venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Consulta, battuta maggioranza Pd, Fi, Ncd
Pubblicato il 25-11-2015


Consulta-giudici-voto-BuemiBattuta la maggioranza che sulla carta sembrava imbattibile. Nessuno infatti ha raggiunto quota 571 necessaria per eleggere i giudici costituzionali mancanti. Insomma un’altra fumata nera nella votazione del Parlamento in seduta comune. Servirà quindi una nuova votazione. Eppure l’intesa di questa notte tra Partito Democratico e Forza Italia sembrava blindata. Un’intesa che resuscitava il patto del Nazareno e vedeva gli esponenti di Pd e Forza Italia Augusto Barbera, Francesco Paolo Sisto e Giovanni Pitruzzella candidati alla Corte Costituzionale. Una intesa appoggiata anche dai centristi di Area popolare.

L’indicazione era stata data dal capogruppo Ettore Rosato all’assemblea dei deputati Dem escludendo allo stesso tempo un accordo con il M5 Stelle che invece ora esulta per il mancato raggiungimento del quorum. Il Movimento 5 Stelle per venire incontro alle richieste del Pd aveva cambiato cavallo all’ultimo momento sostituendo il suo candidato Carlo Besostri con il prof, Franco Modugno. Una mossa fatta per superare le resistente del Pd nei confronti di Besotri, ritenuto ostile per del suo appoggio ai  referendum contro l’Italicum.

“La spartizione delle poltrone in perfetto stile Partito della Nazione – commenta il deputato M5s, Danilo Toninelli – ha fallito: se vogliono cambiare metodo ed arrivare al ‘metodo’ 5 stelle noi ci siamo e penso che oggi noi siamo più che mai necessari”. “L’inciucio tra Pd e Fi è fallito. Non è passato alcuni dei loro tre candidati. Avevano un margine di 150 voti ma non ce l’hanno fatta. Sono tali le beghe interne che non sono stati neppure in grado di spartirsi le poltrone”. “Questa è un’ottima notizia per tutti i cittadini italiani. Ora più che mai per sbloccare il Parlamento – continua Toninelli – serve il metodo a 5 stelle della trasparenza e della condivisione. Fate nomi degni come ha fatto il M5S e in cinque minuti – conclude – questa triste storia sarà solo un brutto ricordo”. “L’ennesimo inciucio – aggiunge il deputato M5s Alessandro Di Battista – PD e FI è fallito. Nessuno dei loro candidati (tra i quali l’avvocato di Verdini) è passato. Avevano un margine di 150 voti ma le loro lacerazioni interne gli hanno fatto fare questa brutta figura.Non sono piu’ in grado neppure di spartirsi le poltrone”.

Per il momento il Pd non cambia strategia. Il suo candidato rimane Barbera. “Ha un largo consenso parlamentare”, sottolinea il capogruppo Rosato osservando come i tre candidati frutto dell’accordo maggioranza-Fi “hanno raccolto un consenso importante anche se non utile per l’elezione. Dobbiamo avere pazienza, riportare a votare anche gli assenti che ci sono stati e allargare il perimetro dell’accordo istituzionale. Non possiamo fare a meno di eleggere quanto prima la Corte Costituzionale”. Lo stesso fanno Forza Italia e Ncd per i quali non varia l’indicazione seguita fino ad oggi. “Chiediamo che venga calendarizzata al più presto una nuova seduta comune del Parlamento per un nuovo voto” dicono i capigruppo di Fi Brunetta e Romani. Anche Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Area

popolare conferma che Ncd continuerà a votare la terna proposta. “Non possiamo rassegnarci alla mancanza di plenum della Consulta, oltre che un vulnus all’istituzione è un fatto che ne potrebbe compromettere il funzionamento”.

Sinistra Italiana parla di rischio di “una presa partitica sulla Consulta” sventato dal voto di oggi. “Al di là della qualità professionale, individuale delle figure proposte – afferma il deputato Alfredo D’Attorre – il metodo seguito è inaccettabile. Adesso si volti pagina e si ricerchi una vasta convergenza su personalità non direttamente coinvolte nello scontro politico di questi mesi”.

Ginevra Matiz

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