venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

”I Nuovi pellegrini”, mostra sul rapporto tra migranti e sanità italiana
Pubblicato il 23-11-2015


pellegriniAll’interno della splendida cornice della Galleria del Cembalo, la Fondazione Farmafactoring presenta la mostra itinerante “I nuovi pellegrini. L’impatto storico-sociale dell’immigrazione moderna nella sanità”.

L’esposizione è un viaggio con i fotografi Alessandro Scotti, Edoardo Delille e Umberto Fratini, coordinati da Costantino Ruspoli, attraverso immagini ed emozioni per scoprire la realtà degli immigrati, nel loro rapporto con la sanità italiana. Uno sguardo ai luoghi di malattia e di cura per raccontare le storie di una umanità che non incontra solo il disagio, la lontananza, la diversità, ma anche l’accoglienza, la solidarietà, la fraternità. Nelle fotografie si specchia così una realtà lontana dagli stereotipi e dai pregiudizi: ci sono innanzitutto la grandezza e l’umiltà delle persone.

Il progetto, voluto fortemente da Fondazione Farmafactoring, nasce da una ricerca di Censis che ha studiato il fenomeno attraverso analisi socio-economiche e che mostra un modello positivo di convivenza che ha, nei luoghi della sanità, i pilastri decisivi, espressione e sedimentazione di comportamenti condivisi. Giuseppe De Rita, Presidente Fondazione Censis, evidenzia questo aspetto: “Il nostro Servizio sanitario rappresenta per gli immigrati non solo un’opportunità di potersi curare e di far riferimento a operatori e tecnologie di alto livello, ma un insieme di luoghi in cui matura una vicinanza ai comportamenti e alle scelte dei cittadini italiani che è decisiva per una buona integrazione civile, sociale, culturale e umana”.

La buona convivenza tra italiani e nuovi italiani è anche esito di questa sorprendente sanità inclusiva, che vale la pena raccontare attraverso linguaggi moderni, come la fotografia. Marco Rabuffi, Presidente di Fondazione Farmafactoring spiega: “Abbiamo deciso di affiancare ad una ricerca Censis una mostra fotografica in grado di raccontare la dimensione quotidiana nelle piccole e grandi strutture sanitarie italiane. I fotografi hanno messo a fuoco le realtà del Sud, del Centro e del Nord, affiancati da tre fotografi junior. E’ interessante notare che la qualità delle sanità ne esce molto diversa, e soprattutto migliore, di come spesso la si racconta. C’è, spesso, l’eccellenza delle cure; c’è, normalmente, una buona qualità delle strutture; c’è, nella grande maggioranza dei casi, una tensione all’accoglienza che riesce a superare il naturale disagio delle differenze umane, sociali e culturali. E spesso il rapporto umano aiuta a non aggiungere alla sofferenza della malattia anche il disagio della propria condizione di immigrato.”

Il compito dei fotografi è stato quello di dare visibilità, non solo ai volti, alle persone e alle situazioni, ma anche ai luoghi in cui viene offerta assistenza, ponendo un’attenzione particolare agli eventuali “segnali” di mutamento riferibili alla presenza dei migranti.

Interessanti anche le visioni dei tre fotografi junior: gli scatti di Giulia Piermartiri, Irene Carmassi e Marcella Magalotti, completano il viaggio nella moderna immigrazione nei luoghi della sanità. Tre giovani fotografe, appassionate del loro lavoro, che hanno affiancato i tre fotografi professionisti nel racconto di un’esperienza dai mille contrasti ma unita dal senso condiviso dell’umanità. La mostra, che ha ottenuto il patrocinio del Ministero della Salute, rimarrà aperta gratuitamente al pubblico dal 20 al 28 novembre per poi, nel 2016, spostarsi in altre città italiane, tra cui Milano e Palermo.

Gioia Cherubini

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