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Opinioni e commenti
 

Appello. Per Del Turco condanna ‘senza riscontri’
Pubblicato il 20-11-2015


Del Turco OttavianoOttaviano Del Turco era stato condannato a 9 anni e mezzo in primo grado, ma in appello oggi la sua colpevolezza è stata confermata, anche se ridotta a quattro anni e due mesi contro una richiesta del Pg Ettore Picardi di sei anni e sei mesi anche perché nel frattempo non solo non sono state trovate le prove della corruzione, ma il principale accusatore, Enzo Angelici, è stato condannato a dieci anni. Ottaviano Del Turco secondo i giudici dell’Aquila è colpevole del reato di associazione a delinquere per induzione indebita, ossia per il vecchio reato di ‘concussione per induzione’ modificato dalla legge Severino. La riduzione della pena rispetto alle richieste del Pg, dipende dal fatto che la Corte ha ritenuto che gli episodi corruttivi siano stati 6 e non 24 come nella sentenza di primo grado.
Per l’ex segretario del PSI, il tribunale dell’Aquila alla fine però non se l’è sentita di smentire totalmente il castello accusatorio secondo cui Del Turco, come presidente della Regione Abruzzo, avrebbe preso tangenti in cambio di favori dall’ex patron della clinica privata Villa Pini Di Chieti, quell’Angelini che in questo processo era anche imputato, condannato, e allo stesso tempo parte offesa.

Già vicesegretario della CGIL prima di subentrare a Craxi alla segreteria del PSI nel 1993, poi presidente della Commissione Antimafia e ministro delle Finanze, venne arrestato il 14 luglio del 2008 nel corso dell’inchiesta sulla ‘Sanitopoli’ abruzzese, finì in carcere a Sulmona per 28 giorni e trascorse altri due mesi agli arresti domiciliari e il 22 luglio 2013 venne condannato a 9 anni e mezzo in primo grado. Il processo si era concluso con 9 condanne, 12 assoluzioni e tre casi di intervenuta prescrizione. Come conseguenza degli arresti e dell’inchiesta, la Giunta di centrosinistra si dimise e nelle elezioni anticipate subentrò il centrodestra guidato da Giovanni Chiodi.
La Corte d’Appello, presidente Luigi Catelli, a latere Luigi Cirillo e Armanda Servino, ha dunque oggi accolto solo parzialmente la richiesta avanzata dal Pg Ettore Picardi, ma Del Turco, che ha atteso la sentenza nella sua casa di Collelongo, ha sempre respinto ogni accusa.

L’inchiesta è stata oggetto di numerose critiche anche perché nonostante le affermazioni iniziali del pg Trifuoggi circa un’asserita ‘montagna di prove’, non è stata mai trovata traccia concreta delle presunte tangenti pagate a Del Turco. Lunedì scorso anche il commentatore Pier Luigi Battista, sulle pagine del Corriere della Sera, era intervenuto proprio per sottolineare la mancanza di riscontri.

Al centro della vicenda 5,5 milioni di euro di presunte tangenti versate, per sua stessa ammissione, dall’ex patron della sanità privata abruzzese Vincenzo Maria Angelini in misura diversa agli imputati. Angelini fu condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione per corruzione; per alcuni capi di imputazione dichiarata la prescrizione, assolto dall’associazione per delinquere relativa alla prima cartolarizzazione «perchè il fatto non sussiste». L’ex manager della Asl di Chieti Luigi Conga fu condannato a 9 anni di reclusione per concussione; per alcuni capi contestati dichiarata la prescrizione; assolto dall’associazione per delinquere «perchè il fatto non sussiste». L’ex segretario generale dell’Ufficio di presidenza della Regione Lamberto Quarta fu condannato a 6 anni e 6 mesi di reclusione per associazione per delinquere, concussione, tentata concussione; assolto da vari episodi di concussione «per non aver commesso il fatto» e da abuso e falso «perchè il fatto non costituisce reato».
L’ex capogruppo regionale del Pd Camillo Cesarone fu condannato a 9 anni di reclusione per associazione per delinquere, corruzione, concussione e tentata concussione; assolto da un episodio di concussione «perchè il fatto non sussiste». L’ex assessore regionale alle Attività Produttive Antonio Boschetti fu condannato a 4 anni di reclusione per associazione per delinquere e concussione, dichiarata la prescrizione per alcuni capi di imputazione; assolto dall’associazione per delinquere relativa alla prima cartolarizzazione. L’ex assessore regionale alla Sanità Bernardo Mazzocca fu condannato a 2 anni di reclusione per associazione per delinquere, concorso in falso in atto pubblico e minacce a pubblico ufficiale; assolto invece dai reati di soppressione di atto pubblico, concussioni, abuso e falso in atto pubblico. L’ex parlamentare del Pdl Sabatino Aracu fu condannato a 4 anni di reclusione per un episodio di concussione; per alcuni capi contestati fu dichiarata la prescrizione; assolto dall’associazione per delinquere «perchè il fatto non sussiste» e da altri episodi di concussione «per non avere commesso il fatto».
Aracu, insieme all’ex manager della Asl di Chieti, Luigi Conga, condannato anche al pagamento complessivo di 100 mila euro alla Regione Abruzzo. L’ex direttore dell’Agenzia sanitaria regionale Francesco Di Stanislao fu condannato a 2 anni di reclusione per associazione per delinquere e abuso d’ufficio; invece assolto dal reato di soppressione di atto pubblico «perchè il fatto non sussiste», omissione in atto di ufficio e abuso d’ufficio «perchè il fatto non sussiste». Il Tribunale dichiarò, inoltre, Conga, Quarta e Cesarone interdetti in perpetuo dai pubblici uffici, in stato di interdizione legale durante la pena e incapaci di contrattare con le pubbliche amministrazioni per la stessa durata della pena principale; Angelini, Boschetti e Aracu furono dichiarati interdetti dai pubblici uffici per 5 anni e incapaci di contrattare con le pubbliche amministrazioni per la stessa durata della pena principale.
“È difficile capire questa sentenza – ha commentato Marco Caiazza, difensore di Ottaviano Del Turco – la singolare distinzione che è stata fatta sulle varie dazioni, quindi bisognerà attendere di leggere il dispositivo per capire come siamo stati assolti dall’80 per cento dei reati e condannati per il 20”. “Ho l’impressione – ha concluso Caiazza – che questa sentenza sia stata scritta con una terza visione dei fatti rispetto al primo processo e alle difese”.

Redazione Avanti!

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Commenti all'articolo
  1. La prova per condannarlo???
    semplice: era un socialista. Non poteva non sapere!!!!
    Il condannare anche in presenza di ogni ragionevole dubbio è diventato un optional !!
    Continuano le barbarie contro i socialisti!!!
    Appello al compagno Buemi: consultatati per favore con il giornalista Pierluigi Battista e poi fai una Mozione di garanzia in Parlamento.
    Grazie alla Redazione dell’Avanti
    Je suis socialiste

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