domenica, 4 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Consulta: Besostri bocciato dal Pd e scaricato da Grillo
Pubblicato il 24-11-2015


cortecostituzionaleFino a ieri pomeriggio, Felice Carlo Besostri era il candidato del Movimento 5 Stelle alla Consulta. Un candidato sostenuto fermamente dai pentastellati per il suo alto profilo giuridico. Poi il Pd ha detto che non lo voleva e il M5S senza pensarci troppo lo ha scaricato. Motivo del “no” del Pd, la legge elettorale. Infatti Besostri è il firmatario di un ricorso alla Corte costituzionale contro l’Italicum. Al suo posto il Movimento 5 Stelle candida il prof. Franco Modugno. “Uno tra i maggiori costituzionalisti italiani viventi – scrive su Facebook il deputato 5 Stelle Danilo Toninelli -. Non un soldato di partito ma un nome alto per competenza ed indipendenza personale che invitiamo a votare”. Besostri quindi è già stato riposto nel cassetto.

Gli altri candidati sono il costituzionalista Augusto Barbera, per il Pd, ed il deputato Francesco Paolo Sisto per Forza Italia. Nessuna decisione, invece, da parte del M5s sul nome proposto dal Pd: i pentastellati avevano chiesto di conoscere il nome del candidato Pd entro oggi in modo da poterlo sottoporre alla rete e votare secondo il mandato degli iscritti. Ma considerati i tempi stretti è in forse la stessa consultazione on-line del nome scelto in “quota” M5s. Modugno potrebbe essere presentato sul blog di Beppe Grillo per un eventuale voto di ratifica della scelta fatta dai parlamentari che è stata comunque raggiunta all’unanimità. I dem, a questo punto, attenderanno a loro volta il giudizio dei 5 Stelle su Barbera per decidere come comportarsi su Modugno.

La votazione da parte del Parlamento in seduta comune è prevista per mercoledì, ed il quorum richiesto per la ‘fumata bianca’ è di 571 voti, i 3/5 dei componenti dell’Assemblea. L’accordo globale con il M5S è cruciale per mandare a segno l’elezione di Barbera e Sisto. Ad essere particolarmente penalizzato dalla mancanza di un accordo con i Cinque Stelle, è il candidato di Forza Italia: i gruppi di Berlusconi, teoricamente compatti nel sostegno all’ex presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera, potrebbero mostrare delle crepe nel segreto dell’urna. Crepe che non consentirebbero al candidato forzista di raggiungere il quorum, lasciando il partito di Berlusconi a bocca asciutta.

In seguito alla scadenza di Luigi Mazzella e Paolo Maria Napolitano ed all’elezione al Quirinale di Sergio Mattarella, alla Consulta i “posti vacanti” sono tre. Le votazioni sin qui tenute ed andate a vuoto per ripristinare il plenum della Corte costituzionale sono state ben ventisei: un record assoluto nella storia repubblicana. Una votazione era in calendario per la scorsa settimana, ma per favorire l’accordo tra i partiti era stata rinviata, appunto, a mercoledì. Tanto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella quanto i presidenti delle Camere Pietro Grasso e Laura Boldrini sono intervenuti più volte per sollecitare i partiti alle “opportune intese” che portino alla fumata bianca, e Marco Pannella ha avviato una serie di iniziative non violente. Ma, a due giorni dal voto, la partita resta ancora aperta.

Ginevra Matiz

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo

Lascia un commento