martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Intervento di Enrico Buemi su richiesta arresto Antonio Azzolini
Pubblicato il 20-11-2015


SENATO DELLA REPUBBLICA
—— XVII LEGISLATURA ——

493a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO STENOGRAFICO
MERCOLEDÌ 29 LUGLIO 2015
_________________
Presidenza del presidente GRASSO
RESOCONTO STENOGRAFICO

Discussione del documento:
(Doc. IV, n. 8) Domanda di autorizzazione all’esecuzione dell’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal giudice per le indagini preliminari nei confronti del senatore Antonio Azzollini nell’ambito di un procedimento penale pendente nei suoi confronti (ore 9,38)

BUEMI (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Signor Presidente, colleghi, gli aspetti giuridici e anche alcuni aspetti politici sono già stati trattati dai colleghi D’Ascola e Di Maggio. Vorrei fare una prima premessa. Qui noi non decidiamo l’innocenza o la colpevolezza del collega Azzollini: questa verifica la deve fare il processo, nei suoi gradi di giudizio. Noi qui discutiamo se le ragioni gravi per una misura eccezionale, sempre eccezionale per tutti i cittadini, siano essi parlamentari o meno, siano giustificate; se all’interno della situazione specifica del collega Azzollini, quelle ragioni siano così importanti da mettere in discussione la pienezza del nostro organo costituzionale e la libertà di un cittadino, qualsiasi esso sia.
Non si può accettare, colleghi, che per ragioni diverse, che siano di opportunità politica, di propaganda elettorale, di ambizione di potere, per lotte territoriali che hanno ragioni oscure e convenienze altrettanto oscure, si metta in discussione il principio fondamentale dell’autonomia di quest’Aula, di questo organo, come dell’autonomia dell’altra Aula, la Camera dei deputati.
I nostri Padri costituenti avevano affrontato questa questione con grande determinazione alla luce dell’esperienza storica, e l’avevano affrontata con equilibrio avendo come punto di riferimento fondamentale la separazione dei poteri: legislativo, esecutivo, giudiziario. È vero che da qualche decennio, forse anche di più, la confusione tra questi poteri è diventata praticamente insostenibile e insopportabile, ma è altrettanto vero che noi abbiamo il dovere di ripristinare questa separazione e questi principi fondamentali.
Allora non si può, colleghi, abdicare a un ruolo fondamentale che noi oggi dobbiamo esercitare, che, ribadisco, non è quello di giudicare il collega Azzollini sulle sue responsabilità penali, ma di verificare se nei suoi confronti, e nei confronti di quest’Aula, ci siano delle forzature. Perché la forzatura in materia giudiziaria, cari colleghi, è fumus persecutionis. Non raccontiamoci storie: un magistrato che forza la legge, che non applica la legge in sé esercita una funzione persecutoria. Da questo punto di vista dobbiamo aver un’intransigenza totale, anche a costo di pagare prezzi politici, personali, elettorali. (Applausi dal Gruppo Misto). Se noi rinunciassimo a questo, rinunceremmo al primo dovere che abbiamo in quest’Aula, quello di rispettare la Costituzione. (Commenti del senatore Airola).
Vediamo l’altro punto. Nella nostra Costituzione la pena si applica dopo i tre gradi di giudizio; non ci possono essere pena anticipate e non ci possono essere pene giustificate da una forzatura. Le pene devono essere giuste e quando sono anticipate senza la verifica del processo, sono pene comunque ingiuste.
Veniamo al merito. Credo che nei confronti del collega Azzollini non si siano verificate le tre fattispecie che avrebbero potuto giustificare il comportamento del magistrato: la reiterazione del reato, l’inquinamento delle prove, il pericolo di fuga. Parto dall’ultima. Non vi è dubbio che il collega Azzollini non abbia nessuna intenzione di fuggire. In secondo luogo, da molto tempo l’ente sul quale si sono eventualmente esercitate le sue azioni indebite è commissariato, gestito da un commissario straordinario nominato da altra autorità, non certo da un’autorità politica.
Veniamo al merito. Credo che nei confronti del collega Azzollini non si siano verificate le tre fattispecie che avrebbero potuto giustificare il comportamento del magistrato: la reiterazione del reato, l’inquinamento delle prove, il pericolo di fuga. Parto dall’ultima. Non vi è dubbio che il collega Azzollini non abbia nessuna intenzione di fuggire. In secondo luogo, da molto tempo l’ente sul quale si sono eventualmente esercitate le sue azioni indebite è commissariato, gestito da un commissario straordinario nominato da altra autorità, non certo da un’autorità politica.
In terzo luogo, c’è la parte richiamata dal magistrato che ha chiesto il provvedimento di misura cautelare, lamentando il rischio di reiterazione del reato. Quale è dunque il reato che viene attribuito al collega Azzollini? È il reato di attività legislativa (Commenti del senatore Airola), perché nella sua funzione di legislatore avrebbe influenzato e determinato l’attività e potrebbe – questo è il punto – reiterare oggi questo reato: ciò giustifica la misura cautelare. Non sono esperto di diritto, mi occupo di altro…
AIROLA (M5S). Di niente sei esperto!
BUEMI (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Frequento gli stessi marciapiedi che frequenta il senatore Airola, ma lui non riesce a stare zitto quando parlano gli altri, io ci riesco quando parla lui.
AIROLA (M5S). Bravo!
BUEMI (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Penso dunque che la reiterazione del reato di attività legislativa non possa essere esercitata da un singolo senatore. (Commenti del senatore Giarrusso). Se non ricordo male qualche reminiscenza di diritto costituzionale, il legislatore italiano non è monocratico, mentre la responsabilità penale è soggettiva e personale. Quindi, colleghi, se è responsabile di reiterazione del reato, il collega Azzollini, sono responsabili gli appartenenti alla Camera dei deputati e al Senato.
NUGNES (M5S). Bravo! (Applausi ironici della senatrice Nugnes).
BUEMI (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Tra l’altro il legislatore italiano, fino a quando la riforma non ci eliminerà, è bicamerale. La funzione legislativa non è svolta dal solo senatore Azzollini, ma la svolgono il Senato e la Camera dei deputati, con i loro membri, senza dimenticare che ci sono i livelli istruttori precedenti. Allora, colleghi, dove sta il rischio della reiterazione del reato, che è il principio e la fattispecie giuridica sulla cui base questa misura cautelare viene richiesta? Qui sta la forzatura da parte del magistrato.
Non voglio aggiungere altro, colleghi, se non una brevissima considerazione. Ovviamente la mia posizione è personale, così come dovrebbe essere per questa materia. Lo dico agli amici del Partito Democratico: non mi sono per niente piaciute certo prese di posizione di carattere collettivo delle Presidenze nazionali. Se il mio segretario di partito avesse fatto una cosa del genere, lo avrei mandato a stendere, perché questa è una materia che riguarda la nostra coscienza e il nostro essere senatori, che esercitano la propria funzione senza vincolo di mandato alcuno, se non quello del rispetto della legge: in primo luogo della legge costituzionale e in secondo luogo della nostra coscienza. Non abbiamo altri vincoli, colleghi.
In coerenza però con quanto ho detto già nella Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, ritengo che si debba rifare un ragionamento sull’articolo 68 della Costituzione. Non basta prendere una posizione giusta nei confronti del collega Azzollini: quindi votiamo contro la relazione approvata a maggioranza dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, ma dobbiamo anche recuperare l’autonomia, la dignità, il coraggio e il dovere costituzionale che ci deve portare a rivedere l’articolo 68 della Costituzione, per ridare a queste Assemblee la dignità che spetta loro e per sottrarle ad ogni stormir di fronda e all’attacco, anche di carattere numerico, che ripetutamente viene esercitato, con l’emanazione di provvedimenti di restrizione della libertà individuale, che minano l’integrità dell’istituzione e che determinano anche cambiamenti politici importanti. Non dimentichiamo che ciò è accaduto, anche in anni recenti. (Applausi dal Gruppo Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE e dei senatori Bignami, Carraro, Gambaro e Messina).

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