle emissioni di CO2 – ha dichiarato Oreste Pastorelli, deputato del Psi e componente della commissione Ambiente della Camera – non è più rinviabile. Di questo, infatti, parleranno i capi di Stato e di Governo di tutto il mondo alla Conferenza di Parigi del prossimo mese di dicembre. Ho presentato, dunque, degli emendamenti alla legge di stabilità che vanno proprio in questa direzione”. “Alcune mie proposte di modifica – ha proseguito – prevedono l’eliminazione dei regimi di favore per i combustibili fossili e la ridefinizione delle accise con obiettivi che vadano a tutela dei beni ambientali. Altri emendamenti mirano alla diffusione di una mobilità alternativa tramite incentivi alle imprese finalizzati al rinnovo del parco veicolare con mezzi a basso impatto ambientale o attraverso importanti sgravi fiscali per l’acquisto di veicoli elettrici. Già lo scorso aprile presentai una proposta di legge che contempla ingenti detrazioni per chi acquisisce un’auto elettrica utilizzata per il trasporto pubblico. Un provvedimento che farebbe da apripista per la definitiva diffusione dell’auto elettrica in Italia e che porterebbe il nostro Paese al passo dei grandi paesi europei”.


I danni della siccità sono anche economici

di Alessandro Munelli

La siccità rappresenta l’evento avverso più rilevante per l’agricoltura italiana in termini di danni economici a carico soprattutto delle produzioni, con due eventi gravi, nel 2003 e nel 2012, interessando maggiormente le aree del Nord e del Centro Italia, con valori dai 500 ai 700 giorni di siccità dichiarata (dai 50 ai 70 giorni l’anno di media). Per quanto riguarda i fenomeni precipitativi forti, i danni riguardano sia le produzioni, sia le strutture e le infrastrutture, con rispettivamente il 30, 40 e 30% dei danni complessivi.

Le aree maggiormente colpite si trovano Nord Italia, con un range che varia da 121 a 480 giorni di calamità naturale dichiarata e nel Sud (Campania, Puglia e Sicilia).

L’esposizione e la vulnerabilità al rischio climatico comporta una crescente domanda di analisi per valutare quali siano le misure e gli interventi più adeguati in termini di adattamento e quali di gestione del rischio, contribuendo così anche al necessario passaggio da interventi emergenziali ad azioni di riduzione del rischio stesso.

La siccità e forti piogge a carattere alluvionale si sono maggiormente abbattuti sulle Regioni italiane nel periodo 2003-2012 e hanno procurato danni enormi alla produzione agricola, alle strutture e alle infrastrutture: si può parlare di un totale di danni riconosciuti pari a più di 14 miliardi di euro a livello nazionale (1,4 miliardi l’anno) e circa 111 euro/ha di SAU l’anno. Tali danni rappresentano un fabbisogno riconosciuto, ma non completamente erogato, perché il contributo dipende dalla disponibilità finanziaria, non rappresenta quindi un dato di spesa pubblica.

Su questi temi sono intervenuti i ricercatori del Crea responsabili del progetto di ricerca “Attività di ricerca e supporto tecnico in materia di calamità naturali, rischio climatico e fitosanitario e politiche collegate”, finanziato dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali tra il 2010 e il 2015.

Il progetto del Crea è centrato sull’analisi del rischio climatico e sulla valutazione dell’esposizione e della vulnerabilità delle aree agricole agli estremi climatici. Per quanto riguarda l’esposizione agli eventi e la loro distribuzione geografica, tutto il territorio italiano è soggetto a estremi climatici, con il range che varia da 150 giorni fino a punte di anche 1.150 giorni nella decade.

Alessandro Munelli

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