venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

‘Dio esiste e vive
a Bruxelles’ al cinema
il film di Van Dormael
Pubblicato il 26-11-2015


Deneuve gorillaUscito in Francia lo scorso 2 settembre, “Dio esiste e vive a Bruxelles”, titolo originale “Le tout nouveau testament”, del belga Jaco Van Dormael (“Toto le héros”,” L’ottavo giorno”, “Mr.Nobody”) ha già avuto un grande successo di pubblico, scalando poi le vette del box office anche negli altri Paesi in cui è già uscito, il Belgio e la Svizzera. Il film è inoltre uno dei 52 film in lizza per gli ‘European Film Award’ e rappresenterà il Belgio alla corsa degli Oscar per il ‘Miglior Film Straniero’. Nelle sale italiane da oggi, 26 novembre, vede la partecipazione dell’attore Benoît Poelvoorde (nel ruolo di Dio), della giovane Pili Groyne (Éa, la figlia di Dio), Yolande Moreau (la moglie di Dio), Catherine Deneuve (Martine) e tra i doppiatori italiani le voci di Frankie Hi-nrg alias Francesco Di Gesù (nel ruolo di JC, Gesù appunto) e Neri Marcorè (François, l’assassino).

Le religioni spesso sono scritte dagli uomini per gli uomini, questa è una storia un po’ surrealista dove anche le donne sono protagoniste. Bruxelles è in questi giorni al centro dell’attenzione internazionale e non solo dell’Europa per il sospetto di essere uno dei centri da cui provengono i terroristi islamici degli attentati di Parigi del 13 novembre e per questo vive uno stato di assedio. Nel film si legge “pour Dieu!” e “pour Allah!” a proposito delle guerre di religione anche se quello che sta succedendo in questi giorni nel mondo ha più a che fare con la follia umana e la stupidità, Van Dormael e l’altro autore Thomas Gunzig raccontano la cattiva abitudine che gli uomini hanno di addossare a Dio le loro responsabilità. I due partono dall’idea che Dio sia un padre di famiglia irascibile che vive a Bruxelles e si diverte a decidere sadicamente delle sorti degli uomini con il suo computer dallo studio di casa, provando piacere ad appiccare incendi, far cadere aerei e provocando terribili torture quotidiane, incitando le persone a uccidersi tra loro in guerre interminabili combattute nel suo nome. Fino a quando la figlia di 11 anni si impossessa del computer del padre, invia a tutti gli uomini le date della loro morte e scappa di casa per andare a scrivere il nuovo Nuovo Testamento insieme al barbone Victor, per fare questo ha bisogno di trovare altri 6 apostoli (che sommati ai 12 del fratello JC le permettono di arrivare a 18, il numero di giocatori delle squadre di baseball che è lo sport preferito della madre).

Ogni apostolo ha una musica interiore che la bambina è in grado di sentire: Schubert, Haendel, Purcell, Rameau (il richiamo degli uccelli), “La mer” di Trenet e la musica da circo, la musica viene utilizzata per far sentire quanto sia grande l’interiorità di questi personaggi, che il regista definisce “6 grandi ustionati dalla vita” o “6 magnifici perdenti”: l’avventuriero che fa un lavoro che odia, l’erotomane, l’assassino, la ragazza menomata e la donna abbandonata dal marito. La colonna sonora originale è stata composta da An Pierlé, compositrice e musicista fiamminga, che crea un contrasto con la musica barocca e i brani d’opera. Questo film fa riflettere sul fatto che al di là della durata della nostra vita è importante chiederci se si sta vivendo davvero, ricordarsi di essere mortali aiuta ad uscire da quella “sala d’attesa” che è la vita. Dal momento in cui gli uomini conoscono la propria data di morte cambiano improvvisamente abitudini e stili di vita, fanno cose che non avevano mai avuto il coraggio di fare prima, sfidano il pericolo e le convenzioni sociali, anche sessuali, come il bambino che vuole diventare una bambina. Ci sono dei riferimenti al cinema di Ferreri (“Ciao maschio”) e Oshima (“Max amore mio”) quando Catherine Deneuve si innamora di un gorilla, ma anche a Fellini e Tarkovsky. Nel finale Dio viene mandato al confine in Uzbekistan e il potere torna nelle mani delle donne (la moglie che prende il controllo del computer e salva l’umanità) e dei bambini, gli unici capaci di sovvertire davvero l’ordine mondiale creato dagli uomini a loro immagine e somiglianza.

Alessandro Sgritta

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