domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Il viaggio di Arlo: la storia di un’insolita amicizia
Pubblicato il 30-11-2015


il-viaggio-di-arlo-spot-tv-francese-wpcf_400x225Dai creatori di “Inside Out”, la Pixar bissa l’esperienza fortunata del valido corto d’animazione per festeggiare i vent’anni. Lo fa con l’uscita de “Il viaggio di Arlo” ed avvalendosi della collaborazione della Disney. Diretto da Peter Sohn e prodotto da Denise Rea, questo nuovo film d’animazione racconta la storia di un dinosauro, Arlo, il più piccolo di tre fratelli, che si ritrova a vivere delle disavventure per imparare il senso della vita. Rimasto solo, ha paura e stenta a crescere, ma dovrà rischiare la vita per poter mettere la sua impronta sul silo dove c’è la riserva di granturco per l’inverno della sua famiglia, che ha una piantagione che tutti insieme coltivano.

Mettere quell’impronta significa riuscire a costruire qualcosa di importante, ma prima dovrà “superare le sue paure per vedere la bellezza che ci circonda”, come gli dice il padre. Se la vita appare quasi una giungla tra cacciati e cacciatori, la famiglia, l’amicizia e l’aiutare chi ha bisogno ed è in pericolo sono le cose che ci rendono degni di mettere quell’impronta. Prima di apprendere tutto ciò, però, Arlo dovrà destreggiarsi tra le insidie della vita, imparare a controllare le sue paure: “non puoi liberarti della paura, ma puoi resisterle”, gli dice colui che potrebbe essere il suo peggior nemico, il più grande pericolo per lui, ma che già ha appreso come “danzare sotto la pioggia mentre si attende che torni il sereno ed esca il sole”, come si suole dire. La tempesta che sembra sconvolgerci e travolgerci a volte, “è una festa” perché può dare “una ri-elevazione” più che una “rivelazione”.

Nel suo viaggio Arlo “morderà” la vita in toto e sarà accompagnato da un amico insolito, che piomba nella sua esistenza inaspettato. Colui che pare inizialmente essere la rovina sua e della sua famiglia, sarà il bene più prezioso, il tramite cui arrivare a comprendere il significato stesso del termine famiglia e il senso più profondo della vita: la solidarietà, la riconoscenza e l’amicizia vera; tanto che i due si difenderanno e sosterranno a vicenda, accomunati dal fatto di essere rimasti soli. Arlo vuole tornare a casa, Spot, il suo nuovo amico, desidera trovare un posto dove restare. “Spot non è in vendita”, grida Arlo. Forse perché riesce ad instaurare una comunicativa implicita straordinaria con questo essere molto particolare, senza parole. Spot non parla, è un cucciolo d’uomo un po’ scimmiottesco, va a carponi come un cagnolino, emette solo grugniti come il Mowgli de “Il libro della giungla”.

Soprattutto, però, sembra conoscere bene la legge della sopravvivenza. Tutto questo forse rende attuale una storia con un dinosauro e ambientata milioni di anni fa. La forza dei sentimenti evidenziata con le immagini. Le scene più belle, infatti, sono senz’altro quelle quando Arlo e Spot disegnano la rappresentazione della loro famiglia e quella in cui da un prato o da un campo di grano si sollevano lucciole: quanta vita c’è nella natura. Se la vita sembra toglierci è anche pronta a restituirci qualcosa di nuovo, sebbene si debba imparare a conoscere il prezzo del dover lasciare andare e separarsi anche dagli affetti a noi più cari, conservandoli nel nostro cuore. Anche per questo Arlo e Spot sono speciali e diversi, dipinti in maniera differente da tutti gli altri animali che abitano nella giungla della vita. Anche un fiume, fonte stessa di vita, può indicare la via giusta verso casa, ma non va preso alla leggera perché nasconde delle insidie. Occorre imparare a riconoscere il pericolo per dominarlo.

I due amici parlano un linguaggio universale, semplice: quello dei sentimenti per cui non occorrono tante parole per capirsi. Quasi che anche due razze così diverse riescano a comunicare e ad essere uniti. Paradossalmente è come se fossero più evoluti i dinosauri, che non sono estinti come i valori che impersonificano, che gli esseri umani.
Dimostrazione di ciò è che, sull’esempio lanciato da “Il viaggio di Arlo”, il 4 dicembre prossimo si terrà a Cuneo, presso lo spazio Biodiversity, uno spettacolo teatrale intitolato “Dinosauri”; ispirato a San Francesco d’Assisi e al poeta Vladimir Majakovskij, è un invito a difendere e riscoprire i valori umani fondamentali.

Tra l’altro nel doppiaggio originale de “Il viaggio di Arlo” (dal 25 novembre al cinema) c’è anche Frances Mcdormand, che interpreta Momma.

Barbara Conti

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