giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Torino Film Festival
“Lampedusa”, passato
e presente si fondono
Pubblicato il 25-11-2015


LampedusaProiettato al Torino Film Festival e presentato in concorso al Festival di Locarno, “Lampedusa” è un’opera in bilico tra documentario e finzione, tra realtà e dimensione onirica, tra passato e presente.
Il cortometraggio, realizzato da Mariangela Ciccarello e Philip Cartelli, è ispirato alla raccolta di testi, scritti dalla giovane regista e ispirati a fatti realmente accaduti, che ripercorrono la vicenda dell’ isola Ferdinandea, comparsa in seguito ad un’eruzione vulcanica nel 1831. Quel piccolo lembo di terra, sito tra Sciacca e l’isola di Pantelleria, fu oggetto di dispute tra le potenze europee dell’epoca. Rivendicata da Francia, Regno delle due Sicilie ed Inghilterra, l’isola scomparve sommersa dalle acque del Mediterraneo, lasciando dietro di sè solo illusioni.
Tematica centrale è quella dell’utopia, non concettuale bensì reale, implicata nel mondo passato e contemporaneo. Un’utopia che spinge i “migranti” a lasciare il paese d’origine, in favore di una terra nuova e sconosciuta, generatrice di speranze. “Quello che conta è il desiderio di scoperta, la possibilità di qualcosa di diverso. Il fatto che l’ isola scompaia o che la barca naufraghi, è un epilogo che può essere riscritto: il personaggio che pensavamo risucchiato dal mare contempla nel finale una città europea da lontano. L’attualità di questi giorni spero segni una reale svolta, un momento in cui i governi europei si impegnino per cambiare questo finale”, spiega Philip.
La pellicola è girata in parte utilizzando l’HD, in parte con il Super 8: “quando è nata l’idea del film, il Super 8 ci sembrava il modo migliore per ricreare un’atmosfera ambigua e di tensione – dice Mariangela in un’intervista per Julietartmagazine – L’idea era di costruire un’opera in bilico tra vero e falso, tra realtà e sogno. Il super 8 è bianco e nero e rimanda al passato, ma la sua immagine granulosa, evanescente, suggerisce anche una dimensione onirica, in contrapposizione con la nitidezza e l’”oggettività” dell’alta definizione a colori”. Così il passato ed il presente dialogano fino a fondersi, il Mediterraneo di un tempo rivive in quello odierno, con le paure e i desideri degli esseri umani, effimeri come cenere.
Gioia Cherubini
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