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Opinioni e commenti
 

Al massimo storico la fiducia dei consumatori
Pubblicato il 27-11-2015


EVIDENZA-ISTATQualcosa si muove. E in positivo. A novembre la fiducia dei consumatori tocca il massimo storico, mentre la fiducia delle imprese è al top da ottobre 2007. I dati Istat certificano che l’indice del clima di fiducia dei consumatori, aumenta a 118,4 da 117,0 di ottobre. Si tratta del livello più alto mai registrato dall’inizio delle serie storiche (gennaio 1995). L’indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane mostra una sostanziale stazionarietà (107,1, da 107,0 di ottobre) ma si attesta comunque ai massimi dal pre-crisi.

Gli indicatori prodotti, sottolinea l’Istituto di Statistica, risentono solo in minima parte dei fatti eccezionalmente gravi avvenuti intorno alla metà del mese, in quanto il periodo di rilevazione dei dati è concentrato nei primi 15 giorni. Tutte le stime delle componenti del clima di fiducia dei consumatori aumentano, con un incremento maggiore per quella economica (a 158,3 da 153,3) e più contenuto per quella personale (a 105,0 da 103,9), per quella corrente (a 111,6 da 109,3) e per quella futura (a 128,0 da 127,2).
Migliorano le stime sia dei giudizi sia delle attese sull’attuale situazione economica del Paese (a -20 da -31 e a 31 da 28, i rispettivi saldi). I giudizi sui prezzi nei passati 12 mesi restano al livello di ottobre (a -19). Quanto alle attese sui prezzi nei prossimi 12 mesi, il saldo passa a -20 da -23. Diminuiscono le attese di disoccupazione (a -8 da -3). Riguardo le imprese, il clima di fiducia cresce nelle costruzioni (a 121,4 da 119,8) e, più lievemente, nei servizi di mercato (a 113,7 da 113,1), mentre scende nella manifattura (a 104,6 da 105,7) e nel commercio al dettaglio (a 115,0 da 116,3).

Confcommercio parla di atteggiamento positivo degli italiani ma di una ripresa che è ancora debole. “Nonostante l’accentuarsi delle preoccupazioni legate al terrorismo, nel Paese permane ancora un atteggiamento positivo nei confronti della situazione economica attuale e futura”, spiega l’Ufficio studi. “Sebbene la rilevazione copra solo in parte il periodo successivo ai tragici eventi di Parigi – prosegue – e potrebbe non dare conto di un eventuale mutamento di clima, le aspettative sono ben orientate. Il problema è, invece, la debolezza della ripresa”. Per Confesercenti “il record di fiducia dei consumatori, segnalato dall’Istat a novembre, è un segnale confortante: gli italiani credono nella ripresa”.
Occorre precisare, però, “che il dato fotografa solo parzialmente il possibile effetto dell’aggravarsi delle tensioni internazionali”. Il Codacons sottolinea che i dati Istat confermano “in pieno le nostre indagini su un maggiore ottimismo delle famiglie e su una possibile ripresa dei consumi in vista delle prossime festività natalizie”. “I dati sulla fiducia – spiega il presidente Carlo Rienzi – assumono una immensa importanza perché la fiducia delle famiglie si riflette in modo diretto sulla propensione alla spesa e sull’intera economia nazionale”.

Pessimisti i consumatori: “Basta con annunci ingannevoli e incitazioni all’ottimismo: stiamo valutando, per questo, un’azione per contrastare la propagazione di questi dati”. “I dati diffusi oggi dall’Istat – commentano Federconsumatori e Adusbef – ci sembrano sovrastimati non solo per l’Italia, ma addirittura per lo stesso stato dei ricchi sceicchi di Abu Dhabi”. I cittadini, secondo Federconsumatore e Adusbef “continuano a vivere una situazione drammatica, piena di incertezze e di criticità” a partire dall’elevata disoccupazione. “Ripetere che va tutto bene significa allontanare la necessità di interventi per una vera e duratura ripresa, creando così danni enormi ai cittadini e al Paese intero”.

Redazione Avanti!

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