domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

I debiti della banche verranno pagati dai risparmiatori
Pubblicato il 30-11-2015


Finalmente le banche possono fallire: dal prossimo anno nessun salvataggio di Stato. Sospiro di sollievo, noi contribuenti siamo salvi! Non se ne poteva più di questi interventi pubblici per tappare i buchi lasciati da banchieri che “giocano” con i nostri risparmi! Allora il pericolo è passato… finalmente siamo fuori! Siamo fuori? Sì, di testa, perché da oggi quando una banca fallisce ne rispondono in solido anche i correntisti, i risparmiatori, cioè tutti coloro che hanno valori di deposito superiori a 100.000 €. C’è chi la vede una buona cosa, perché finalmente possiamo condividere le strategie della banca a difesa dei nostri soldi sul libretto. Se partecipiamo in liquido alle disavventure – si pensa – parteciperemo pure alle decisioni, no? Nient’affatto! l’unica cosa che si può fare è decidere la propria banca “becchino”, ovvero a quale banca destinare i propri risparmi a “fondo perduto”, ovvero quei soldi di cui, in caso di fallimento della banca, non si potrà più disporre.
E pensare che un tempo i finanziamenti a fondo perduto erano stanziati da società finanziarie pubbliche a beneficio di attività imprenditoriali! Ora, invece, il “pubblico” non solo non finanzia un bel nulla, ma concede alle banche la prerogativa di attingere direttamente dai nostri risparmi, con buona pace dei risparmiatori e degli eventuali nuovi investitori. Entrando nel merito della questione, il Bail-in è una direttiva europea che obbliga i correntisti che dispongono di oltre 100.000 € a rispondere in solido nel caso in cui la banca fallisca. La misura è stata introdotta con un decreto legislativo che recepisce la direttiva europea. per il governo, il varo di questo provvedimento ha agevolato la strada all’approvazione del decreto legge che, solo qualche giorno fa, ha salvato ben quattro istituti di credito italiani.

Le autorità europee hanno autorizzato questo decreto solo dopo aver avuto concrete garanzie che, in futuro, il nostro Stato non interverrà più nel salvataggio di altre banche, come peraltro successo fino ad oggi in tanti altri Paesi d’Europa. Fino a quella soglia, infatti, la garanzia del risparmio è garantito dal Fondo interbancario di garanzia. Prima del 2001, la soglia era a venticinquemila euro. Con la crisi iniziata già dal 2005 gli altri Stati europei si adeguarono al tetto italiano al fine di evitare file di risparmiatori agli sportelli per ritirare contanti e chiudere i conti. Fenomeno che comunque si produsse soprattutto nell’isola dei mari del nord, l’Irlanda. E in tempi più recenti, ma per motivazioni diverse, anche in Grecia.

Quello che Adusbef e Federconsumatori definiscono in un comunicato come “piano diabolico” è stato fortemente voluto dalla Banca d’Italia per salvare dal fallimento Banca delle Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti e Cassa di Risparmio di Ferrara. Rappresenta un vero e proprio “bagno di sangue – si legge nel comunicato – per oltre 100.000 azionisti e obbligazionisti truffati, ai quali sono state appioppate obbligazioni subordinate, in massima parte senza le previste e doverose informazioni sulla rischiosità dell’investimento”. Bankitalia detta legge, il governo esegue. L’esecutivo, infatti, ha approvato a scatola chiusa il piano della Banca d’Italia, senza considerare quali drammatiche ripercussioni avrebbe avuto quel provvedimento sugli azionisti e sui titolari di bond subordinati, ora proprietari di carta straccia. 750 mila € di risparmi volatilizzati!

Ora Adusbef e Federconsumatori si stanno attivando per offrire assistenza giuridica ai risparmiatori “truffati” e, con tutta probabilità, citeranno in giudizio la stessa Bankitalia e Consob, responsabile dell’omessa vigilanza su quanto stava avvenendo nelle tasche dei risparmiatori ignari.

Ci corre l’obbligo di avvisare i signori risparmiatori, soprattutto gli azionisti e i titolari di un conto superiore a 100.000 euro in altre tre banche a rischio fallimento (banche Banca Popolare di Vicenza, Veneto Banca e MPS), di non confondere il termine Bail-in, perché è come fosse stato coniato per schernire e confondere le idee. “Bail-in” qualche bancario genovese un po’ burlone lo riporta come “Belin”, come ad espropriavi, sempre per gioco, dei vostri risparmi. Quindi, se sentite “Belin, diluvierà mica stamattina?”, occhio che si potrebbe nascondere un “Belin” più serio, come quello di uscire da casa per andare in banca e trovarla chiusa, falciata via per sempre. E i tuoi soldi? Lì fuori c’era un signore gentile che mi ha detto di rivolgermi al giudice fallimentare. Belin, che fregatura stamattina!

Angelo Santoro

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