martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

C’È PIÙ LAVORO
Pubblicato il 10-11-2015


lavoratoriAncora dati positivi dal fronte lavoro: nei primi nove mesi dell’anno si sono registrati 371.347 contratti a tempo indeterminato in più rispetto allo stesso periodo del 2014. Lo rende noto l’Inps nell”Osservatorio sul precariato’ sottolineando che tra gennaio e settembre “la variazione netta dei contratti a tempo indeterminato è risultata fortemente positiva (+469.393) e nettamente superiore a quella registrata per il corrispondente periodo dell’anno precedente (+98.046)”. L’Inps rende anche noto che sono oltre 900.000 gli assunti a tempo indeterminato con gli sgravi contributivi previsti dalla legge di stabilità.

L’Inps spiega inoltre che si tratta di 703.890 nuove assunzioni e di 202.154 trasformazioni di contratti a termine: in totale, 906.044. Nei primi nove mesi, spiega l’Inps, è aumentato, rispetto al corrispondente periodo del 2014, il numero delle assunzioni con contratti a tempo indeterminato nel settore privato (+340.323: da 990.641 a 1.330.964). Crescono anche le assunzioni con contratti a termine (+19.119) mentre si riducono le assunzioni in apprendistato (-32.991). La variazione netta – vale a dire il saldo tra le assunzioni e le cessazioni – per i primi nove mesi del 2015 sfiora le 600mila posizioni; ciò che è rilevante è il confronto con l’analogo valore per l’anno precedente, pari a 310.595 unità: il miglioramento è dunque prossimo alle 300mila unità. Le nuove assunzioni a tempo indeterminato nel settore privato stipulate in Italia sono state 1.330.964, il 34,4% in più rispetto all’analogo periodo del 2014. Le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti di lavoro a termine, comprese le “trasformazioni” degli apprendisti, sono state 371.152 (l’incremento rispetto al 2014 è del 18,1%). Le cessazioni di rapporti a tempo indeterminato sono di poco aumentate (+25.889). Tali andamenti spiegano anche il cambiamento nell’incidenza delle assunzioni con rapporti stabili sul totale dei rapporti di lavoro attivati/variati, passata dal 32,0% dei primi nove mesi del 2014 al 38,1% dello stesso periodo del 2015.

Positivi anche i dati sulla produzione industriale che torna a crescere a settembre: l’indice destagionalizzato è aumentato dello 0,2% rispetto ad agosto (mese in cui si era registrato un calo congiunturale dello 0,5%) e dell’1,7% in termini tendenziali. Nella media del trimestre luglio-settembre 2015 la produzione è cresciuta dello 0,4% nei confronti del secondo trimestre, a fronte di una variazione nulla registrata nel trimestre giugno-agosto rispetto al precedente. Nella media dei primi nove mesi dell’anno la produzione è aumentata dello 0,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Continua a correre la produzione di autoveicoli: a settembre, rispetto allo stesso mese del 2014, il dato corretto per gli effetti di calendario ha segnato un +53,1% (dato grezzo +51,9%). Tra gennaio-settembre 2015 su base tendenziale la produzione di autoveicoli ha registrato un +45,6% (dato grezzo +46,9%).

Restano in calo invece i prestiti al settore privato a settembre. Secondo Bankitalia hanno registrato una contrazione su base annua dello 0,5 per cento, come nel mese precedente. I prestiti alle famiglie sono cresciuti dello 0,4 per cento sui dodici mesi (0,3 per cento ad agosto); quelli alle società non finanziarie sono diminuiti, sempre su base annua, dello 0,9 per cento (-0,8 per cento ad agosto). Inoltre aumentano i tassi d’interesse sui finanziamenti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni: sono stati pari al 2,92 per cento (3,04 nel mese precedente). Quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo sono stati quasi fermi all’8,23 per cento (8,24 nel mese precedente). I tassi d’interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie di importo fino a 1 milione di euro sono risultati pari al 2,82 per cento (2,99 per cento nel mese precedente); quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia all’1,26 per cento (1,35 per cento ad agosto). I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,56 per cento, come nel mese precedente. Infine sale la raccolta bancari a fronte di un rallentamento delle sofferenze. A settembre il tasso di crescita sui dodici mesi dei depositi del settore privato è stato pari al 3,4 per cento (2,8 per cento ad agosto). La raccolta obbligazionaria, incluse le obbligazioni detenute dal sistema bancario, è diminuita del 17,9 per cento su base annua (-17,6 per cento nel mese precedente). Il tasso di crescita sui dodici mesi delle sofferenze – senza correzione per le cartolarizzazioni ma tenendo conto delle discontinuità statistiche – è risultato pari al 13,5 per cento (14,2 per cento ad agosto).

In aumento, anche se lieve, le partite Iva; nel mese di settembre sono state aperte 41.763 con un aumento dello 0,2% rispetto al corrispondente mese dello scorso anno. Riguardo alla ripartizione territoriale, il 42,4% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 23% al Centro e il 34,4% al Sud e Isole. Il confronto con lo stesso periodo dell`anno precedente evidenzia apprezzabili incrementi in provincia di Trento (+14,4%), Sardegna (+8,6%) e Toscana (+7,1%), mentre le flessioni più consistenti si osservano in Molise (-9,7%), Marche (-7,9%) e Campania (-5,7%).

Redazione Avanti!

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