mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Bce: l’Eurozona non è fuori dal rischio deflazione
Pubblicato il 19-11-2015


Bce-quote rosaL’Eurozona non è fuori dal rischio deflazione. I rischi di una spirale dei prezzi restano “rilevanti”. A pochi mesi da quando lo spettro di un avvitamento di consumi e investimenti di fronte all’inflazione negativa era dichiarato sconfitto grazie al ‘quantitative easing’, la Bce torna a mettere in conto che uscire dall’area grigia attuale, quella di prezzi praticamente stagnanti, non è così facile. Dai verbali dell’ultimo incontro della Bce emerge che sono in aumento i rischi di un mancato raggiungimento del target di inflazione. “Un aggiornamento delle proiezioni di settembre dello staff Bce ha suggerito che ci sono rischi al ribasso rispetto allo scenario base di settembre”, spiega la Bce. “I tempi anticipati di una normalizzazione dell’inflazione verso il 2% verranno verosimilmente ancora spostati in avanti, come è stato nel caso delle precedenti proiezioni dello staff”. “L’impatto di fattori esterni e l’aumento dell’incertezza sollevano la possibilità che le misure della Bce possano non avere effetti sufficienti per raggiungere gli obiettivi finali”, si legge ancora nei verbali.

E per il governatore di Bankitalia Ignazio Visco di fronte a una ripresa “ancora fragile che affronta ostacoli non trascurabili”, ora si sommano “gli attacchi terroristici a Parigi, così difficili da comprendere e affrontare”, che “certamente aggiungono il loro peso negativo sulla fiducia e alzano il livello d’incertezza”.

Nelle parole del governatore italiano, che siede nel consiglio Bce e parlava proprio a Parigi, a una conferenza sugli investimenti ospitata dall’Ocse, c’è più preoccupazione rispetto ai toni del vicepresidente Vitor Constancio (presto per valutare l’impatto di Parigi) e a quelli del membro del direttorio Yves Mersch, che non vedeva segnali di pessimismo economico dopo gli attacchi terroristici. Allo stesso tempo, Standard & Poor’s ritiene difficile un impatto del terrorismo sui rating sovrani europei, anche se si tratta di un possibile intralcio alla crescita dell’area.

Per arginare il rischio deflazione il capoeconomista e membro del direttivo Bce, Peter Praet ha assicurato che la Banca centrale europea è nelle condizioni di agire ed è pronta a farlo per scongiurare i rischi al ribasso sull’inflazione. Praet ha poi aggiunto che i tassi d’interesse sono tra gli strumenti a disposizione di Francoforte. “Non ci sono limiti che ci paralizzano”.

Di fatto la Bce, fra debito pubblico e privato da smaltire, rischi geopolitici, incertezze “particolarmente alte” sull’economia della Cina, petrolio ai minimi, appare più tiepida, rispetto a quest’estate, sulle prospettive di ripresa (rallentata a 0,3% nel terzo trimestre). E soprattutto più preoccupata per l’auspicato rialzo dell’inflazione dell’Eurozona, inchiodata sullo zero anche ad ottobre. A Malta, nel consiglio direttivo del 22 ottobre, la Bce ha concluso che i rischi al ribasso “sono aumentati” e che a dicembre è probabile un nuovo taglio delle stime d’inflazione, dalle conseguenze “potenzialmente preoccupanti”. Perchè non sono solo i prezzi petroliferi a mettere pressione sui prezzi, ora vacilla anche l’indice depurato dalla componente energia. Per alcuni governatori che compongono il consiglio, i rischi di deflazione addirittura “restano rilevanti”.

E’ in questo quadro che Draghi ha annunciato che a dicembre la Bce “riesaminerà” la politica monetaria: è in arrivo il potenziamento e magari l’allungamento del quantitative easing, che è previsto scadere a settembre prossimo. E Francoforte potrebbe mandare ancora più in negativo il tasso sui depositi bancari (ora a -0,20%), una mossa che acquista sempre più consistenza e che aumenterebbe di fatto la platea di titoli di Stato che finiscono in pancia alla Bce, oltre a svalutare l’euro. Con la Fed pronta ad alzare i tassi a dicembre, la divisa unica si avvicinerà alla parità sul dollaro. Ma con la domanda degli emergenti così debole, non è chiaro quanto ne beneficeranno, almeno nell’immediato, le economie dell’Eurozona.

Redazione Avanti!

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