domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Dieci punti chiari per la guerra al terrorismo islamico
Pubblicato il 15-11-2015


Gino Strada ha dichiarato che quel che è accaduto a Parigi è il conto di quel che l’Occidente ha fatto in Medioriente. Fabrizio Rondolino, giornalista de L’Unità, ha reagito chiedendo di boicottare Emergency. Io non arrivo a tanto, ma ritengo le dichiarazioni di Strada una vergogna. E anche un insulto alle vittime dell’odio malsano di un’ideologia che conduce all’assassinio degli infedeli. Spero si possano almeno capire le seguenti dieci verità:

1) L’interpretazione coranica degli estremisti islamici che hanno fondato prima Al Quaida e poi l’Isis prevede la Jihad, cioè la guerra santa contro i miscredenti. Questo genera il Paradiso per i martiri islamici. C’entra poco il disagio sociale. Osama Bin Laden faceva parte di una famiglia ricchissima e aveva studiato a Londra. Per fare un paragone dobbiamo ricordare che anche le Bierre non raccoglievano i loro proseliti tra i disagiati, ma tra giovani benestanti che avevano sposato quell’ideologia.

2) L’azione criminale di Parigi non è stata compiuta, questa è una motivazione strumentale, dalla guerra in Siria o dal recente bombardamento dei francesi, ma da una ideologia religiosa che presuppone l’attacco all’Occidente e ai paesi arabi amici dell’Occidente, per permettere la sollevazione degli islamisti contro i governi arabi e per sferrare l’attacco decisivo contro di noi. Che vi sia una chiara ideologia di stampo etico-religioso è scritto nella prima riga del comunicato dell’Isis quando si afferma testualmente che si è voluto colpire Parigi “capitale del vizio”.

3) Il conflitto aperto non è di religione ma di civiltà. Cioè sono contrapposti la civiltà liberale (si colpisce la Francia della rivoluzione e i principi dell’Ottantanove) e quella integralistica che taglia le gole, brucia i prigionieri, distrugge i monumenti della storia, schiavizza le donne di un’altra tendenza religiosa, organizza stragi colpendo semplici cittadini inermi.

4) Questa organizzazione terroristica, al contrario di Al Quaida, ha conquistato un territorio tra Siria e Iraq, ha scelto come capitale Raqqa, ha conquistato Mosul. Da lì organizza, promuove e rivendica le stragi compiute in Europa. Finora la comunità internazionale non ha sferrato l’attacco risolutivo per sgominare il cosiddetto stato islamico. Ma ha solo utilizzato i droni per bombardare qualche insediamento.

5) Le indecisioni della comunità internazionale sono sostanzialmente state originate dalle altalenanti posizioni americane, prima assenti nella resistenza ad Assad, poi sostenitrici dell’opposizione quando ormai trasformata in una tendenza islamista, nel frattempo concentrata a combattere la Russia di Putin, incapace di individuare l’Isis come il nemico numero uno.

7) Oggi, sia pure in ritardo, si deve attaccare lo stato islamico con una ampia coalizione che associ anche la Russia e la Cina e i paesi arabi, passando attraverso un chiarimento sulle posizioni di quegli stati che sono stati finora in una posizione di ambiguità, e soprattutto mettendo la Turchia nelle condizioni di evitare l’equiparazione tra curdi e Isis.

8) La guerra allo stato islamico che dovrà essere frutto di un ampio coinvolgimento di forze non sarà risolutiva se non associata a una forte mobilitazione e a un’azione di polizie e di intelligence per scovare ed eliminare cellule terroristiche ovunque attive in Europa e nel mondo.

9) Tutto questo non dovrà portare alla criminalizzazione degli emigrati e in particole proprio di quelli che fuggono dalla guerra e dal terrore. Sarebbe un guaio non solo confondere l’Isis con la religione musulmana, ma anche confondere chi fugge dalla Siria coi terroristi. Certo anche tra costoro possono insidiarsi estremisti pericolosi e il nostro livello di sicurezza deve essere alto.

10) Anche in Italia, e non solo per l’imminenza del Giubileo, il livello di guardia deve essere più incisivo. Forse utilizzando anche l’esercito occorre vigilare tutti i luoghi pubblici. Inutile ricordare che solo la sicurezza insediata ai cancelli dello stadio di Parigi ha impedito ai terroristi di entrare e di provocare una strage in diretta televisiva di proporzioni gigantesche. Stadi ( biglietti nominativi non servono a nulla, occorrono perquisizioni a tappeto), stazioni, aeroporti, teatri, cinema e ristoranti, non possono oggi essere lasciati senza un minimo di vigilanza.

L’Italia deve essere pronta a fare la sua parte, per combattere il terrorismo nel mondo, per difendere in Italia i suoi cittadini.

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Commenti all'articolo
  1. Mauro come sempre giusto! Aggiungerei un solo punto o una specifica. Da ciò che filtra da queste ore di intelligence francese e internazionale, le coperture di cui hanno goduto i commando implicati sono state vaste. Coperture familiari e di banlieue, di comunità attigue allo estremismo islamico. Non si gira con esplosivo e armi pesanti. Ci vogliono vani, magazzini, appartamenti, coperture. Perciò dobbiamo chiedere alle comunità islamiche la netta separazione da ciò, nessuna copertura, denuncia e delazione dei sospetti, controlli e vigilanza da dentro alla comunità islamica stessa. Come venne chiesto al PCI o alle frange attigue durante la epoca delle BR. Dobbiamo vedere segni concreti in tal senso.

  2. Caro Direttore lo scrivi anche tu che ” Le indecisioni della comunità internazionale sono sostanzialmente state originate dalle altalenanti posizioni americane, prima assenti nella resistenza ad Assad, poi sostenitrici dell’opposizione quando ormai trasformata in una tendenza islamista, nel frattempo concentrata a combattere la Russia di Putin, incapace di individuare l’Isis come il nemico numero uno.” orbene, cosa c’è di sbagliato e/o VERGOGNOSO nell’affermazione di Gino Strada? anche per me è nell’evidenza dei fatti INCONFUTABILI!

  3. Tutto giusto quello che scrivi. Non leggo, però, chi rifornisce di armi i tagliagole del mondo; non leggo però, che gli arabi con il petrolio vogliono soggiogare l’occidente; non leggo, però, che dovremo smetterla di comprare petrolio e di dare l’avvio su larga scala alle energie alternative e rinnovabili. Leggo, però, che gli sceicchi si comprano il PSG, squadre inglesi e italiane, che in garage hanno trecento Ferrari collezionate come figurine. I nostri dirigenti che fanno? Ma certo fanno affari.

  4. Ciao Mauro
    ai dieci punti, ritenuto che l’ ISIS si finanzia al 90% con la vendita del petrolio sotto costo ( circa 20 dollari al barile nel mercato nero contro i 40 della rete commerciale ), aggiungerei ” gravi sanzioni ai paesi che comprano petrolio dall’ ISIS al mercato nero, ai paesi che armano il califfato nero e ai paesi che lo finanziano “. A mio parere l’ intervento militare non sarà inevitabile ma il Califfato nero può essere più efficacemente indebolito e vinto se si riesce ad isolare e indebolire economicamente e in armamenti. Da quanto conosco una guerra si fa con soldi e armi e non con la sola ideologia.

  5. Carissimo Direttore credo che Gino Strada faccia riferimento a Busch figlio, e tutte le sue contraddittorie azioni d’esportazione di democrazia, addestrando e finanziando, quelli che poi si sono dimostrati i più feroci assertori di una cultura dottrinale artefatta, la più lontana ed antitetica dalla nostra, laica e democratica. Finanziati da quegli stati che sono ancora considerati “PURTOPPO” vicini all’occidente Arabia Saudita, Katar Kwait ……….che non c’entrasse il petrolio??????. ‘Leggi affermazione di Putin’.

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