giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

FUORI DAL TUNNEL
Pubblicato il 06-11-2015


tunnelCome promesso il Governo, nel consiglio dei ministri di venerdì, ha varato il decreto legge salva bilanci delle Regioni. Un decreto molto atteso e annunciato dal sottosegretario alla presidenza, Claudio De Vincenti, al termine della riunione. Il provvedimento “consente – ha detto – di regolarizzare completamente la situazione e alle Regioni di riprendere serenamente la loro operatività”. Tra le ipotesi in campo vi è quella di trasferire il dl salva-Regioni all’interno nella manovra. Il provvedimento studiato all’Economia non dà fondi aggiuntivi alle Regioni, ma permette un ripiano in 30 anni che abbassa notevolmente la rata da garantire a partire da quest’anno. L’approvazione del decreto “era necessaria” perché “c’era il rischio che le Regioni dovessero restituire due volte le somme” che lo Stato aveva anticipato per pagare i debiti con i fornitori, ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio. In particolare il decreto risolve il problema del Piemonte che nasceva dalla sentenza della Corte Costituzionale del giugno scorso che ha bocciato il metodo di contabilizzazione dei fondi anticipati dal governo, attraverso dei mutui contratti col Mef, per pagare i debiti arretrati.  Alla luce di questa pronuncia, la Corte dei Conti nell’udienza di parifica del bilancio 2014, ha certificato un deficit del Piemonte che sfiora i 6 miliardi di euro mettendo in ginocchio l’amministrazione Chiamparino. Con il decreto, ha spiegato De Vincenti, “si sana la norma” che “avrebbe gravato in modo imprevisto sui bilanci”.

Una notizia molto attesa e apprezzata dei presidenti di Regione. “Il Governo ha mantenuto l’impegno di chiarire la norma che la stessa Corte Costituzionale ha giudicato ambigua e che aveva dato origine a una contabilizzazione non corretta di debiti passati” ha commentato il presidente del Piemonte Sergio Chiamparino. “Ringraziamo il Governo – ha aggiunto Chiamparino – perché questo consente di ridare certezze ai bilanci di tutte le Regioni e di conseguenza al bilancio dello Stato.” Chiamparino ha ribadito però che “il decreto non può essere definito ‘Salva Piemonte’ o ‘Salva Regioni’, perché ha come obiettivo di determinare condizioni di certezza nella contabilizzazione delle risorse tra l’attività legislativa nazionale e l’applicazione amministrativa della stessa da parte della Regione”.

Continuano allo stesso tempo i dati positivi per l’economia italiana che fanno pensare che la fine del tunnel sia vicina.  Infatti dal rapporto sulla stabilità finanziaria della Banca d’Italia risulta che mentre lo scenario internazionale sta diventando più incerto, nel nostro Paese la ripresa dell’economia allontana i rischi dell’instabilità finanziaria. Restano favorevoli gli indicatori di sostenibilità delle finanze pubbliche mentre per quanto riguarda le famiglie l’aumento del reddito disponibile e i bassi tassi di interesse rafforzano le condizioni finanziarie. Preoccupa però la bassa inflazione. Dal rapporto risulta anche che si stanno accentuando “i rischi globali” da cui “possono derivarne tensioni sui mercati finanziari, delle materie prime e dei tassi di cambio”.
Ma, tornando all’Italia, sono in progressivo “miglioramento le condizioni di offerta dei prestiti bancari, che dovrebbero tornare a crescere nel 2016. Il credito al settore privato in rapporto al Pil è ben inferiore ai valori medi di lungo periodo. Restano complessivamente favorevoli gli indicatori di sostenibilità delle finanze pubbliche. Per Bankitalia “il graduale miglioramento dell’economia si riflette sui bilanci delle banche italiane. Il deterioramento della qualità del credito, rallentato nei mesi estivi, dovrebbe continuare ad attenuarsi nel 2016. Pur ancora debole, la redditività appare in crescita, mentre prosegue il rafforzamento del patrimonio, anche grazie agli aumenti di capitale realizzati nella prima metà dell’anno.

In salita anche il reddito delle famiglie. Infatti per la banca centrale “l’aumento del reddito disponibile e i bassi tassi di interesse rafforzano le condizioni finanziarie, già solide, delle famiglie. Si riduce la vulnerabilità anche delle fasce più deboli e l’indebitamento rimane basso, pur in presenza di una forte ripresa dei mutui immobiliari”. Un capitolo del rapporto è dedicato al mercato immobiliare. Anche se lo stock di abitazioni invendute “è ancora elevato, le condizioni del settore immobiliare sono in graduale consolidamento”. Il documento evidenzia infatti che “si è arrestato il calo dei prezzi degli immobili e gli indicatori prospettici prefigurano la prosecuzione del miglioramento nei prossimi mesi”.

Infine ancora una coda polemica sull’accordo raggiunto al tavolo Stato-Regioni sul nodo della Sanità.  “Bisogna avere il coraggio di confrontarsi – ha detto da Torino il senatore della minoranza PD, Federico Fornaro – con quello che è scritto nella legge di stabilità evitando di accusare ingiustamente di populismo a buon mercato Sergio Chiamparino e le Regioni. Infatti, per il 2016 (art.32 della stabilità) è chiaramente indicata una riduzione, a legislazione vigente, del finanziamento del SSN a cui concorre lo stato pari a 1.783 milioni di euro, mentre non sono evidenziati tagli per gli anni successivi. A guardar bene, però, in un altro articolo della legge di stabilità (art.34) è chiaramente stabilito il contributo richiesto alle Regioni alla finanza pubblica per il 2017 (3.980 milioni di euro) e per il 2018 (5.480 milioni di euro). Nella legge di stabilità è specificato che potranno essere “prese in considerazione” dalle Regioni “anche le risorse destinate al finanziamento del SSN”. Dal momento che la sanità rappresenta circa l’80% dei bilanci delle regioni – conclude Fornaro auspicando una correzione durante l’iter parlamentare – esiste il concreto rischio che sulla sanità pubblica si abbatta la scure di un taglio di oltre 3 miliardi di euro nel 2017 e di oltre 4 miliardi nel 2018″.
Redazione Avanti!

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