mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Il “tramonto dell’Occidente” e… dei valori della Rivoluzione francese
Pubblicato il 20-11-2015


I morti di Parigi fanno vacillare drammaticamente la speranza e la fiducia in una “pace perpetua” di ispirazione kantiana, che si erano diffusi dopo la fine della guerra fredda, e rilanciano il concetto di “guerra giusta” introdotto dalla scienza politica (è il caso di Norberto Bobbio) e dalla diplomazia mondiale al tempo della guerra del Golfo del 1991 contro Saddam Hussein e ripreso a sostegno dell’intervento della Nato nei Balcani nel 1999.

Allo stesso tempo si citano le tesi di Oriana Fallaci sui rischi di islamizzazione dell’Europa, e quelle del politologo Samuel Huntigton sullo “scontro di civiltà”, lanciate nel 1993 sulle colonne di “Foreign Affairs”: “Le grandi divisioni all’interno dell’umanità e la fonte di conflitto predominante avranno carattere culturale…Lo scontro di civiltà dominerà la politica mondiale. Le faglie di civiltà saranno i fronti di battaglia del futuro”.
E l’aggressione dell’Isis contro l’Occidente avviene in uno scenario di instabilità geopolitica, con le gravi tensioni tra Stati Uniti da un lato, Russia e Cina dall’altro.

Bisogna reagire contro gli orrori dell’Isis, sancendo in primo luogo, a livello planetario un discrimine basato sui valori dell’Illuminismo, libertà, eguaglianza, fraternità che sono alla base del socialismo liberale, che proprio la Rivoluzione francese fece affermare dopo il 1789, isolando tutti gli Stati che non li riconoscono e tutelano, evitando così, che si inveri quanto preconizzato da Oswald Spengler: “Di tali tramonti, quello dai tratti più distinti, il ‘tramonto del mondo antico’, lo abbiamo dinanzi agli occhi, mentre già oggi cominciamo a sentire in noi e intorno a noi i primi sintomi di un fenomeno del tutto simile quanto a decorso e a durata, il quale si manifesterà nei primi secoli del prossimo millennio, il ‘tramonto dell’Occidente’.

Maurizio Ballistreri

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