lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Campania, De Luca indagato: “Io parte lesa”
Pubblicato il 11-11-2015


De Luca-RenziUn’altra grana per De Luca e per il Pd. Il presidente della Regione Campania è indagato assieme ad altre sei persone con l’ipotesi di concussione per induzione. “In questa vicenda dell’inchiesta della Procura di Roma – ha detto in una conferenza stampa – sono parte lesa, mi tutelerò in tutte le sedi” ma “sostengo pienamente l’azione della magistratura”. “Considero il controllo della legalità un bene per le persone oneste”, ha premesso, ribadendo però di non essere “a conoscenza di nulla”: “non so chi sia questo Manna” (marito del giudice indagato con De Luca a Roma), che faccia, dove viva. Siamo impegnati nella sfida per la rinascita del Sud – ha proseguito – rispetto a questa sfida non arretriamo di una virgola e sfidiamo chiunque”.

Nel decreto di perquisizione che il 19 ottobre scorso è stato disposto nei confronti di tutti gli indagati, eccetto proprio De Luca, si legge che il governatore “per il tramite di Giuseppe Vetrano e Carmelo Mastursi”, sarebbe stato minacciato “di una decisione a lui sfavorevole da parte del tribunale civile di Napoli, con conseguente perdita della carica ricoperta”. Minaccia, sempre secondo l’ipotesi formulata dall’accusa, partita da Anna Scognamiglio, il giudice relatore che si sarebbe occupato del ricorso De Luca contro la sospensione dalla carica prevista della Legge Severino. In questo modo, De Luca sarebbe stato indotto “a promettere a Manna, sempre per il tramite dei due, la nomina a una importante carica dirigenziale nella sanità campana”. Guglielmo Manna è il marito del giudice Scognamiglio, che sono pure tra gli indagati, assieme agli intermediari Giorgio Poziello e Gianfranco Brancaccio.

Questo il quadro delle accuse che riguardano il presidente della Regione. In ogni caso, ha precisato stamane il procuratore della capitale Giuseppe Pignatone, “la sentenza del tribunale di Napoli sul caso De Luca non è oggetto di esame da parte della Procura di Roma”. I pm Orano e Fasanelli sono al lavoro per vagliare tutto il materiale acquisito, in gran segreto, in occasione dei sequestri del 19 ottobre.
Nel tardo pomeriggio di mercoledì sarà la Prima Commissione del Csm, convocata in riunione straordinaria dal vicepresidente Giovanni Legnini, a fare una prima valutazione della posizione del giudice Scognamiglio. Una richiesta di apertura pratica è stata già depositata dal consigliere laico Zanettin presso il Comitato di presidenza.

La vicenda ha prodotto immediatamente una raffica di reazioni politiche. Secondo il capogruppo di Sinistra italiana alla Camera Arturo Scotto il presidente del Consiglio dovrebbe “dire qualcosa” sulla vicenda. “Marino – ha ricordato Scotto – è stato mandato via per qualche scontrino…Renzi dovrebbe dire qualcosa”. Forza Italia con Anna Maria Bernini, vicepresidente vicario del gruppo a Palazzo Madama, definisce “sconcertanti” le parole del presidente di regione e con Brunetta aggiunge che “forse la scelta di De Luca non era la scelta giusta per quanto riguarda il candidato in Campania. E anche di questo io incolpo Renzi. Ma aspetto le risultanze della magistratura perché sono un garantista, sempre e comunque”.

Il sindaco di Napoli, De Magistris invita a non arrivare “a giudizi affrettati. Seguiamo la vicenda con molta attenzione”. Interviene anche il Codacons che ha inviato oggi una formale istanza al Prefetto di Napoli e al Ministero dell’Interno, chiedendo di far decadere Vincenzo De Luca dalla carica di presidente della Regione. Per il Movimento 5 Stelle parla il deputato napoletano Roberto Fico per il quale “è inaccettabile che la nostra regione continui a essere in balia delle vicende giudiziarie dell’ex sindaco di Salerno. E in questo Matteo Renzi ha responsabilità enormi. Ma questo è il Pd e a rimetterci purtroppo siamo sempre e solo noi cittadini”.

Dal Pd, per il momento, nessuna dichiarazione ufficiale ma trapela tranquillità: “E’ un atto dovuto, la vicenda si chiarirà presto”.

Redazione Avanti!

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