mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Mobili made in Italy,
una strategia per la Cina
Pubblicato il 30-11-2015


mobiliSi parla molto ultimamente di nuovi finanziamenti per le start up giovanili, ma ciò che sorprende di più è che stiano nascendo specifici programmi di insediamento imprenditoriale indirizzato particolarmente ai grandi Paesi in via di sviluppo, Cina in testa. Su questo il settore mobilificio ha una strategia innovativa.

Una strategia creata appositamente per la Cina e completamente diversa da quelle studiate negli anni per l’espansione nei diversi su un mercato che ha bisogno di un approccio specifico. La strategia dell’industria del mobile italiano per la Cina, in sinergia con il sistema delle Fiere e il Governo, non cambia.

Il rallentamento della crescita cinese non sembra spaventare, per ora, le imprese italiane dell’arredamento: le vendite verso Pechino continuano ad aumentare, sebbene a ritmi inferiori rispetto al 2014 (che aveva segnato un +35%). Dopo il +20% del primo semestre, nei primi sette mesi dell’anno l’export del settore legno-arredo in Cina ha superato i 190 milioni, con una crescita dell’8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Un programma che culminerà, almeno nella sua prima fase, in una fiera del mobile realizzata in partnership con Bologna Fiere, che si terrà a Shanghai nel dicembre del 2016. Sulla location, già individuata, c’è ancora riserbo, ma da Fla anticipano che si tratta di uno spazio limitato, di circa 4-5mila metri quadrati e che a breve partirà la vendita degli spazi.

L’idea è quella di distinguersi, con un evento piccolo ma prestigioso, dai grandi eventi a cui sono abituati i cinesi, per offrire agli operatori un ‘superdistillato’ del Salone del Mobile di Milano. Quasi una ‘boutique’ fieristica che punta a intercettare una clientela business (architetti, designer, sviluppatori) selezionata tra gli operatori che non vengono al Salone milanese. Una rassegna destinata, in prima battuta, non al pubblico indistinto, ma agli operatori specializzati.

Allo stesso modo prosegue il progetto di sistema avviato da FederlegnoArredo, anche grazie al sostegno di Ice e Mise, circa un anno e mezzo fa attraverso la creazione del programma “Club made in Italy”, che offre alle imprese aderenti diverse attività di formazione e consulenza, ma anche accordi e convenzioni con gruppi della grande distribuzione.

Alessandro Munelli

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