mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

La sinistra imperfetta
Pubblicato il 09-11-2015


Eccola la foto. Manca solo La Malfa, rimasto in platea. No, mancano anche i Verdi e alcuni fuoriusciti dal Pd, Civati in testa. E manca Ferrero. Manca anche Landini. A differenza della Link, Sinistra Italiana nasce zoppa, in attesa di altre sinistre collocate sul fronte più radicale. Bertinotti le aveva riunite tutte sotto l’Arcobaleno, sette anni fa. Una sconfitta sonora.

Uno spazio a sinistra, in Italia, c’è sempre stato. Piccolo o piccolissimo. Uno spazio conteso con successo dal grillismo e dalla Lega. Cosa potrebbero fare i socialisti li dentro è un mistero. Evitare.

Più che di nuovi partiti “massimalisti” si sente il bisogno di politiche più radicali per abbattere disuguaglianze acutissime. Su questo fronte il governo deve lavorare con urgenza. Nella foto meglio non comparire.

 Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

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Commenti all'articolo
  1. Il Segretario Nencini ha ragione, e in questo senso il suo contributo è il mio stesso pensiero. Se così è allora, tocca a noi Socialisti quel ruolo. Non lasciamocelo togliere di mano: Avanti!

  2. Il puntare a “politiche più radicali per abbattere disuguaglianze acutissime” è di per sé un proposito sicuramente nobile, ma non possiamo nasconderci che si tratta di concetto piuttosto forte, e nel contempo abbastanza astratto, e che meriterebbe dunque di essere “declinato” – per usare un vocabolo d’impiego ormai comune – anche perché sono proprio i “massimalismi” che tendono per solito a radicalizzare le azioni politiche, mentre il liberal-riformismo, o liberal-socialismo, si colloca per solito su posizioni più “moderate”, non tanto come idealità ma nel modo con cui darvi corpo.

    Per spiegarmi meglio, credo che andrebbe specificato in quale direzione ci si dovrebbe muovere per “abbattere disuguaglianze acutissime”, ossia quali interventi sociali attuare, e dove reperire le relative risorse, o in che modo distribuire quelle disponibili, o come orientare la spesa pubblica, ecc….., perché è da tali elementi che, a mio modesto parere, possiamo comprendere se si intende procedere con criteri “massimalisti” o, invece, con una logica di tipo “liberal-riformista”.

    Paolo B. 09.11.2015

  3. “Politiche più radicali per abbattere le disuguaglianze acutissime”, si chiama RIFORMISMO.
    Il RIFORMISMO si trova nello spazio tra il PD RIFORMATORE e la SINISTRA ITALIANA MASSIMALISTA.

    • Il massimalismo non ha mai prodotto riforme. Solo chiacchiere, idee confuse e tanto rumore. Per questa “nuova” fazione della Sinistra non vedo spazi e non vedo prospettive credibili mentre trovo corretta la posizione socialista: diversi ma all’interno del governo, senza fronde sterili ma con la voglia di contribuire in maniera concreta. Avanti così, egregio Segretario! E alla larga da Fassina&soci.
      Cordiali saluti, Mario Mosca.

  4. Il Liberal-socialismo alligna su un progetto di convergenza centripeta di governo democratico.Rientra nella logica politica di un paese che si suddivide su cinque schieramenti:estrema destra,estrema sinistra,centro destra,centro sinistra e coalizione del centralismo di governo.Dai programmi politici omologhi si crea la coalizione capace di governare la nostra amata Italia.Il PSI sta da sempre nel centro sinistra moderato per questo oggi siamo fedeli alleati del Governo RENZI.4

  5. A mio avviso non bisogna guardare all’apparenza ma alla sostanza delle cose.
    Si parla spesso della Sanità, si sostiene che sono a rischio le prestazioni sanitarie per chi ne ha bisogno, creando allarmismo in particolare nelle classi meno abbienti. Chi è che impedisce di adottare un sistema che faccia pagare totalmente le prestazioni a chi ha un reddito superiore ai 50- 60 mila Euro l’anno?( costoro hanno la possibilità di farsi una assicurazione per la copertura) e mantenere il sistema attuale, corretto, per gli altri utenti?
    Perché non mettere una patrimoniale, non per far piangere i ricchi. ma per far giustizia sociale?
    Questo governo sta facendo qualcosa di buono e l’aver tolto la tassa sulla prima casa è una cosa giusta al contrario di quello che dicono i Fassina della “Sinistra Italiana”tutto grazie anche al nostro contributo.
    Per questo e altro, vale la pena lottare, per l’affermazione dei nostri principi.
    Buon lavoro Segretario.

  6. RIFORMISMO e’una bella e seducente parola, ma che va poi tradotta in azioni e atti di governo, competendo proprio alla politica – quella che, come si dice, ha vocazione a governare – di dar forma e corpo alle “idealita’”, passare cioe’ dagli enunciati ai fatti.

    Da come ho imparato, se non sono stato un cattivo allievo, il RIFORMISMO che ho conosciuto si proponeva, secondo la logica dei bisogni e dei meriti, di aiutare i piu’ deboli e meno fortunati senza purtuttavia demonizzare la “ricchezza”, ed e’ appunto per questo che non mi sembra privo di rilievo il conoscere le proposte concrete e operative di chi intende attuare oggi una politica riformista che voglia attenersi a quel principio.

    Paolo B. 10.11.2015

  7. Penso che dovremmo farci promotori all’interno del PSE di una più decisa lotta a queste assurde politiche di austerity che stanno distruggendo l’Europa creando povertà di ritorno, disoccupazione di massa e ‘disuguaglianze acutissime’ col rischio concreto di consegnare intere nazioni a forze ultra-nazionaliste, protezioniste, populiste e xenofobe.
    Eppure un esempio chiaro di cosa bisognerebbe fare è sotto i nostri occhi: il presidente OBAMA, con ricette keynesiane di investimenti pubblici e redistribuzione del reddito, ha riportato gli l’economia USA a crescere con livelli di disoccupazione pre-crisi.
    Bisogna ricominciare da lì e, costatata l’evidenza dei fatti, per una volta, inseguire il PD americano.

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