venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

BLITZ A SAINT DENIS
Pubblicato il 18-11-2015


Terrorismo St Denis Isis

La Francia passa all’attacco, anche sul territorio nazionale.
È iniziato tutto grazie a un’intercettazione per cercare l’autore della strage di Parigi, Abdelhamid Abaaoud, e così nel cuore di Saint-Denis, città di 110mila abitanti nella cintura Nord di Parigi, all’alba di questa mattina è scattato il blitz in cui sono state arrestate sette persone e altre due sono morte: una donna (cugina di Abaaoud) si è fatta saltare in aria e un uomo è stato colpito dagli agenti.
L’intero quartiere per ore è stato blindato dall’esercito, i trasporti sono stati interrotti, alla gente è stato impedito di uscire, mentre le teste di cuoio setacciavano il quartiere appartamento per appartamento.


A fare il punto della situazione è stato il procuratore capo dell’antiterrorismo francese Francois Molins: “L’inchiesta partita dopo gli attacchi di Parigi ha condotto a questo appartamento. Grazie alle informazioni raccolte dai telefoni trovati e dalla sorveglianza abbiamo pensato che Abbaoud fosse dentro la casa. Tre terroristi sono stati arrestati una ragazza si è fatta esplodere, un uomo è stato trovato morto, colpito da proiettili e bombe. Altre due persone che si nascondevano fra le macerie sono state arrestate”. Nonostante gli arresti, le forze dell’ordine e fonti giudiziarie affermano che Abaaoud non è tra gli arrestati.
Però secondo il Washington Post in realtà  Abaaoud sarebbe una delle vittime del blitz. Il quotidiano statunitense basa le sue affermazioni su fonti dei servizi francesi.
Il giovane belga (classe 1987) ha precedenti per reati comuni e dopo essersi arruolato nell’Isis si fa chiamare Abu Omar Sussi o Abu Omar al-Baljiki. Ma prima di aver organizzato la strage a Parigi era già diventato noto due anni fa, quando rapì il fratello Younes, all’epoca tredicenne, per portarlo in Siria, tanto da essere denunciato dal padre, costituendosi parte civile. L’anno scorso i giornali belgi definirono Younes “il più giovane jiadhista al mondo” e ritratto mentre spara in testa a un ostaggio americano.

L’assalto della polizia è durato ben sette ore ed è stato seguito in diretta dall’Eliseo dal Presidente Hollande che si è congratulato con la polizia e con i cittadini di St. Denis. Parlando di fronte ai sindaci francesi, ha detto che obiettivo dell’azione erano “terroristi che avevano rapporti con autori dei crimini odiosi dei giorni scorsi. Congratulazioni per il sangue freddo e solidarietà al sindaco di St Denis, presente durante l’assalto”, ha espresso “gratitudine e ammirazione alle forze dell’ordine, ai poliziotti che hanno lanciato l’operazione: conoscevano i pericoli, forse sottostimavano la violenza, ma sono andati fino al compimento della missione. Vari di loro sono stati feriti. Ci vorrà ancora del tempo per arrivare alla conclusione di questa guerra” contro il terrorismo, che è iniziata molti anni fa, per questo “bisogna armarsi di pazienza e di fermezza. La Francia sarà implacabile contro l’odio, nessun atto xenofobo, antisemita e anti-islamico sarà tollerato”. Hollande però si rende anche conto che ha il nemico in casa, il quartiere di Saint Denis a pochi passi allo stadio dove è avvenuto uno degli attacchi, non è solo un posto con il più alto tasso di delinquenza (166 reati ogni mille abitanti), ma per molti è il vero sinonimo di banlieue. Quartieri tristemente famosi per le rivolte del 2005.
In periferie come queste, con immigrati di seconda generazione, la Francia ha dato i natali a francesi che l’hanno rinnegata. Da Drancy veniva Sami Amimour, uno dei tre stragisti del Bataclana e i fratelli Kouachi autori della strage di Charlie Hebdo sono cresciuti a pochi passi da Saint Denis, a Genevilliers.

Maria Teresa Olivieri

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