domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

LA DIFESA
Pubblicato il 04-11-2015


Padoan PiercarloDopo le audizioni dei giorni scorsi sulla legge di stabilità, ora tocca al ministro dell’Economia Padoan difendere la manovra del governo. Padoan ha sottolineato che la lotta all’evasione fiscale ha “un ruolo centrale” nella strategia del governo. Di fronte ai parlamentari di Camera e Senato, il ministro dell’Economia ha respinto le critiche “selettive” e “distorte” che tendono a concentrarsi sulle singole misure tralasciando l’impianto complessivo. Ieri il premier, Matteo Renzi, nonostante il diverso avviso di Bankitalia, ha ribadito ai parlamentari del Pd che continuano a chiedere un cambio di rotta sull’aumento del tetto del contante da 1.000 a 3.000 euro, che “non c’è alcuna relazione” con l’aumento dell’evasione.

Padoan ha sottolineato poi la “credibilità della scelte intraprese”, che viene “premiata dai mercati”. Alla luce dei rilievi piovuti da Banca d’Italia e dalla Corte dei Conti, e in attesa dell’incontro tra Renzi e le Regioni che si preannuncia teso, il ministro ha evidenziato che “si può avere un giudizio negativo o positivo di questa legge di stabilità ma un giudizio che prenda in esame singole misure in modo isolato è un giudizio di per se distorto o quantomeno incompleto”. Il titolare dell’Economia ha ricordato che “è accaduto così per gli sgravi fiscali sull’abitazione principale e per misure che intendono favorire i consumi ma che, secondo alcuni osservatori, costituirebbero un arretramento dell’impegno contro l’evasione fiscale”. Impegno che, ha spiegato Padoan, è, invece, esteso oltre i confini nazionali” con 8 accordi bilaterali (che erano stati già firmati in precedenza) ratificati negli ultimi 20 mesi e nuovi accordi bilaterali con 9 giurisdizioni sottoscritti, “sia accordi sullo scambio di informazioni fiscali che modifiche alle convenzioni contro la doppia imposizione”. Senza entrare nel merito del braccio di ferro con le Regioni, Padoan ha lanciato un messaggio anche ai governatori. “C’è un’esigenza generale di migliorare l’efficienza del sistema sanitario nazionale”, ha osservato e ha poi rincarato la dose: “Mi sembra quasi una questione di buon senso immaginare che ci possa essere una convergenza verso buone pratiche da parte di Regioni che invece sono lontane dalle buona pratiche”.

Il titolare dell’Economia ha in un certo senso blindato il capitolo pensioni. Nella legge di stabilità “non viene depotenziata la riforma del sistema pensionistico che lo ha reso uno dei più stabili e sostenibili d’Europa” ed “è cruciale che anche in prospettiva non ne venga indebolito l’assetto”. Padoan ha quindi ribadito che la manovra si inserisce “in una fase ancora iniziale della ripresa economica”. Ripresa che,”si sta progressivamente rafforzando nonostante lo scenario internazionale sia diventato negli ultimi mesi più complesso”. Il ministro ha poi confermato che resta una priorità: “Invertire la dinamica del rapporto tra il debito pubblico e il Pil” che nel 2016 “è previsto in diminuzione per la prima volta dopo otto anni di crescita ininterrotta”. Poi Padoan ha specificato alcuni numeri. La manovra di finanza pubblica presentata dal governo “dispone interventi per 28,7 miliardi di euro nel primo anno, 32,4 miliardi nel 2017 e 30,3 nel 2018”. Le misure contenute nella legge di stabilità riconducibili alla revisione della spesa “sono pari a 7,3 miliardi nel 2016, 8,4 nel 2017 e 10,3 nel 2018”. Infine la spending review da cui arriveranno risorse reperite da tutti i livelli di governo e “destinate principalmente alla copertura della riduzione della pressione fiscale sulle famiglie e sulle imprese”. Ultimo punto dolente su cui Paoan è intervenuto è quello delle clausole di salvaguardia che “saranno dimezzate nell’arco dell’orizzonte di mandato di questo governo: sono importanti ma andranno calando” ha detto il ministro dell’Economia.

Sul fronte regioni, si è svolto a Palazzo Chigi l’incontro tra il governo e la delegazione dei presidenti delle Regioni guidata da Sergio Chiamparino. “La valutazione è positiva”, sono state le parole di Chiamparino. Al centro del confronto i tagli previsti dalla manovra e in particolare la sforbiciata alla sanità. Al tavolo erano presenti anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e il ministro per la Pubblica amministrazione Marianna Madia. E in questa direzione si muove il cdm di venerdì prossimo dove sarà varato il decreto che “risolverà un problema di natura contabile” delle Regioni così come ha detto il sottosegretario Claudio De Vincenti confermando  che al consiglio dei ministri approderà il decreto “Salva-Regioni”.

Redazione Avanti!

 

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