venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Catasto: addio a vani, arrivano i metri quadri
Pubblicato il 09-11-2015


Edilizia_caseRivoluzione del Catasto: addio vani, ecco i metri quadri. È la novità fiscale introdotta dal “Documento di riconoscimento” pubblicato dall’Agenzia delle Entrate: per 57 milioni di beni immobili (a destinazione ordinaria, iscritte in catasto e corredate di planimetria) la misura ufficiali sarà quella in metri quadri. I calcoli della superficie basati sui vani diventano quindi un ricordo.

“Da oggi – è scritto nel comunicato – l’Agenzia delle Entrate rende disponibile la superficie catastale nelle visure delle unita’ immobiliari censite nelle  categorie dei gruppi A, B e C. Una novità che semplifica la vita ai proprietari di 57 milioni di immobili, mettendo a loro disposizione un dato finora visibile solo nelle applicazioni
degli uffici, e che manda definitivamente in soffitta i calcoli  basati sui vani”.
“Arriva direttamente in visura anche la superficie ai fini Tari, per consentire ai cittadini di verificare con facilità la base imponibile utilizzata per il calcolo della tassa rifiuti”, spiega l’Agenzia delle Entrate. E’ una semplificazione della quale, inoltre, è ovvio che i proprietari dovranno tener conto per evitare poi di essere sanzionati

VISURE CATASTALI CON I MQ: Oltre ai dati identificativi dell’immobile (sezione urbana, foglio, particella, subalterno,  Comune) e ai dati di classamento (zona censuaria ed eventuale  microzona, categoria catastale, classe, consistenza, rendita),  da oggi sarà riportata direttamente in visura anche la
superficie catastale. E’ una semplificazione che riguarda circa 57 milioni di unita’ immobiliari urbane a destinazione ordinaria, iscritte in catasto e corredate di planimetria.

MQ PER TASSA RIFIUTI: Le visure si arricchiscono di  un’altra informazione importante per i cittadini: la superficie  ai fini Tari, che, per le sole destinazioni abitative, non tiene conto di balconi, terrazzi e altre aree scoperte di pertinenza e accessorie. Ciascun proprietario avrà così a portata di mano anche questa informazione, già fornita dall’Agenzia delle Entrate ai Comuni grazie ai flussi di interscambio dati già attivi, per poter verificare la base imponibile utilizzata per
il calcolo del tributo sui rifiuti. In caso di incoerenza tra la planimetria e la superficie calcolata, inoltre, i contribuenti  potranno inviare le proprie osservazioni, attraverso il sito dell’Agenzia, e contribuire quindi a migliorare la qualità delle banche dati condivise tra Fisco ed enti locali. Già dal 2013 i Comuni possono segnalare errori di superficie riscontrati su immobili presenti nella banca dati catastale.

ALLINEAMENTO BANCHE DATI: La novità, che arriva al  termine di un periodo di sperimentazione che ha coinvolto gli uffici provinciali – Territorio di Brindisi, Foggia e Ravenna, lascia al momento fuori, in attesa delle opportune verifiche nell’ambito delle attività di allineamento delle banche dati,  gli immobili che presentano un dato di superficie “incoerente”. Quanto agli immobili non dotati di planimetria, che risalgono perlopiù alla prima fase di censimento del Catasto edilizio urbano, e sono di conseguenza privi anche del dato relativo alla superficie, i proprietari possono presentare una dichiarazione di aggiornamento catastale, con procedura Docfa, per l’inserimento in atti della piantina catastale. Una regolarizzazione che, per l’attuale normativa, e’ d’obbligo se si è intenzionati a vendere.

Redazione Avanti!

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