domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Dopo la Conferenza
Pubblicato il 02-11-2015


Diciamo la verità. Era difficile immaginare un esito migliore. Centinaia di delegati e di invitati presenti in due giorni di intenso lavoro, venuti a Roma a spese loro, solo motivati dal desiderio di ascoltare e di discutere proposte concrete per attestare la possibilità di un rilancio del nostro partito. Tutti hanno assistito con curiosità e attenzione (fino a un certo punto, poi l’attenzione si è leggermente attenuata, ma era scontato) alle relazioni di Covatta e mia, dopo gli interventi di Giada Fazzalari, di Carlo Vizzini, di Maria Pisano e di Roberto Sajeva. Ho registrato anche entusiasmo, voglia di sottolineare con ripetuti applausi di vivo consenso le idee più originali. Era tempo che non accadeva.

Anche il pomeriggio dedicato al lavoro dei tavoli è stato intenso. Anzi, proprio nei sei gruppi di lavoro (territorio, economia, società, istituzioni, sicurezza, diritti civili) si è registrata la sorpresa più piacevole, con decine e decine di amici e compagni, in ognuno dei tavoli, che hanno partecipato chiedendo la parola, per esaminare e proporre soluzioni. La voglia di partecipare e di esprimersi era forse più forte di quanto si potesse immaginare. Ho girato per tutto il pomeriggio nelle diverse stanze in cui si articolava il nostro lavoro e ho preso atto con sorpresa di questo diffuso bisogno di intervenire, di confrontarsi, di proporre, di precisare, in uno spazio libero che non è di tutti. Quanti sono i partiti che oggi danno la parola ai loro militanti per scrivere un programma?

Poi il giorno delle conclusioni. Con le relazioni dei sei coordinatori, gli interventi del sindaco di Matera, della professoressa Elisabetta Cianfanelli e del politologo Ernesto Galli della Loggia. Quest’ultimo ci ha voluto richiamare, a proposto dell’hastag “Cambiando” che campeggiava sull’ampia sala del convegno, che il cambiamento non è sempre positivo. Ne siamo consapevoli, noi che figuriamo a larga parte di opinione pubblica come reduci e nostalgici del tempo che fu. Questo ventennio lo abbiamo addirittura processato politicamente. Di certo non ne siamo stati né levatrici né protagonisti. E infine le conclusioni di Nencini che ha voluto ricordare soprattutto la necessità della coerenza. Anche per noi, che troppo spesso applaudiamo proposte come l’abolizione delle regioni, tranne la nostra, l’accorpamento dei comuni, tranne il nostro.

Adesso si parte con l’azione. I vari documenti finali andranno presto accorpati e organizzati per proposte concrete, su ognuna delle quali far scattare una campagna politica e/o una proposta di legge. Senza esagerarne il numero. Occorre che segreteria, direzione, magari lo stesso consiglio nazionale, approvino un testo di cose da fare e di strumenti per farle. Penso che occorrerà anche pubblicare gli atti della conferenza, magari in un numero speciale di Mondoperaio. Poi la parola deve passare all’azione politica in una cornice che dovrà esaltare la nostra autonomia nell’ambito dell’alleanza con il Pd e non nella direzione della confluenza nel Pd. È un salto di qualità quello necessario oggi. Dobbiamo tutti esserne consapevoli ed essere all’altezza delle esigenze politiche che i nostri hanno rappresentato in questa “due giorni” ricca di proposte e di esplicito desiderio di vita.

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Commenti all'articolo
  1. Sì, la conferenza è andata bene e poi…. Ho letto con interesse la tua relazione. Un punto lo considero molto interessante: l’apertura a tutto il panorama socialista critico a questo governo e a renzi. Farò il possibile nelle mie poche capacità di presentare una mozione al prossimo congresso, perché spero sia per mozioni e non come al solito per tesi cioè a “tavolino” dove campeggia “Il gattopardo” di Tomasi di Lampedusa “tutto cambi perché nulla cambi”.
    Ero io quello che ha esaltato dalla platea Ernesto Galli della Loggia. Lo considero un liberale doc che del socialismo e dei socialisti “non gli frega niente” ma quello che ha detto merita un plauso. Senza voler rivendicare nulla ti faccio presente che da tempo sostengo che l’Italia uscirà fuori dalla crisi quando si elimineranno le Regioni, Province e si accorperanno i comuni tutto il resto è “marketing” come la legge di stabilità che Renzi ci sta propinando.

  2. A) Un piccolo partito deve cercare di sottrarsi al realismo delle proposte, concedendosi il lusso di essere visionario, dicendo cose che altri non dicono.
    B) Il cambiamento, il progresso, per una forza di sinistra, autorevole e storica come il PSI, non può identificarsi esclusivamente con l’irrefrenabile galoppata dell’espansione dei diritti individuali, deve riconsiderare la cultura del limite e, soprattutto, intercettare la nuova domanda di “relazione sociale”, per riaffermare la propria identità e togliere spazio all’impropria avanzata, su questo terreno, delle destre.
    C) Per la sinistra, principalmente socialista, il cambiamento va sottoposto al giudizio del tribunale dei valori.
    Ciò, in sintesi, è la sostanza dell’intervento del Prof Ernesto Galli della Loggia alla conferenza programmatica del PSI.
    Ciò, in sintesi, rappresenta il mio pensiero, espresso ripetutamente a commento dei fondi, di opposto taglio, dell’avanti.
    Grazie Prof Galli della Loggia, io sto con Lei.
    Carlo Ubertini ( Carlo_u)

  3. Ernesto Galli della Loggia ha dato un ottimo contributo alla conferenza precisando che il carattere del mutamento non è sempre positivo e bisogna affrontarne la qualità e che il socialismo è nato per contestare la natura del cambiamento proposto dalla rivoluzione industriale. Meno convincente mi è apparso sul tema dei diritti. È vero che deve esserci la cultura del limite e io resto fedele alla famosa definizione della libertà secondo Voltaire, un diritto che deve sostare sulla soglia del tuo naso. Cioè, non sei libero in assoluto di fare quello che ti pare. Ma quello che non fa danno agli altri, sì. Che male fanno i gay a sposarsi? Che male fanno coloro che non vogliono più vivere nella sofferenza di un male incurabile a farla finita? Non vale il discorso sulla poligamia. Oltretutto la maggioranza degli italiani la pratica, nel senso che ha moglie e amante. Non si chiede la sua legalizzazione. Cioè nesuno la chiede e dunque perché proporla come diritto negato? Comunque grazie per il tuo contributo, davvero.

  4. Caro direttore complimenti, l’impegno profuso da parte tua, di Riccardo Nencini e di tutti i compagni e compagne che hanno collaborato non poteva essere migliore.
    L’ottima riuscita della Conferenza, che ho toccato con mano, è tutto merito vostro. Mi auguro che gli atti come tu ci ricordi, vengano messi a disposizione di tutti i compagni e compagne, che operano nelle Sezioni e negli Enti, dove per fortuna abbiamo ancora in molte realtà nostre rappresentanze, e che possano essere strumento per fare della buona politica.
    A noi dirigenti, il compito di far si, che ciò avvenga.

  5. Anch’io c’ero. Sono stato contento di essere andato a Roma. Al gruppo di lavoro (Lavoro economia) eravamo tanti e tutti volevano esprimere un pensiero. Spesso gli interventi erano troppo lunghi e dispersivi. Il povero coordinatore non so come potrà fare una sintesi concreta. Propondo di far avere l’indirizzo mail del coordinatore perchè i partecipanti possano mandare un massimo di 10/15 righe con la sintesi delle proposte che volevano esporre. Forse così potrà esserci una sintesi frutto della collaborazione. Si dovranno però scegliere due o tre argomenti, possibilmente originali, da lanciare e su quelli fare propaganda. Forse riusciremmo a far sentire la nostra voce. Diversamente, come sempre, saremo ignorati.. Grazie e complimenti per aver organizzato la conferenza.

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