sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Le due vite di Jonah
Pubblicato il 18-11-2015


Jonah Lomu

Jonah Lomu

“La maggior parte dei giocatori nella loro vita non indosseranno mai la maglia degli All Blacks e io voglio indossarla di nuovo. I soldi non c’entrano nulla, voglio solo lasciare il rugby alle mie condizioni. Se i medici dicono che dopo un trapianto di rene posso ancora giocare, state certi che giocherò”

La prima vita di Jonah Lomu, classe 1975 di Auckland, Nuova Zelanda, poderoso wing (ala) degli All Blacks, la mitica nazionale di rugby simbolo della nazione oceanica, durò fino al 2003, allorché a causa di una sindrome nefrosica ormai fuori controllo fu costretto a sottoporsi ad un trapianto renale.
Dotato da madre natura di un fisico impressionante (196 cm per 126 kg), di una velocità devastante (meno di 11″ nei centro metri), questo stupendo atleta figlio di immigrati tongani, cresciuto negli slums della città natale ed esploso nel circo della palla ovale a soli 15 anni,visse la sua prima vita con una leggerezza pari alla sua impressionante potenza fisica.
Memorabili restano le sue performance agonistiche che entusiasmavano anche chi del gioco del rugby capiva poco o nulla.
Era una sorta di Tir a due gambe: le sue corse verso la linea di meta erano inarrestabili.
Gli sventurati avversari che gli si paravano davanti venivano puntualmente abbattuti come birilli, travolti da una potenza a cui era impossibile porre un freno.
Tutto sembrava scritto: la fama planetaria, la ricchezza raggiunta dopo un’infanzia trascorsa al limite della soglia di povertà , una passione quasi ossessiva per il gentil sesso che si tradusse in 3 matrimoni e un numero imprecisato di liasons, la finale (anche se persa) nella Coppa del mondo del 1995 in Sud Africa alla presenza di Nelson Mandela.
Poi, nel 2003, a soli 25 anni, il contrappasso.
Cominciò la seconda vita di Jonah: una lotta coraggiosa e impari contro la malattia, il trapianto, il doppio ritorno sui campi seguito da altrettanti malinconici ritiri.
Sopravviveva il mito ma Jonah non tornò ( né poteva essere altrimenti) più lo stesso.
Le condizioni, dunque, non le ha dettate lui ma un destino crudele che ha privato il rugby di uno dei suoi interpreti più apprezzati e acclamati.
“Voglio solo rimanere in vita per vedere crescere i miei figli”, aveva dichiarato in una recente intervista .
Purtroppo è terminata anche la sua seconda vita.
Jonah Lomu è morto, in circostanze non ancora chiare ma tutto lascia supporre che siano da ricondurre alla malattia da cui era afflitto, a soli 40 anni.
Emanuele Pecheux

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