martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

L’Aids torna a far paura
soprattutto nell’est europeo
Pubblicato il 26-11-2015


AidsNel 2014 si è registrato un notevole aumento di diagnosi dell’Hiv in Europa. I rapporti annuali dell’Oms Europa e del Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) parlano chiaro: l’Aids ha ripreso la scena delle maggiori patologie presenti nel vecchio continente.

L’Aids si risveglia in Europa, confermando un picco di contagi come non si vedeva dagli anni Ottanta. La lotta alla malattia in questione sta segnando il passo. Il sistema di sorveglianza ha registrato per l’anno passato 142mila nuove infezioni nei 53 Paesi della regione europea, di cui 30mila solo nell’Unione europea. “Dal 2005 le nuove diagnosi sono più che raddoppiate in alcuni Paesi Ue, e diminuite del 25% in altri” ha sottolineato Andrea Ammon, direttore dell’Ecdc. “Complessivamente l’epidemia” continua Ammon “non vede grandi cambiamenti. Questo testimonia che le risposte al virus non sono state efficaci nell’ultimo decennio”.

Nell’Est europeo si concentrano i picchi dei nuovi contagi, specialmente in Romania, Slovacchia, Ungheria e Polonia. L’Italia è nelle posizioni più basse della classifica. Il rapporto segnala che le nuove infezioni sono dovute a rapporti omosessuali non protetti, che erano il 30% nel 2005 e oggi sono del 42%. Il contagio tra eterosessuali si attesta al 32% del totale. Tuttavia, una nota per così dire positiva si riscontra nella percentuale di nuovi casi di Aids contratti tra tossicodipendenti, dovuti all’uso di droghe iniettabili: appena il 4,1%. Invece, molto più preoccupante è l’aumento della patologia nei giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni: ben l’11%, cioè un giovane europeo su dieci.

“L’Europa” continua Andrea Ammon “deve aumentare gli sforzi per raggiungere il gruppo di omosessuali, anche valutando nuove forme d’intervento come la profilassi pre-esposizione”. Tuttavia, l’uso di protezioni, come il profilattico, resta il metodo migliore con cui prevenire la trasmissione sia dell’Aids sia di malattie sessualmente trasmissibili. La maggior parte delle persone sieropositive sono maschi, mentre si è ridotta la quota femminile.

Secondo i dati dell’Oms Europa, nel 2014 in Italia le persone che hanno scoperto di essere sieropositive all’Hiv sono state 3.645, cioè 6,1 casi ogni 100mila abitanti. Il virus dell’Hiv è più diffuso nelle Regioni come la Lombardia, il Lazio e l’Emilia-Romagna. I maschi italiani che hanno contratto l’Hiv nel 2014 sono il 79,6% del totale dei casi oggi presenti.

Manuele Franzoso

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