sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Italicum e sinistra. Guerini: fuori del PD non c’è vita
Pubblicato il 06-11-2015


Pd-Guerini-Europee“L’Italicum garantisce rappresentanza e governabilità e una sua modifica non è all’ordine del giorno”. Parola di Lorenzo Guerini. Di fronte a un Matteo Renzi che sembrava possibilista – “meglio premio a Lista, ma non è un totem” – il suo vice, in un’intervista al la Stampa chiude la porta e spiega che fuori dal Pd non c’è vita. “Stiamo realizzando l’intuizione originaria del Pd, una grande forza di centrosinistra riformista che sa assumersi fino in fondo la sfida del governo. Non vedo grandi spazi per ciò che nasce a sinistra fuori da questa prospettiva. E la domanda inevasa che dovrebbe esser loro rivolta è: come e con chi vorrebbero governare il Paese?”. “Mi pare che i primi indizi della nascita di questo nuovo soggetto (di sinistra, ndr) – conclude – siano caratterizzati da una forte polemica con il Pd. Siamo noi il nemico individuato più che la destra. E ciò mi pare indice di velleitarismo e della ripetizione di un vizio antico, di cui la sinistra italiana non si è liberata fino in fondo”.

L’intervento di Guerini anticipa di poche ore il battesimo della ‘cosa rossa’ (ma non vogliono che si usi questo nome ndr) che avverrà domani a Roma. Alfredo D’Attorre, in una conferenza stampa alla Camera con i colleghi Carlo Galli e Vincenzo Folino, che con lui hanno lasciato il Pd, ha spiegato così la nascita della nuova formazione: “Qui celebriamo l’addio al Pd e l’annuncio di un nuovo inizio (…) sarà un incontro aperto per discutere di un’altra idea dell’Italia e metteremo in campo una nuova proposta politica. Nasceranno nuovi gruppi parlamentari grazie alla lungimiranza e alla generosità di Sel e da lunedì saremo tutti insieme dentro quel gruppo con un nuovo nome”. D’Attorre ha chiesto alla stampa di non chiamare questa nuova formazione “col clichè della ‘Cosa Rossa’”. “Non siamo una forza residuale, identitaria, settaria ma una vasta forza di sinistra plurale e aperta a chi oggi è senza casa perché ormai il Pd si è completamente riposizionato”.

Però bisogna fare i conti con l’Italicum che alle minoranze, nella migliore delle ipotesi lascia qualche strapuntino nelle Camere. E la posizione di Guerini non sembra lasciare spazi. Certo, resta anche il problema del Ncd, che con il premio alla Lista si troverebbe a dover aderire ‘de facto’ al Pd o con la testa cosparsa di cenere inginocchiarsi davanti a Salvini. Per Alfano è una questione di vita o di morte, ben al di là di ogni possibile trasformismo e il suo ‘primum vivere’ potrà pesare assai nei prossimi mesi sugli equilibri della maggioranza.

“Noi – ha detto Galli nella conferenza stampa – nasciamo perché non crediamo che la sinistra sia incorporata nel Pd. È chiaro che c’è uno spazio a sinistra e nostro compito è intercettare questo spazio”. Sicuramente è vero, ma Galli non dice che il rischio è quello di nascere già morti, a meno di non aver scelto in partenza di rischiare di finire a fare solo un’opera di testimonianza.

In politica però ‘mai dire mai’ e di fronte ad una sconfitta dei Democratici alle prossime elezioni amministrative, soprattutto se a vantaggio del Movimento 5 stelle, la granitica difesa del premio alla Lista potrebbe liquefarsi. Bisognerà tenere d’occhio, per quel che valgono, anche i sondaggi. Una vittoria del Pd al primo turno alle prossime elezioni politiche è improbabile e con un centrodestra ‘salvinizzato’, e pertanto incapace di rappresentare il vastissimo popolo centrista, moderato, ex democristiano ed ex berlusconiano, si potrebbe allargare l’area dell’astensione e rafforzare l’alternativa grillina. Insomma un ballottaggio Pd-M5s sarebbe, per Renzi, un salto nel buio. A questo punto molto meglio tornare al premio alla coalizione perché l’unica vera certezza, a oggi, è che il M5s non è geneticamente ‘coalizionabile’.

Armando Marchio

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