domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Io sto con Hollande
Pubblicato il 17-11-2015


Diciamolo e scriviamolo tutti. Io sto con Hollande. Col presidente socialista che ha saputo risuscitare lo spirito di combattimento e di reazione della Francia della rivoluzione dell’Ottantanove, che ha saputo suscitare l’unità nazionale e sentimenti di orgoglio e di forte dignità. Sto con Hollande, col presidente socialista, anche se parla di guerra, di vendetta, di atteggiamento impietoso e di leggi speciali. Non con chi contesta questo lessico e invita alla prudenza. Sto con la Francia che reagisce anche militarmente perché è stata attaccata e deve dimostrare ai suoi cittadini che il sangue versato non resta senza risposta e ai terroristi che i loro attacchi portano alla loro distruzione. Sto con la Francia che accetta unitariamente di cambiare la costituzione e di attrezzarsi a una fase di emergenza.

Anche nel lessico si possono trovare sostanziali divisioni politiche. La Francia usa parole dure, estreme, mai adoperate in passato. Ma derivano dalla situazione che è nuova, gravissima, eccezionale. Si può anche non condividerne l’esame, ma non si può far finta di niente. Generare tranquillità e moderazione. E proclamare il contrario della guerra, e cioè la pace, la pace dei sepolcri, come nel Don Carlos di Verdi il marchese Rodrigo di Posa definisce la conseguenza dell’atteggiamento del re. La pace con chi ci ha dichiarato guerra è l’abdicazione, è la resa, è la sconfitta. Diciamo la verità. Se tutto il mondo combattesse queste poche decine di migliaia di terroristi non ci sarebbe partita. Invece solo Putin è sceso decisamente in campo contro i terroristi, mentre Obama s’è collocato a metà strada tra Assad e l’Isis.

Pare che dall’incontro tra Obama e Putin sia emersa la novità di un Assad che uscirebbe di scena da solo. Favorendo così un’intesa tra Usa e Russia, che è fondamentale per la creazione di una forza multinazionale in grado di sconfiggere l’Isis. Già mettere sullo stesso piano Assad e l’Isis è discutibile, perché Assad non ci ha attaccato e l’Isis si. Ma meglio che anche Assad se ne vada se l’intesa può essere più facilmente raggiunta. Vi sarebbe un dittatore in meno. Il problema semmai è sapere subito con chi sostituirlo. Resta il tema degli aiuti finanziari, attraverso l’acquisto del petrolio di contrabbando, da parte di diversi enti, aziende, attività economiche di paesi anche occidentali, oltre che arabi. La denuncia di Putin non può non trovare una ferma risposta. Gli stati canaglia, consapevoli o no, sarebbero ben quaranta. Nessuno può dare né un soldo né un uomo all’Isis senza essere considerato nostro nemico.

Resta, anche dopo Parigi, questa opzione americana contraria all’iniziativa di terra, nonostante le opinioni dei francesi. Non sono uno stratega militare. Ma è evidente che senza un’invasione di terra non si conquistano i territori. Eppure ancora Obama esclude questa evenienza. Può anche essere, lo ha sostenuto, Massimo D’Alema, che da tempo sostiene l’inevitabilità di un intervento di terra, che non servano soldati occidentali ed europei, ma basterebbero i curdi bene armati e sorretti da un’azione di cielo. Altri ritengono che basterebbero una o al massimo due brigate. Quello che non è accettabile è tentennare, rinviare al prossimo vertice, approfondire per mesi ciò che Hollande e la Francia rivendicano come immediata e doverosa risposta per essere stati attaccati. E cioè l’immediata discesa in guerra di tutti gli alleati nelle forme che gli strateghi militari indicheranno come le più idonee. Dal Daesh o stato islamico partono gli attacchi e le stragi. Lasciarlo ancora in vita e a lungo aiuta a generare altre stragi. Consentirlo diventa complicità.

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Commenti all'articolo
  1. Anch’io penso che Hollande stia facendo quello che deve essere fatto, Mauro. Ma ……. ci sono un sacco di ma che tu condensi bene in questa frase “Gli stati canaglia, consapevoli o no, sarebbero ben quaranta. Nessuno può dare né un soldo né un uomo all’Isis senza essere considerato nostro nemico”. Ecco, che faremo quando scopriremo che molti dei 40 sonon nostri “alleati”? Perché il vero nodo che prima o poi verrà al pettine è proprio questo. Lo sappiamo no?

  2. Condivido pienamente l’articolo. Vorrei osservare che Hollande ha detto e farà quello che ha detto con l’appoggio del Parlamento riunito a Versailles. Non come succede qui che si vuole stravolgere la Costituzione con un d.l. di una studentessa poco più che liceale da un parlamento di nominati. Riflettiamo e prendiamo esempio.

  3. Carissimo Mauro
    A quante inversioni di rotta, di giudizi e di strategie stiamo assistendo!!!
    Gli USA che dopo l’attentato alle Torri gemelle si erano eretti a Leader mondiale contro il Terrorismo entrando in guerra in Afganistan e in Iraq, ora o indugiano o non prendono una chiara posizione contro i terroristi dell’Isis. Putin che era stato riassunto come il nuovo despota sovietico nemico della regole della Democrazia occidentale, ora ne assume la guida come difensore dei suoi valori nella loro difesa contro i terroristi di matrice islamica. Mi aggrego senza difficoltà alle parole pronunciate da Hollande sui valori conquistati con la Rivoluzione francese e che sono diventati i capisaldi di tutte le Democrazie occidentali. Da studente la storia di quella Rivoluzione mi ha appassionato e ha contribuito a farmi diventare socialista. Conosco la Marsigliese e quando la canto mi assalgono i brividi e la commozione come quando sento le note del Piave. Ma non dobbiamo dimenticare l’inesistenza di una vera e sincera unità e azione politica dell’Europa e di alcuni gravi errori commessi anche da dei Leaders socialisti come quelli di Blair al tempo della guerra in Iraq e mi duole dirlo in questa circostanza, anche di Hollande con la decisione solitaria, rispetto agli altri Leaders europei, di avviare i bombardamenti in Siria. Gli Stati europei aderiscono alla NATO, tra le cui funzioni c’è anche quella di decidere e coordinare gli interventi militari sia in termini di difesa che di attacco. Hollande penso che sia venuto meno a quel Vincolo. Io sono del parere che ora l’azione prioritaria sia quella di fare mancare il sostegno economico e politico, sia diretto che indiretto, che sottobanco proviene all’Isis dai 40 Stati canaglia.I vescovi italiani con la voce del cardinale Ruini hanno dichiarato che la lotta all’ISIS, oltre che culturale deve essere affrontata con un EMBARGO PLANETARIO di tipo politico ed economico.
    Non pensi che questa volta come laici dovremmo seguire il suggerimento della Chiesa cattolica??
    Je suis socialiste

  4. Mi dispiace direttore, ma questa volta non sono d’accordo con te.
    Ti sei lasciato trasportare dall’emozione e non hai fatto un ragionamento razionale.
    Mi dispiace, ma io la penso come il compagno Nicola Olanda.
    Urge una riflessione sull’Europa, sul ruolo della Russia non con l’Europa, ma IN Europa.

  5. Caro direttore, non sempre cio’ che appare condivisibile puo’ non essere opinabile. Non mi pare – a mio modo di vedere – che si tratti di una guerra culturale, tanto per essere chiari. Inoltre, il fatto che il Pres. Hollande abbia saputo “suscitare l’ unita’ nazionale e sentimenti di orgoglio e di dignita’ ” non si giustifica con il mancato accordo con gli Stati Europei, che aderiscono alla Nato cui spetta il compito di assumere determinate decisioni se occorre difendersi o attaccare. Detto questo, che l’ Italia si defili vuol significare una saggia prudenza allo stato delle cose. Putin si sta comportando molto bene anche perche’ in Siria c’e’ il suo amico Assad, e in questa triste vicenda ho avuto l’ impressione che a Hollande gli piace avere il pallino in mano.

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