venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

La caccia (im) possibile
al “banchiere” rosso
Pubblicato il 25-11-2015


unicredit banca filiale area tosiIl titolo si ispira al film del 1990 “Caccia a ottobre rosso” con Sean Connery. La trama la potete leggere su Wikipedia ma in buona sostanza, come nella migliore tradizione cinematografica americana, il bene vince sempre (o quasi) sul male! In questo caso, però, la figura del “banchiere” non è quella del protagonista della nostra pellicola ma piuttosto incarna modi di dire come: “i soldi, anche quelli sporchi, non hanno odore e fanno girare il mondo”! Ma a che prezzo? Sempre lo stesso: la vita umana! Precisiamo che il riferimento al “banchiere rosso” non ha nulla a che fare con MPS e la drammatica scomparsa di David Rossi, responsabile della comunicazione del famoso istituto di credito. Ci riferiamo, invece, al saccheggio selvaggio delle risorse e al vampirismo che la finanza esercita sulle vite dei cittadini nel mondo occidentale.

La nostra quotidianità è scossa da una crisi sociale planetaria che ha visto la finanza internazionale attrezzarsi per andare a caccia della nostra avidità; infatti ci hanno messo a disposizione ogni tipo di prestito; la varietà era talmente “nutrita” che sembrava di essere alla tavola di Re Sole. Si trattava semplicemente di riempire la cifra dell’assegno in bianco che ci veniva messo davanti. Dopo qualche reticenza, la cifra l’abbiamo indicata e cominciato a spenderla e spanderla; quando si comincia, si sa, è un po’ come tirare di coca, non si smette più! Oggi i “riottosi banchieri” hanno tirato le reti, rivogliono indietro i soldi e, con il tocco dell’artista più raffinato, ci hanno ripulito le tasche dei risparmi nostri, dei genitori e della nonna; con quelli sono rientrati abbondantemente dei loro averi, ma a furia di interessi sugli interessi e spese da capogiro il capitale prestato è ancora tutto da rendere. Come facciamo a restituirlo, però, se la maggior parte della popolazione è rimasta senza soldi? Il mondo dei più ingenui, quelli che non hanno capito da dove è arrivata la fregatura dipendono dalle banche, anche per seppellire il “morto”… perché le Pompe Funebri, si sa’, non fanno credito!

Nelle zone più povere del pianeta i ”banchieri” prendono come acconto anche l’”anima”. Sempre loro, i “banchieri”, sono come nel film “ottobre rosso”: invisibili, navigano da un mare all’altro per trasportare farmaci salvavita come dollari ed euro, che peraltro possiedono anche proprietà ricostituenti e taumaturgiche! Questo succede nei viaggi di ritorno, perché di solito all’andata con tutti i documenti rigorosamente in regola portano armi, opere d’arte e stupefacenti per le case farmaceutiche e tante piccole bare bianche per seppellire migliaia di bambini che pagano le conseguenze del “gioco” della guerra!

Il filo rosso di ogni conflitto, tra Nazioni o “di religione” che sia, è sempre stato il denaro; quello stesso denaro che oggi, su precise indicazione dei banchieri, è alla base delle transazioni finanziarie che i “Mercati”, divinità oscure del capitalismo contemporaneo, tramite istituti di credito realizzano via etere.

Ma ad un certo punto nella cassaforte di zio Paperone bisognerà pur tornare a riempire il forziere, o no?! Ed ecco che allora arrivano le provviste di contante dalle attività più remote e dai luoghi più lontani, da quella periferia dell’Impero un tempo chiamata Terzo mondo, in cui spesso la popolazione non conosce neanche il significato della parola bonifico, men che meno l’esistenza dei “soldi di plastica” (bancomat e carte di credito).
Con questi proventi, i banchieri – ancora loro! – fanno girare il mondo, ancora loro si sospetta che abbiano legami con i signori della guerra, una cosetta da nulla rispetto all’universo dei soldi, se non fosse che oggi non riusciamo a capire chi sono realmente i veri proprietari delle banche. Forse io sono un po’ all’antica, ma confesso che mi dispiacerebbe se scoprissi che nell’istituto di credito dove ho depositato i miei risparmi ci sia la pratica di una violazione di legge.

Troppa opacità, troppa nebbia, ed il campo non è affatto ristretto al caso italiano.
Si pensi, tanto per fare un esempio, allo scandalo che ha coinvolto la Volkswagen e al buco della Deutsche Bank nella “pulita e incorruttibile” Germania. Ma il discorso potrebbe riguardare la morsa dell’austherity che coinvolge la popolazione del sud Europa da anni, così come i sempre eterni sciacalli della guerra, ora in azione sul fronte siriano, intenti non solo ad accaparrarsi le risorse petrolifere, ma a consegnare terre vergini ai mercati finanziari.

Ahimè, vista la realtà dei fatti, non è ora che le banche diventino una “casa di vetro”?! Non è forse il caso che le si obblighi quanto prima a dotarsi di strumenti di trasparenza, quella trasparenza sempre decantata e mai realizzata, indispensabile per vigilare sulla correttezza del loro operato ed impedire così di nuocere, più di quanto già non facciano, sulla pelle dei poveracci. All’inizio dell’articolo ho scritto “… come nella migliore tradizione cinematografica americana, il bene vince sempre (o quasi) sul male!”. “Caccia a ottobre rosso” e il suo attore protagonista, Sean Connery, nel finale del film trasmettono allo spettatore l’idea che un mondo migliore sia sempre possibile; più difficile è cacciare il “banchiere” rosso!

Angelo Santoro

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