domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

La Russia taglia il gas a Kiev, a rischio anche l’Ue
Pubblicato il 25-11-2015


gasL’Europa di nuovo alla “canna del gas” per la questione ucraina. La Russia dopo averlo annunciato ieri ha interrotto le forniture di gas all’Ucraina “a causa della mancanza di pagamenti in anticipo”, così come ha detto il ministro dell’energia Alexander Novak.

La decisione avrà conseguenze dirette anche verso l’Europa e l’Italia in particolare che dipende per il proprio fabbisogno energetico del gas da Russia, Libia e Algeria. Tuttavia Bruxelles non sembra affatto preoccupata. “La Commissione Ue non ha nessuna preoccupazione particolare per quanto riguarda i flussi di gas dalla Russia verso l’Ucraina e non ha ulteriori commenti da fare”, ha affermato una portavoce dell’esecutivo comunitario. Anche il Ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi rassicura che per quanto riguarda il nostro Paese non c’è da preoccuparsi: “La situazione sugli approvvigionamenti di gas in Italia al momento non è preoccupante”, e non è stata registrata “ad oggi variazione del flusso”. Gli stoccaggi italiani di Gas sono stati riempiti durante il periodo estivo in modo pressoché totale (oggi siamo al 90% del grado di riempimento) e l’erogazione “è iniziata da poco”. Il ministro ha sottolineato inoltre l’alto grado di diversificazione degli approvvigionamenti. E dalle Cancellerie europee quella di Gazprom viene tacciata come semplice “propaganda”.

Tuttavia il timore resta per via del transito del gas dall’Ucraina all’Europa, Kiev ha infatti iniziato ha iniziato a prelevare il gas dai depositi che non sono nemmeno riempiti a sufficienza, e nonostante questo il governo ucraino ha replicato alle interruzioni di Mosca “ordinando a Naftogaz di smettere di comprare gas russo. Non perché non stiano consegnando, ma perché non ne compreremo”, ha dichiarato il premier ucraino Arseny Yatseniuk a un incontro di governo. “Lo facciamo perché i prezzi offerti dai partner europei sono molto migliori di quelli del nostro vicino settentrionale”, ha aggiunto.

Il Vecchio Continente sembrava aver voltato le spalle a un focolaio di guerra che continua ad avere alle porte dell’Ue. La decisione di Gazprom è la risposta russa all’Ucraina accusata di non fare abbastanza per consentire la riparazione delle linee elettriche in Crimea, che sono state fatte saltare la scorsa settimana. La Crimea è al buio da giorni, a causa di un sabotaggio compiuto con ogni probabilità dai tatari di Crimea, un’azione che intende colpire Mosca che, dopo avere occupato la penisola, ha arrestato molti attivisti tatari che si erano opposti all’invasione e al passaggio della Crimea in mano russa.

Attivisti contrari all’annessione della Crimea alla Russia hanno impedito ai lavoratori di riparare la linea elettrica, riporta Reuters. Dopo Kiev un altro obiettivo da colpire per il Cremlino è la Turchia. Ankara dipende dal gas russo per circa il 60% del suo approvvigionamento energetico, ma dopo le tensioni delle ultime ore la Russia ha dimezzato le forniture alla Turchia che ha risposto sostenendo che può tranquillamente rinunciare al gas russo. Erdogan ha inoltre minacciato l’affidamento dei lavori per la costruzione della centrale nucleare di Akkuyu (un appalto da 20 miliardi di dollari), inizialmente assegnato a una società russa, a un altro partner. Appena un anno fa, Putin in risposta alle sanzioni europee aveva concluso un accordo con la Turchia, allora prima “beneficiaria” della nuova politica energetica russa, con uno sconto del 6% e l’aumento degli approvvigionamenti di 3 miliardi di metri cubi. Gazprom e la turca Botas firmarono un accordo per dare vita al Turkish Stream, un gasdotto per convogliare 63 miliardi di metri cubi di gas dalla Russia passando dal Mar Nero e dall’Anatolia.

Maria Teresa Olivieri

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