sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Legge di Stabilità. Dalla Ue via libera con riserva
Pubblicato il 17-11-2015


commissione_europeaIl testo della commissione Bilancio del Senato sulla Legge di Stabilità arriverà giovedì in Aula in modo che il via libera possa arrivare entro sabato. Intanto arriva il primo via libera dell’Ue alla legge di stabilità. Ma è una via libera con riserva: infatti l’Italia rischia di non rispettare i criteri del patto. Una nuova valutazione è attesa in primavera, quando le riforme annunciate e avviate avranno avuto i loro effetti. Soddisfatto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan: l’Europa “riconosce le riforme fatte e il consolidamento della ripresa”. La Commissione europea però sottolinea che la manovra italiana per il 2016 è “a rischio di mancato rispetto del patto di stabilità e crescita”. In accordo con le previsioni di autunno della Commissione, si legge nella valutazione, “c’è un rischio di significativa deviazione dal percorso di aggiustamento richiesto verso gli obiettivi di medio termine, soprattutto in connessione con la valutazione del prossimo programma di stabilità”. Già per il 2015 si è riscontrata “qualche deviazione dal percorso di aggiustamento verso gli obiettivi a medio termine”, che nel 2016 diventeranno “significative”. Nette le parole del il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis per il quale “né la clausola delle riforme strutturali né quella degli investimenti possono essere usate per compensare il taglio della tassa sulla prima casa”.

Come si ricorda nel documento, infatti, l’obiettivo per il 2016 era di un deficit pari all’1,8% del Pil; secondo la legge di stabilità, il deficit sarà invece pari al 2,2% del Pil, e secondo la Commissione al 2,3%. Anziché essere in pareggio come stabilito inizialmente, nel 2016 il bilancio strutturale sarà in deficit dello 0,5%. Se questa deviazione sarà concessa nell’ambito della flessibilità consentita dalle norme Ue, verrà deciso in un secondo momento. La Commissione torna a insistere sulla sua contrarietà ai tagli delle tasse sugli immobili. “L’abrogazione dell’imposta di proprietà sulle residenze primarie non è in linea con l’obiettivo di raggiungere una struttura fiscale più efficiente spostando la tassazione dai fattori produttivi alla proprietà”, si legge nel giudizio. Inoltre “non sono state attuate nell’attuale legge né sono attesi nel futuro immediato una riforma dei valori catastali né un’azione concreta per razionalizzare le spese fiscali”, entrambe indicate dalla Commissione nelle raccomandazioni specifiche per il 2015.

Riguardo alla possibilità per il nostro Paese di usufruire della flessibilità nella valutazione del rispetto delle norme Ue sui conti pubblici in relazione ai costi straordinari sostenuti per affrontare l’emergenza rifugiati, la decisione sarà presa “ex post”. “In alcuni casi (Austria, Belgio, Germania e Italia), le bozze di bilancio citano l’impatto sui conti dell’eccezionale flusso di migranti – si legge nel commento dell’esecutivo Ue – la flessibilità contenuta nel Patto di Stabilità e crescita consente di considerare l’aumento (da un anno all’altro) della spesa eccezionale legata a eventi imprevedibili (come i costi extra dovuti all’aumento eccezionale dei flussi di migranti), sia sotto il braccio preventivo che quello correttivo del Patto. La Commissione farà una valutazione finale, anche sulle somme che potranno essere considerate, sulla base dei dati che forniranno le autorità degli stati coinvolti, quando valuterà (ex post) le deviazioni temporanee rispetto alle richieste per il 2015 e 2016”.

Mentre si delineano i possibili scenari per il cammino della legge di stabilità continuano gli emendamenti e le modiche in corso d’opera. Un capitolo aperto è quello sul canone Rai in bolletta. Le versioni sono state molteplici, l’ultima è quella della rateizzazione “in 10 rate mensili, addebitate sulle fatture emesse dall’impresa elettrica aventi scadenza del pagamento immediatamente successiva alla scadenza delle rate”. È quanto prevede un emendamento delle relatrici alla legge di Stabilità che sarà presentato a breve in commissione Bilancio al Senato. “Le rate – si legge nell’emendamento delle relatrici depositato in commissione Bilancio al Senato – s’intendono scadute il primo giorno di ciascuno dei mesi da gennaio ad ottobre L’importo delle rate è oggetto di distinta indicazione nel contesto della fattura emessa dall’impresa elettrica e non è imponibile ai fini fiscali. Le imprese elettriche possono effettuare il versamento entro il giorno 20 del mese successivo a quello di incasso e comunque l’intero canone deve essere riscosso e riversato entro il 20 dicembre”.

Una modalità che secondo il Governo dovrebbe consentire un aumento dell’introito. “Stiamo lavorando – ha detto la relatrice alla legge di Stabilità Federica Chiavaroli (Ap- per vedere se è possibile che il surplus che arriverà dal canone Rai anziché andare al fondo per il taglio delle tasse possa essere destinato ad aumentare la soglia di esenzione per i pensionati portandola da 6.500 a 8mila euro e alle tv locali”.

Redazione Avanti!

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