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Opinioni e commenti
 

Elezioni. Tre poli anche in Croazia, stallo per il governo
Pubblicato il 11-11-2015


Zoran Milanovic

Zoran Milanovic

Le elezioni parlamentari in Croazia dello scorso 8 novembre, le prime da quando il Paese è entrato in Unione europea nel 2013, hanno portato ad un sostanziale pareggio tra il centrodestra e il centrosinistra. Dal conteggio delle schede, difatti, si evince come né la coalizione guidata dall’Unione Democratica Croata, l’HDZ, né l’alleanza riunita intorno al Partito Socialdemocratico, SDP, abbiano i numeri per governare da soli il Paese. Tale situazione è dovuta all’affermazione di una terza forza sullo scacchiere politico croato, un’alleanza di liste indipendenti chiamata MOST (ponte) che ha ottenuto più del 13% dei voti, divenendo l’ago della bilancia per la formazione del governo

Secondo i risultati ufficiali, la coalizione di centrodestra ha ottenuto 59 seggi, tre in più dei rivali socialdemocratici, che hanno governato negli ultimi quattro anni. Nonostante il leader dell’HDZ, Tomislav Karamarko, abbia gridato alla vittoria, nei fatti la sua coalizione è lontana dai 76 seggi necessari per avere la maggioranza relativa al parlamento di Zagabria. D’altro canto, anche il Partito Socialdemocratico, guidato dal premier

, pur sommando ai suoi 56 seggi quelli di una serie di partiti minori collocabili nel centrosinistra, non riesce a raggiungere la maggioranza parlamentare. Per quanto lo scenario di un testa a testa tra le due forze che si alternano al governo fin dal ’92, anno dell’indipendenza, era pronosticato dai sondaggi, nessuno aveva previsto l’affermarsi in modo così netto di un terzo polo.

MOST è nato solo tre anni fa come forza regionalista formata da elementi della società civile. Guidato dal giovane sindaco della cittadina di Metkovic,

Bozo Petrov

Bozo Petrov

Bozo Petrov, MOST si è presentato per la prima volta alle elezioni nazionali in questa tornata, con un programma di riduzione delle tasse, decentramento e riforma della pubblica amministrazione. Il partito ha raccolto più in generale un voto di protesta contro i due partiti che da più di due decenni si alternano al governo. Ora, però, inizia il difficile per MOST, che da partito semisconosciuto è divenuta la forza decisiva per ogni governo: Petrov ha incontrato i leader dei due partiti principali, dicendo chiaramente che si alleerà con chi sosterrà il suo programma.

Tra gli scenari possibili vi sono una grande coalizione tra i tre partiti principali, come sembra auspicare lo stesso MOST, un’alleanza tra MOST e il centrodestra, o un’alleanza tra MOST e i socialdemocratici, che tornerebbero così al governo. Non si può escludere, però, nemmeno l’ipotesi di un ritorno alle urne, pur di evitare lo stallo, che rischia di costar caro ad un Paese che sta lentamente uscendo da una lunga crisi economica e che si trova a fronteggiare un notevole afflusso di migranti sulla rotta balcanica. A questo punto, solo le prossime, frenetiche ore di trattative diranno in che direzione andrà la Croazia.

Riccardo Celeghini

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