domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

‘Leggeri come stracci’
in Pasolini e la cultura
Pubblicato il 10-11-2015


pasolini_Fuoricontesto_recensione_1In occasione dei 40 anni della scomparsa di Pier Paolo Pasolini e all’interno dell’ampio progetto di valorizzazione del patrimonio novecentesco, portato avanti da Spazi900, la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma dedica allo scrittore un nuovo spazio permanente, unico per la prima volta a Roma. Il progetto è stato finanziato da un’apposita Commissione, istituita dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo e presieduta da Dacia Maraini.

L’area espositiva permanente “Ragazzi leggeri come stracci. Pier Paolo Pasolini dalla borgata al laboratorio di scrittura”, progettata dal Direttore della Biblioteca Nazionale Andrea De Pasquale, è stata inaugurata, con apposito taglio del nastro, lo scorso venerdì 4 novembre, alla presenza del Ministro Dario Franceschini che si dice felice per questo nuovo traguardo perché “ il modo migliore per ricordare Pasolini è sostenere la cultura, il cinema, l’arte in generale..è investire sui giovani talenti e riuscire a vedere le periferie con gli occhi del grande maestro, scoprendo la bellezza che risiede in esse, proprio come all’interno delle sue foto”.

Lungo un percorso diviso per ambienti, di forte impatto scenografico, in ‘Ragazzi leggeri come stracci’, Pasolini entra idealmente in contatto con le borgate e con i personaggi che popolano la sua opera, ricreati e raccontati attraverso i testi di “Ragazzi di vita” e “Una vita violenta”, e con le immagini dei film “Accattone” e “Uccellacci e uccellini”.

Lo scrittore, così, incontra i suoi ragazzi “leggeri come stracci” nei luoghi di maggiore convivialità: dal bar di piazza, fulcro della vita sociale di borgata, ai campetti da calcio, dove i giovani corrono spensierati e divertiti, sullo sfondo di un paesaggio urbano in costruzione. Dagli spazi aperti si passa poi a quelli interni attraverso gli archi dell’acquedotto: si entra dunque nel luogo chiuso, accogliente e protettivo della casa.

Da “lunghe camminate in una calda caligine” a “lunghi crepuscoli davanti alle carte”: la destinazione è, difatti, il laboratorio dello scrittore tra le carte possedute dalla Biblioteca nazionale, frequentata spesso dallo stesso Pasolini.

francobollo Pasolini“Stiamo parlando di uno dei fondi più importanti posseduti dall’Istituto, relativi alla letteratura contemporanea, assieme a quello di Elsa Morante” – sottolinea la Direttrice generale Biblioteche e Istituti Culturali Rossana Rummo – “la Biblioteca è un luogo di incontro e di aggregazione, anche e soprattutto per le nuove generazioni”. Proprio per questo, la Biblioteca Nazionale di Roma collabora con la Direzione Generale Educazione e Ricerca del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del turismo, al fine di coinvolgere le scuole in un percorso didattico incentrato sulla lettura dei due romanzi pasoliniani “Ragazzi di vita” e “Una vita violenta”. Questo progetto, inoltre, darà la possibilità agli studenti liceali, di realizzare prodotti audiovisivi, teatrali e multimediali, incentrati sul rapporto tra Pasolini e le periferie romane.

Inoltre, sempre nei riguardi delle scuole superiori, verrà organizzata una rassegna cinematografica per approfondire il cinema di Pasolini, stimolando un dialogo costruttivo, con gli studenti, tra il mondo di ieri e di oggi, di fronte ad una scoietà in continua mutazione.

Per accompagnare l’esposizione permanente, la Biblioteca Nazionale di Roma ospita inoltre, dal 4 novembre al 31 marzo 2016, una mostra fotografica sulle borgate romane tratte dall’archivio di Rodrigo Pais, fotografo curioso che ha immortalato per anni le difficili condizioni della gente di periferia, soffermandosi non solo sulle strade e le baracche ma entrando in connessione con la quotidianità di queste persone, invisibili ma dignitose.

Per omaggiare questa ricorrenza, anche Poste Italiane ha fatto un regalo all’illustre regista: il francobollo di Pier Paolo Pasolini, perchè – come ci spiega Luisa Todini, Presidente di Poste Italiane – “Pasolini rappresenta un pezzo di storia del nostro paese, come anche i francobolli”.

Le carte dello scrittore, donate dagli eredi nel 1977 e nel 1996, assieme a quelle da lui inviate ad Enrico Falqui, fanno dunque della Biblioteca uno dei più significativi luoghi di conservazione delle sue opere, testimoniando appieno la sua attività poliedrica: dalla narrativa alla poesia, dal teatro al cinema, dagli scritti critici agli interventi sui giornali.

Conoscere il valore di questo personaggio vuol dire conoscere una parte della nostra storia, capire le nostre radici. E solo avendo radici ben salde, profonde si può arrivare ad essere rivoluzionari.

Gioia Cherubini

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