venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Emendamento NCD:
più soldi alle scuole private
Pubblicato il 19-11-2015


Un emendamente del NCD assegna altri soldi alle scuole private. “Su questo i socialisti si distingueranno dalla maggioranza”, ha detto il segretario del PSI, Riccardo Nencini.


Ocse-boccia-scuola

Pantalone è al verde, ma non per tutti. Mentre si discute la legge di stabilità per il prossimo triennio e si fanno i conti con gli imprevisti – il terrorismo dopo l’immigrazione – da Governo si fa sapere che i cordoni della borsa sono strettissimi, che non ci sono soli per nessuno, per la sanità come per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, ma per le scuole private arriva l’eccezione.

Già lo si era visto con l’approvazione della legge 107, cosiddetta della ‘Buona scuola’, che c’era un occhio di riguardo per gli istituti scolastici privati con tanti saluti per la norma costituzionale che ne vieta il finanziamento con lo stanziamento di 497 milioni di euro nei confronti delle scuole paritarie e oggi in Commissione Bilancio del Senato è passato un emendamento che ha concesso altri 25 milioni in più di finanziamenti.

Manco a dirlo, la firma dell’emendamento è di un esponente del NCD, che si sta dimostrando capace di ottenere dalla maggioranza regali di notevole impatto come quello sulla soglia ammessa per il contante salito da mille a tremila euro – un regalo agli evasori – oppure il boicottaggio della fecondazione eterologa da parte della ministra Lorenzin e il blocco della legge sulle Unioni Civili, ma anche la riapertura del capitolo ‘Ponte sullo Stretto’ e l’abolizione delle tasse sulla prima casa. In questo caso la paternità è del sottosegretario al Ministero dell’Istruzione, Gabriele Toccafondi, che sottolinea il grande passo compiuto dal governo verso una reale parità scolastica perché, a suo dire, la scuola italiana deve poggiarsi su due gambe, una rappresentata dalla scuola pubblica statale e l’altra dalla paritaria, “a cui sono iscritti ‘oltre un milione di ragazzi’”.

“Si tratta di un emendamento – ha dichiarato il segreteraio del PSI, Riccardo Nencini – sul quale i socialisti si distingueranno dalla maggioranza. La priorità sono i finanziamenti alla scuola pubblica e quindi alle private che sul territorio colmano l’assenza o la carenza di istituti di insegnamento pubblico”.

Dall’opposizione è stato fatto notare come il governo Renzi abbia, ancora una volta, compiuto una scelta ‘tipica di un governo di destra’. ‘Non è vero che i soldi non ci sono: i soldi ci sono ma Renzi, come sottolineato dall’estrema sinistra, ha deciso di darli ai ricchi’. Certo chi manda un figlio a studiare in una scuola privata, difficilmente ha problemi per arrivare a fine mese e così facendo il governo trasferisce soldi di tutti nelle tasche di chi ha meno bisogno di altri.

Comunque anche in questa situazione qualche notizia positiva per la scuola c’è perché dall’anno scolastico 2016/2017 saranno disponibili dopo la firma del decreto che modifica i criteri per l’assegnazione del Fondo di Funzionamento delle scuole che passa dai 111 milioni degli anni precedenti a oltre 230. Con le nuove regole le quote saranno destinate in modo più mirato e specifico alle varie tipologie di indirizzi scolastici. Il decreto fa aumentare la quota per alunno assegnato alla scuola: per le primarie lo stanziamento passa da 8 a 20 euro, per gli Istituti tecnici da 24 a 36. Con 100 milioni all’anno ci sono anche incentivi e incrementi per l’alternanza scuola-lavoro e i nuovi criteri entreranno a regime già a partire dal mese di gennaio 2016.

Naturalmente è un po’ come svuotare il mare col cucchiaino perché in alcuni casi le risorse sono di molto inferiori alle necessità. È il caso ad esempio degli istituti tecnici e professionali che devono sostenere anche i costi dei laboratori e che sovente chiedono alle famiglie ben più di 100 euro a studente sotto forma di contributo scolastico, più del doppio di quanto prenderanno con i nuovi criteri di assegnazione del Fondo di Funzionamento.
Armando Marchio

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