mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

No ai tagli, sciopero generale dei medici
Pubblicato il 03-11-2015


Aborto-Medici obiettoriSul piede di guerra i medici del servizio pubblico, tutti nessuno escluso dagli ospedalieri ai quelli di famiglia. Lo sciopero generale di 24 ore di tutti i medici del servizio pubblico è stato proclamato per il prossimo 16 dicembre. A proclamarlo tutte le sigle sindacali del settore contro il “grave e perdurante disagio ai cittadini da politiche orientate esclusivamente ad una gestione contabile del SSN”. La protesta, spiega i sindacati in un comunicato congiunto, è contro il mancato finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale, ma è anche una risposta ai recenti provvedimenti sull’appropriatezza varati dal Governo. “A Governo e Regioni – scrivono i diversi sindacati – chiediamo attenzione per la salute dei cittadini e consapevolezza delle pesanti e negative ripercussioni sulle liste di attesa, sull’integrazione ospedale territorio, sulle condizioni di lavoro, sulla qualità e sicurezza delle cure, sulla sperequazione esistente nell’esigibilità del diritto alla salute e nei livelli di tassazione, che derivano da un progressivo impoverimento del servizio pubblico. E di mettere fine alla intollerabile “caccia alle streghe” che prevede, panacea di ogni problema legato all’erogazione delle prestazioni sanitarie, sempre e solo sanzioni e multe a carico dei Medici, capri espiatori delle colpe di decisori politici ed amministratori miopi e inadeguati”.

“Rispetto il diritto di sciopero della categoria – ha commentato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin – ma sono dispiaciuta e spero sempre si possa trovare una soluzione per non arrivare a questa giornata di sciopero. Detto questo, trovo però che siamo su una strada giusta”. “Non mi stancherò mai di dire che in questi anni di crisi economica in cui il Servizio Sanitario Nazionale è stato fortemente stressato, il comparto abbia dato tantissimo e si sia dimostrato estremamente responsabile”. Tuttavia, ha aggiunto, la “strada intrapresa è quella giusta, ovvero quella di puntare non più a un’operazione di tagli lineari ma a lavorare sulla qualità dei servizi e a un sistema di misurazione delle erogazioni che metta al centro il paziente e punti a rendere il sistema sostenibile per i prossimi anni”. È “un programma complesso, che richiede sforzo da parte di tutto il sistema e il coinvolgimento di ordini professionali, società scientifiche e associazioni di categoria”. Dal punto di vista del lavoro che il Governo deve fare “dobbiamo trovare un modo per trovare un percorso per la stabilizzazione dei precari, per i percorsi di formazione e per i rinnovi contrattuali. Ho fatto di tutto per recuperare più fondi possibili per il Servizio Sanitario Nazionale, ma penso anche che la necessità di una spending interna al settore, che sia capace di misurare servizi e disservizi, non possa essere sottaciuta”. “Penso – ha aggiunto – che i fondi che ci sono vadano spesi bene. Abbiamo ottenuto che la spending sia interna, ovvero che i risparmi restino nel settore. Sui farmaci innovativi abbiamo un fondo vincolato. Quello di cui tutti dobbiamo renderci conto è che la spesa ospedaliera è oggettivamente fuori budget, in parte perchè inizialmente sottostimata e in parte per via dei prezzi alti dei nuovi farmaci”.

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