giovedì, 17 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Garigliano. A decontaminare
ci pensa robot made in Italy
Pubblicato il 19-11-2015


Nucleare_-scorieSogin, un robot provvederà alla decontaminazione del camino della centrale nucleare del Garigliano

ROMA – Prosegue intensamente il lavoro di Sogin – nonostante le recenti turbolenze societarie che hanno portato alle dimissioni dell’ad Riccardo Casale – per completare lo smantellamento delle centrali nucleari italiane.

L’azienda ha reso noto di aver avviato questa mattina le operazioni di decontaminazione, tramite scarifica delle pareti interne, del camino della centrale nucleare del Garigliano in provincia di Caserta.

L’intervento permetterà di proseguire più celermente nei lavori di decommissioning dell’impianto.

Un robot, progettato e realizzato con tecnologia italiana, provvederà alla scarifica del camino muovendosi dall’alto verso il basso per tutta l’altezza della struttura, pari a 95 metri. Comandato a distanza, il robot è dotato di telecamere e rimuoverà dalle pareti interne circa 5 millimetri di strati sottili di calcestruzzo debolmente contaminati. Il materiale prodotto sarà raccolto, trattato e stoccato nel deposito temporaneo D1 della centrale del Garigliano, in attesa del confinamento definitivo nel Deposito Nazionale.

Il sistema di ventilazione all’interno della canna del camino assicurerà la depressione del condotto durante le operazioni, mentre specifiche serrande di regolazione posizionate sulla sommità permetteranno di gestire il flusso d’aria, evitando la dispersione all’esterno di detriti e polveri.

Durante le operazioni saranno prelevati campioni di materiale che, sottoposti ad analisi radiologiche, consentiranno di stabilire con massima precisione lo spessore di calcestruzzo da eliminare per raggiungere la superficie interna non contaminata. Ciò consentirà di ridurre al minimo la quantità di rifiuti radioattivi da gestire.

La scarifica terminerà entro il 2015. Si procederà successivamente alla demolizione del camino come struttura convenzionale.

Le attività per lo smantellamento del camino sono state avviate nel marzo 2014. Prima di procedere alla scarifica, infatti, l’area di cantiere è stata impermeabilizzata ed è stato costruito, in un apposito sito esterno alla centrale, un mock-up del camino alto 12 metri in cemento armato. Tale struttura ha permesso la formazione del personale e il collaudo dei sistemi e dei macchinari utilizzati per la scarifica. Sono stati, inoltre, effettuati specifici interventi di consolidamento della struttura per garantire la massima sicurezza in tutte le fasi dei lavori.

“Tutti gli interventi – assicurano dalla Sogin – sono stati programmati e saranno realizzati e monitorati in modo da non produrre alcun impatto sull’ambiente. Non vi è pertanto alcun rischio per la sicurezza e la salute dei cittadini. Al termine dei lavori, nello stesso punto,sarà realizzato un nuovo camino alto 34 metri. Un’altezza quasi tre volte inferiore a quella dell’attuale, sufficiente per lo scarico degli effluenti aeriformi derivanti dalle prossime attività di decommissioning della centrale”.

Pier Paolo Palozzi

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