domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Doping. Wada mette al bando gli atleti russi
Pubblicato il 09-11-2015


wadaLa Wada, l’agenzia mondiale anti-doping, getta una vera e propria bomba sull’atletica leggera russa, accusando il governo russo di “intimidazioni dirette” nei confronti del laboratorio antidoping di Mosca. La Commissione presieduta da Dick Pound ha accusato il governo russo di essere complice di una diffusa pratica di doping con l’ausilio dei servizi segreti dell’Fsb, che avrebbero controllato il laboratorio antidoping moscovita anche durante i Giochi invernali di Sochi del 2014. La Wada si è spinta fino ad accusare direttamente il ministro dello sport di Mosca, Vitaly Mutko, di aver dato ordini diretti di “manipolare alcune specifiche provette” per le analisi antidoping, tramite mazzette all’ex presidente Iaaf Lamine Diack.

La commissione interna, presieduta da Dick Pound, invita la Wada stessa a dichiarare immediatamente la Russia “non conforme al codice mondiale antidoping e che la Iaaf sospenda la federazione da tutte le competizioni finché tutto non sia chiarito”. La prima ovvia conseguenza, in caso di accoglimento, sarebbe l’esclusione degli atleti russi da Rio 2016.

Il tutto è contenuto nel Rapporto di 323 pagine di una commissione d’inchiesta dell’ Agenzia antidoping mondiale, mentre le indagini sono iniziate già nel dicembre 2014, quando un documentario trasmesso dal canale tedesco Adr dal titolo «Top-secret Doping: How Russia makes its Winners» raccontò attraverso la storia di Vitaliy Stepanov e Yulia Stepanova, un dipendente dell’agenzia antidoping russa e un’ex-atleta squalificata per doping, il vasto e regolare uso di doping fra gli atleti russi. Tra le altre raccomandazioni del Rapporto c’è la richiesta di squalificare a vita cinque atleti, quattro tecnici e un dirigente. Tra loro ci sono l’oro e il bronzo degli 800 femminili al Giochi di Londra: Marya Savinova e Ekaterina Poistogova

Le accuse contro il Cremlino arrivano quindi da lontano, nel frattempo Mosca respinge le accuse: ”Non bisogna confondere le cose, la commissione (della Wada, ndr) non ha il diritto di sospendere nessuno”, ha precisato il ministro dello sport russo, Vitaly Mutko, promettendo la diffusione di un comunicato stampa sulle conclusioni della commissione istituita dalla Wada.

“Qualsiasi sospensione deve essere discussa nella riunione della Iaaf nel mese di novembre – ha ribadito il presidente ad interim di RusAthletics Vadim Zelechenok – Dovrebbe essere dimostrato che le violazioni erano colpa della federazione e non dei singoli sportivi. Dovrebbero darci la possibilità di difendere la nostra reputazione”. “Non c’è alcun motivo di privare i nostri atleti delle medaglie, anche olimpiche, o di squalificarli, e nemmeno gli allenatori. Le conclusioni della Wada hanno una motivazione assolutamente politica, come le sanzioni contro la Russia”, ha infine commentato Vladimir Uiva, capo dell’agenzia federale medico-biologica russa.

“La Wada non ha mai lavorato con la nuova dirigenza dell’Araf – ha spiegato il presidente ad interim dell’Araf, Vadim Zelicionok – e la federazione non ha mai ricevuto alcun documento che provi la sistematica distribuzione di sostanze dopanti nell’atletica nazionale”.

Redazione Avanti!

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