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Opinioni e commenti
 

Putin: la Turchia compra il petrolio dall’Isis
Pubblicato il 30-11-2015


Bashir al-Assad e Vladimir Putin

Bashir al-Assad e Vladimir Putin

Una soluzione per la crisi siriana deve essere trovata senza Bashir al Assad. Il presidente statunitense Barak Obama lo ha ripetuto al presidente russo Vladimir Putin e la questione continua a restare un nodo difficile da sciogliere. Intanto il presidente russo ha accusato Erdogan di aver fatto abbattere il jet russo sui cieli siriani perché avrebbe scoperto le prove che la Turchia compra il petrolio dall’Isis, e in questo modo finanzia il terrorismo e le ambizioni territoriali del Califfato


Una soluzione per la crisi siriana deve essere trovata senza Bashir al Assad. Il presidente statunitense Barak Obama lo ha ripetuto al presidente russo Vladimir Putin e la questione continua a restare un nodo difficile da sciogliere anche se potrebbe aver fatto strada l’idea, partorita a Mosca, di trovare una soluzione ‘ponte’ prima di mandare l’attuale presidente siriano in ‘vacanza’ in qualche altro Paese. Il regime di Assad coincide con quello della minoranza alawita, una ramo dell’islam sciita, e si contrappone a una popolazione che è in larga maggioranza sunnita (64%) e questo spiega anche il gioco della alleanze contrapposte nella guerra interreligiosa in corso. Solo l’Iran, sciita, sostiene apertamente Assad e come la Russia, teme di perdere il controllo su una posizione strategica in medioriente e nel Mediterraneo mentre l’Isis, braccio armato del radicalismo unita, fa il gioco sporco delle ambizioni di potenza regionale della Turchia e degli Stati petroliferi del Golfo.

L’importante comunque è che Obama e Putin si parlino perché è impossibile trovare una soluzione senza l’accordo con le due superpotenze mentre il rischio concreto è quello che un’implosione della Siria senza un progetto pere il suo futuro dia luogo, così come avvenuto già con la Libia, a un problema ben più grande per tutti, un tumore molto difficile da estirpare. Non è un caso se proprio in questi giorni si moltiplicano gli avvisi per un possibile trasferimento, sotto le bombe che colpiscono il quartier generale siriano a Raqqa, dei vertici del terrorismo in Libia che sta divenendo una roccaforte dell’Isis.

Obama e Putin, che si sono incontrati a margine dei lavori del vertice sul clima a Parigi, hanno messo in evidenza l’importanza di fare progressi nel “processo di Vienna” per arrivare a “un cessate il fuoco” e a “una soluzione politica alla guerra civile in Siria”. Obama ha ribadito che sarà necessario che Assad lasci il potere nell’ambito della transizione e messo in evidenza la necessità di concentrare gli sforzi militari contro l’Isis e non contro l’opposizione moderata”. Nello stesso tempo, e non è un caso che la dichiarazione sia stata resa pubblica, Obama ha sottolineato l’importanza di lavorare a una soluzione diplomatica alla crisi in Ucraina con la piena attuazione degli obblighi degli accordi di Minsk.

Resta invece aperta la crisi russo-turca dopo l’abbattimento del jet di Mosca sui cieli della Siria a opera di un caccia f-16 di Ankara. Un portavoce del Cremlino ha confermato che Vladimir Putin non incontrerà il presidente turco Tayyip Recep Erdogan a margine della Conferenza perché, aggiungiamo noi, da Ankara non sono giunte né le scuse ufficiali né un risarcimento. Anzi Putin ha avanzato un’accusa durissima nei confronti del presidente turco. La Russia – ha detto  – ha motivo di “sospettare che il Su-24 sia stato abbattuto per assicurare forniture illegali di petrolio dall’Isis alla Turchia”. “Abbiamo recentemente ricevuto informazioni aggiuntive che confermano che il petrolio proveniente dalle zone controllate dall’Isis viene consegnato in Turchia su scala industriale”. Putin è così tornato a ribadire le accuse sul supporto finanziario che i terroristi ottengono con la vendita del petrolio sul mercato nero. Quanto alla coalizione anti-terrorismo, il presidente russo ha aggiunto spiegando che “ciò non può essere fatto mentre qualcuno continua a utilizzare diverse organizzazioni terroristiche per raggiungere i propri obiettivi”.

I presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha ovviamente respinto le accuse e detto di essere pronto a dimettersi se le dichiarazioni di Putin fossero confermate.

Intanto giungono notizie drammatiche sulla situazione interna in Siria e in Iraq dove, secondo due organizzazioni per la tutela dei diritti umani tra cui il ‘Minority Rights Group International’, sarebbero “più di 4.000” i civili uccisi nei raid aerei anti-Isis dall’anno scorso a oggi. La “maggior parte” delle vittime, più di 2.800, sarebbero state causate “spesso da bombardamenti indiscriminati” compiuti dalle forze di sicurezza irachene. “Centinaia” di altri civili sarebbero stati uccisi da raid della coalizione internazionale guidata dagli Usa.

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