giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Consulta, Grasso: senza accordo avanti ad oltranza
Pubblicato il 26-11-2015


Consulta - votazione Dopo l’ennesima fumata nera per l’elezione dei tre giudici Costituzionali mancanti, il Presidente del Senato Piero Grasso ha annunciato l’intenzione di stringere con i tempi.  Se anche il termine di martedì “non sarà utilmente utilizzato al fine di arrivare alla nomina – ha detto – si può ritenere che sia venuto il momento di scrutini ad oltranza, finché non si arrivi ad una soluzione”. “Dopo 28 scrutini – ha spiegato Grasso – penso che pretendiamo che il nostro Parlamento e la politica possano finalmente dare una risposta. In un momento di crisi internazionale, è una debolezza che non possiamo mostrare, nell’impossibilità di non riuscire a nominare tre giudici costituzionali, mettendo in crisi anche il funzionamento e l’efficienza di un organo costituzionale”.

Il Pd e la maggioranza per ora sono fermi sulle proprie posizioni. I nomi proposti non cambiano. Sono quelli di Augusto Barbera, Francesco Paolo Sisto e Giovanni Pitruzzella così come ha detto parlando con i giornalisti Maurizio Lupi, capogruppo di Ap.  “Ieri – ha detto Lupi – è stata proposta una terna altamente qualificata che credo debba essere ripresentata. Spero che martedì prossimo la responsabilità prevalga sulle liti interne ai partiti e sui congressi permanenti”. La terna è frutto di una convergenza con Forza Italia che anche ieri ha votato gli stessi candidati.  Interpellato su un possibile accordo con M5s, Lupi ha replicato: “M5s si è posto in una posizione di isolamento ponendo dei veti incomprensibili, come quello contro il professor Barbera. Ma a maggior ragione gli altri partiti devono mostrare responsabilità eleggendo finalmente i tre giudici costituzionali mancanti”.
Non la pensa allo stesso modo il movimento di Grillo che con il deputato M5s Danilo Toninelli ha replicato che se “il Pd vuole votare i nomi  migliori deve venire a bussare al M5s. Noi mettiamo a disposizione 130 voti con l’obiettivo del nome migliore per tutti, non per i partiti”. “Tornare a votare a così pochi giorni di distanza dal fallimento dell’asse fra Pd e FI significa che è in corso un vero e proprio mercimonio di voti”.  Pollice verso per Augusto Barbera, per Francesco Paolo Sisto e anche per Giovanni Pitruzzella, il presidente dell’Antitrust dato da alcune indiscrezioni come ‘votabile’ dal M5s per la Consulta. Il blog di Beppe Grillo non fa sconti a nessuno: nessuno della terna andata ai voti ieri ha il profilo, scrivono i parlamentari del Movimento sul blog,  del professor Franco Modugno, “scelto all’unanimità per un curriculum di altissimo livello e, soprattutto, per non essersi mai fatto acquistare dalla politica”. E Modugno, sottolinea il M5s, “i suoi voti li ha presi tutti, gli altri no”. Cosa, osserva il blog, che ha determinato la “vittoria morale” del M5s che aveva subito richiamato i partiti a proporre per il voto “alti profili, personalità slegate dalla politica e dalla comprovata indipendenza”.

Al movimento 5 Stelle ha risposto il vice capogruppo vicario del Pd della Camera Matteo Mauri: “Toninelli del M5S si metta l’animo in pace. La candidatura avanzata dal Pd alla Corte Costituzionale del professor Augusto Barbera è autorevolissima e perciò non c’è nessun motivo per tornare indietro. Così come abbiamo accettato senza batter ciglio la proposta del M5S sul professor Modugno – di cui abbiamo riconosciuto il valore – ci saremmo aspettati lo stesso comportamento da parte loro”.  “Invece – ha proseguito – abbiamo dovuto ascoltare motivazioni inaccettabili e del tutto infondate che hanno avuto il solo scopo di dire di no”.

Sinistra Italiana proporrà martedì prossimo, in occasione della prossima seduta del Parlamento per l’elezione di tre giudici costituzionali, una “rosa di giuriste e giuristi” indipendenti come “contributo” per risolvere lo stallo. È quanto hanno annunciato in conferenza stampa il capogruppo Arturo Scotto, Alfredo D’Attorre e Stefano Quaranta.  “Stanno trasformando il Senato – ha detto Scotto riferendosi alle riforme – in un dopolavoro di consiglieri regionali, non  vorremmo che facessero altrettanto con la Corte costituzionale, trasformata in un dopolavoro per ex parlamentari”. La terna bocciata ieri, infatti, ha detto D’Attorre, “rappresenta la presa partitica della Corte”.

Ginevra Matiz

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