mercoledì, 7 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Fecondazione eterologa, violata la privacy dei donatori
Pubblicato il 18-11-2015


Fecondazione assistita-Pia LocatelliA un settore del Parlamento la sentenza della Consulta sulla legge 40 dell’anno scorso non piace proprio, soprattutto nella parte che definisce ‘illeggittimi’ gli articoli relativi al divieto di fecondazione eterologa e nello stesso governo non mancano le manovre per svuotare la sentenza dei suoi effetti concreti. Ma non solo parole, anche fatti, perché – come ha denunciato questa mattina in una conferenza stampa alla Camera, l’associazione Luca Coscioni – sono state commesse delle gravissime irregolarità violando la segretezza dei dati personali dei donatori, un altro modo per impedire surrettiziamente una pratica medica a coppie altrimenti costrette – 4 mila l’anno – ad andare all’estero per avere un figlio.

Da sx, Marco Cappato, Pia Locatelli, Filomena, Gallo, Gianni Baldini, Angioletto  Calandrini

Da sx: Marco Cappato, Pia Locatelli, Filomena, Gallo, Gianni Baldini, Angioletto Calandrini

Nella conferenza stampa, cui hanno partecipato la deputata socialista Pia Locatelli, già prima firmataria di un’interrogazione sulla questione dei registri dei donatori, Filomena Gallo dell’Associazione Coscioni, gli avvocati Gianni Baldini e Angioletto Calandrini, il presidente di Radicali italiani, Marco Cappato, il senatore del PD Sergio Lo Giudice e la deputata, sempre PD, Laura Puppato, è stato rivelato come da marzo 2015 fino a luglio, i dati dei donatori richiesti dal registro del Centro Nazionale Trapianti (CNT), sono stati inviati con un comunissimo fax, ovvero in chiaro, alla portata di tutti. Solo successivamente, dopo le proteste, il Garante per la protezione dei dati personali, ha assicurato che dal primo luglio questi dati viaggiano con un codice criptato. Il Garante della Privacy – ha spiegato Filomena Gallo – “ha confermato che questo comportamento non è conforme alla legge che tutela i dati personali”. E di questo comportamento, una volta tanto, si può anche indicare un colpevole nella persona di Nanni Costa, responsabile del CNT, “da sostituire” subito come chiede Marco Cappato anche perché la diffusione di quei dati espone i donatori a “possibili ricatti criminali anche nel futuro”. Un aspetto non secondario della vicenda come ha sottolineato l’avvocato Calandrini, perché ha pesanti riflessi sulla tutela dei diritti civili e gli eventuali danni al donatore.

Vale la pena ricordare che i dati raccolti dal CNT, sono numerosi e assai approfonditi, e comprendono non solo quelli anagrafici, ma anche quelli fiscali, professionali, sanitari ecc., insomma una ‘fotografia’ estremamente nitida e dettagliata del donatore che dovrebbe, per legge, essere custodita con grandissima attenzione.

Ma a questo elemento che già di per sé costituisce “un sabotaggio” della sentenza della Corte sulla Legge 40, si unisce l’ostruzionismo operato in maniera subdola non solo, ad esempio, con ticket costosissimi come fa la Regione Lombardia del leghista Maroni, ma anche col permanere nei regolamenti di attuazione della Legge 40 di un norme in grado di impedire di fatto la pratica medica della fecondazione eterologa. “Il ministero della salute – ha spiega Filomena Gallo – ha reiterato nel regolamento un codicillo che prevede che i donatori debbano non solo sottoporsi ai normali esami di screening medico, ma produrre anche una ‘consulenza genetica scritta’”. Insomma serve che un genetista – in Italia sono molto pochi – “accerti che il cariotipo del donatore è essenzialmente immune da qualunque patologia genetica … ben sapendo che i portatori sani ne hanno comunque una media di cinque ciascuno”. Una richiesta che ha anche un costo elevato, di circa 2 mila euro e che sostanzialmente affina e completa il boicottaggio sistematico di questa pratica medica.

Alla fine la sensazione, rileva il senatore Lo Giudice, è che si voglia reagire così alla sconfitta politica subita con la sentenza della Consulta. Il contrario esatto di quello che “prometteva la ministra Lorenzin – ricorda Laura Puppato sfogliando i suoi appunti – che nel luglio dell’anno scorso giurava di voler ‘realizzare subito e bene un regolamento per la fecondazione eterologa’”.

“Nel maggio scorso – puntualizza Pia Locatelli – avevamo presentato un’interrogazione alla ministra Lorenzin per chiedere il rispetto dell’anonimato dei donatori, messo a rischio con la creazione del registro nazionale non presso i centri di procreazione medicalmente assistita, bensì presso il Centro Nazionale trapianti. La Ministra, forse male informata, ci aveva dato assicurazioni sul rispetto della privacy: oggi la conferma che i nostri timori erano fondati. La violazione c’è stata, come ha confermato il garante della Privacy e in forma gravissima. A questo punto interrogheremo nuovamente alla Ministra per sapere quali provvedimenti intende prendere dopo questi fatti. Nonostante le sentenze che di fatto hanno smantellato quasi completamente la legge 40, continuano a sussistere paletti e regolamentazioni volti di fatto a bloccare la fecondazione eterologa. Così e senza la garanzia dell’anonimato – ha concluso– la fecondazione eterologa non può funzionare”.

Armando Marchio

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento