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Opinioni e commenti
 

Gelo sulla ripresa. Istat: giù ordini e fatturato
Pubblicato il 25-11-2015


Industria-caloI mercati esteri raffreddano le speranze di ripresa dell’economia italiana: dopo la frenata sull’export, l’Istat segnala anche un calo di ordinativi e fatturato dell’industria italiana a settembre. Per l’Istituto di statistica il fatturato, al netto della stagionalità, segna una flessione dello 0,1% rispetto ad agosto, sintesi appunto di una variazione positiva (+0,6%) sul mercato interno e di una negativa su quello estero (-1,6%).

Negli ultimi tre mesi, l’indice complessivo è diminuito dell’1,6% rispetto ai tre mesi precedenti (-1,9% per il fatturato interno e -1,0% per quello estero). Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 22 come a settembre 2014), il fatturato totale cala in termini tendenziali dello 0,9%, con una flessione dello 0,5% sul mercato interno e dell’1,4% su quello estero. Calo netto anche per gli ordinativi totali, che registrano una diminuzione congiunturale del 2%, con flessioni dell’1,0% degli ordinativi interni e del 3,2% di quelli esteri. Rispetto ad un anno fa, settembre 2014, l’indice grezzo degli ordinativi segna un calo dello 0,8%. L’incremento più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+26,4%), mentre la flessione maggiore si osserva nella metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-7,9%). Il calo del fatturato si registra soprattutto per i beni strumentali (-1,5%) e l’energia (-1,3%). E quest’ultima è la componente che ha fatto segnare un maggior calo di fatturato, il cui indice grezzo, rispetto all’anno scorso, è sceso dello 0,8%. Buono invece l’andamento dell’auto che a settembre del 2014 ha registrato una crescita del fatturato del 35,7% e degli ordinativi del 24,7%.

Notizie in chiaroscuro arrivano invece dal commercio, con l’istituto di statistica che rileva come le vendite al dettaglio a settembre sono in marginale calo su base mensile ma in crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso: l’indice calcolato dall’Istat infatti, diminuisce dello 0,1% rispetto ad agosto ma sale dell’1,5% rispetto a un anno fa.

Dati che fanno dire al presidente di Confindustria Giorgio Squinzi che “facciamo fatica ad agganciare la ripresa. Quello di cui abbiamo bisogno è mettere mano alle riforme interne e non solo annunciarle, ma anche realizzarle”. Per la crescita, spiega il presidente degli industriali, “mancano ancora i consumi interni e quel poco di ripresa che abbiamo è dovuto molto a fattori esterni”. Per l’Ufficio Studi di Confcommercio i dati Istat “confermano due cose: che la ripresa, seppure avviata, stenta ad assumere ritmi sostenuti e che permangono elementi di debolezza nella domanda da parte delle famiglie”. Il quadro congiunturale, sottolinea la nota, “non sembra ancora in grado di favorire in tempi rapidi il recupero di quanto perso nella lunga recessione come testimoniato dai dati non particolarmente favorevoli relativi al fatturato e agli ordinativi di settembre, che evidenziano un preoccupante rallentamento della domanda estera”. E Confesercenti sottolinea come “nei primi 8 mesi dell’anno si sono registrate oltre 11mila cessazioni di piccole e medie imprese del commercio al dettaglio”.

Redazione Avanti!

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