lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Non consentiremo di distruggerci
Pubblicato il 27-11-2015


Carissime compagne, cari compagni,
mi rivolgo a tutti i nostri dirigenti, locali e nazionali, perché si stringano attorno al partito in una fase così delicata.
Il partito è sotto attacco. Se non difendiamo, tutti assieme, la nostra comunità, ogni rilancio politico si rivelerà più difficile.
Insomma, non dobbiamo consentire a interessi di parte di determinare la vita di un partito.
In questi mesi, prima di assumere provvedimenti, la segreteria ha cercato in ogni modo di evitare lacerazioni.
Non parlo di legittime divisioni sulla linea politica. Parlo di tentativi reiterati di colpire al cuore il partito.
Ne ho contati almeno tre: la scissione minacciata da Bartolomei, l’uscita di due deputati verso il Pd (due e solo due, non uno di più ), il ricorso a vie legali da parte di un pugno di compagni – Sollazzo, Biscardini, Craxi, Ciucchi, Potenza, Labellarte, Bartolomei – su atti di vita interna già certificati da organi esterni di controllo.

Sono felice che la Direzione Nazionale, proprio ieri, abbia approvato con voto unanime sia il bilancio che la convocazione del congresso per il prossimo febbraio manifestando una unità decisiva per preservare una storia e il suo futuro.
Molti compagni che avevano seguito Bartolomei sono tornati a iscriversi.
Di Di Lello e Di Gioia non parlo: hanno avuto molto e hanno presto dimenticato; verranno presto dimenticati anche dai pochissimi che li hanno seguiti.
Alla Camera li abbiamo già sostituiti. Al Senato il gruppo è già cresciuto di due unità.
Un’ultima riflessione. Quando si ricorre alla magistratura per sciogliere nodi politici vuol dire che si intende operare per distruggere l’unica casa socialista che c’è.
Non possiamo consentirlo in nessun modo. Non lo consentirò.
Il prossimo anno si terranno il congresso e le elezioni amministrative.
In congresso valuteremo la strategia per i prossimi mesi, alle elezioni comunali punteremo ad eleggere nostri rappresentanti a partire dalle grandi città.
E ce la faremo.
Con un abbraccio

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

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Commenti all'articolo
  1. Caro Segretario, ritengo giusto il tuo richiamo.
    Sono certo che la totalità dei compagni condividono la tua posizione.
    Se un cespuglio di pseudo compagni, assumano atteggiamenti che nulla hanno a che fare con gli ideali e comportamenti Socialisti, per sovvertire quello che il Congresso ha legittimato, hanno perso in partenza,
    Noi faremmo il nostro dovere fino in fondo, perché abbiamo la certezza, di poter svolgere ancora un ruolo propositivo nella nostra Società.
    Per il mio modo di ragionare, costoro sono già fuori dal Partito, probabilmente al soldo di qualcuno.
    Buon lavoro Segretario
    Avanti tutta!

  2. Caro Segretario, dici bene quando affermi che siamo sotto attacco. Ma bisogna anche fare uno sforzo in più e domandarci: chi ci minaccia? Di Lello & Di Gioia e Bastianelli? suvvia non siamo così ingenui! costoro non dispongono nemmeno del loro voto, figuriamoci quello dei socialisti! Ed allora ci dobbiamo chiedere chi all’interno del PD manovra per logorare la nostra già risicata consistenza? E’ una domanda alla quale non possiamo sottrarci e tu in primis. Non farlo si darebbe ulteriori elementi di sospetti a quei compagni che stanno facendo altre scelte, proprio perchè ritengono la linea politica del Partito anticamera di confluenza nel PD. Siamo un Partito alleato e non allegato, su questo si gioca il nostro futuro. Tutto il resto sono chiacchiere e distintivo.

  3. Al Tuo appello, caro Segretario, la parte sana dei Socialisti si stringe con forza e non permetteremo ai trasformisti e opportunisti che il nostro Partito possa essere sotto attacco.

  4. E’ vero che alcune azioni recentemente poste in essere da autorevoli compagni non aiutano il Partito.
    L’abbandono del Partito da parte di alcuni onorevoli che tanto hanno ricevuto, la minaccia di scissioni, il ricorso a vie legali per fatti interni,che non dovrebbero esser mai portati all’esterno, sono da condannare senza se e senza ma perché non sono atti contro il segretario, la segreteria e la linea politica seguita, ma risultano piuttosto azioni deleterie per la vita e l’esistenza stessa del Partito. Contro questi tentativi tutti gli iscritti devono stringersi attorno al Partito e fa bene il segretario Nencini a lanciare un appello a tutti i compagni denunciando il momento delicato che vive il Partito.
    Ma è anche vero che, al momento, il Partito non ha una propria identità con una linea politica chiara, precisa e autonoma da forze esterne o da tatticismi legati alla attività di governo. Se si ritiene giusto far parte del governo mi sembra sia anche necessario avere una linea politica autonoma e svincolata dal renzismo e dalle posizioni momentanee del PD, che nulla hanno a che vedere con la cultura del socialismo democratico.
    In tal senso, caro segretario, accogliamo pure il tuo appello, ma prepariamoci a un dibattito congressuale che deve essere approfondito e libero da condizionamenti di posizioni governative o da dannosi e non giustificati personalismi pensando al futuro e alla identità del Partito.

  5. Tutto questo dissenso non si sarà verificato per caso? Forse perché molti compagni sono stati allontanati calpestando l’art.4 dello statuto, in special modo il comma che riguarda che tutti gli iscritti sono tenuti a concorrere alla scelta della linea politica e non mi sembra che reggere la “coda” a Renzi sia una posizione Socialista e Democratica.

    ….Ma non è stato pubblicato

  6. Egregio Segretario,
    grazie per lo scritto. Soprattutto, grazie per ergersi in difesa del Partito, della sua storia, di tutto quanto esso rappresenta.
    Coraggio e non molli!
    Cordiali saluti, Mario Mosca.

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