martedì, 6 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Doping, Mosca rischia
di giocarsi le Olimpiadi
Pubblicato il 17-11-2015


Atletica RussiaL’atletica russa rischia di restare clamorosamente fuori dai Giochi Olimpici di Rio 2016. Dopo l’indagine durata quasi un anno della Wada (Agenzia Mondiale Antidoping), che ha denunciato l’esistenza di un doping sistematico nell’atletica arrivando a parlare addirittura di doping di Stato, è arrivata la richiesta formale alla Iaaf (Federazione Mondiale dell’Atletica) di bandire la Russia da tutte le competizioni internazionale fino a quando il governo di Mosca non avrà fatto chiarezza su questa vicenda.

LE ACCUSE: ‘’TOLLERANZA ZERO’’ – Qui non si parla di qualche atleta “pizzicato” ad aver fatto il furbetto, l’accusa è decisamente più grande. Nel rapporto della Wada, infatti, si arriva a sospettare anche il coinvolgimento dei servizi segreti di Mosca (FSB), rei di aver controllato il laboratorio antidoping moscovita anche durante i Giochi invernali di Sochi 2014. E come se non bastasse, si sta muovendo a livello internazionale anche l’Interpol, che ha accusato l’ex presidente della Iaaf, Lamine Diack, di aver ricevuto denaro dalla federazione russa in cambio della chiusura di un occhio riguardo alla positività nei test antidoping di vari atleti russi. Difficile, sempre secondo la Wada, che il governo di Mosca non fosse a conoscenza di tutto questo polverone: ‘’Sarebbe ingenuo pensarlo”, ha dichiarato la Commissione “queste azioni sistematiche hanno avuto l’approvazione da parte delle autorità russe e il coinvolgimento degli agenti dell’FSB ne è una prova’’. Il CIO (Comitato Olimpico Internazionale) ha definito “scioccante e molto triste” il report pubblicato dalla Wada. Sulla possibilità dell’esclusione della Russia da Rio 2016, il presidente Bach è stato chiaro: ‘’Prenderemo le misure necessarie per salvaguardare lo sport pulito. Ci sarà tolleranza zero e la Russia non ne uscirà indenne’’. Parole che fanno tremare lo sport russo.

LA REPLICA: ‘’CHIARIREMO TUTTO, ANDREMO A RIO’’ – Il ministro dello sport russo, Vitaly Mutko, ha prontamente respinto le accuse: ‘’Non ci sono prove, le accuse sono assurde. La Wada non ha il diritto di sospenderci’’. Duro anche Vladimir Uiva, capo dell’agenzia federale medica russa: ‘’Le squalifiche ai nostri atleti non avrebbero senso, le conclusioni della Wada hanno una natura politica, come le sanzioni contro la Russia’’. Si è difesa anche Yelena Isinbayeva, regina del salto con l’asta: ‘’Tutte le vittorie della mia carriera sono state pulite, oneste e meritate. Ho sempre rispettato le norme antidoping, bisogna punire gli scorretti, ma non trattare tutti gli atleti allo stesso modo: chi è pulito merita di andare alle Olimpiadi’’.

SOSPENSIONE A TEMPO INDETERMINATO – La decisione se la Russia ci sarà o meno a Rio 2016 arriverà probabilmente a fine mese, intanto però la Iaaf ha sospeso a tempo indeterminato gli atleti russi da tutte le competizioni. In attesa di sapere se potrà prendere parte alle Olimpiadi, la Federazione Russa non potrà così ospitare i Mondiali juniores a Kazan e la Coppa del Mondo di marcia a Cheboksary. ‘’Il nostro messaggio è stato chiaro – ha comunicato Lord Sebastian Coe, numero uno della Iaaf -, non possiamo tollerare a questo livello chi bara’’. Sospensione che tuttavia non ha messo paura a Mutko: ‘’Per noi non è una sorpresa e nemmeno una tragedia, la supereremo. Vorrei tranquillizzare tutti sulla nostra presenza a Rio: non abbiate dubbi, un’Olimpiade senza la Russia è come un matrimonio senza musica, ucciderebbe tutti gli sport principali’’. Convinzione forte, ma la situazione e la credibilità della Russia (con le relative possibilità di andare a Rio) peggiore giorno dopo giorno.

Francesco Carci

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento