martedì, 6 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Parigi, crisi economica
e crisi ambientale
Pubblicato il 30-11-2015


Il mondo guarda al vertice di Parigi.Nella capitale francese – paralizzata da severe misure sulla sicurezza – sono sbarcati 150 capi di Stato, tra presidenti, capi di governo, sovrani, emiri ,per rilanciare l’attuazione di ogni serio programma d’ azione sul clima che ben si coniuga con l’assoluta necessità di affrontare assieme, e non separatamente, crisi economica e crisi ambientale. Tutto questo significa che la soluzione dei problemi ambientali può contribuire a rendere più solide le economie, con la creazione di migliaia di nuove imprese e nuovi posti di lavoro. Alle intenzioni, non sempre, seguono i fatti e la prova provata è la famosa conferenza sull’ ambiente tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992. Sembrava dovesse essere il punto di partenza per un vero cambiamento nelle politiche ambientali di tutti i paesi. In realtà, da allora, quasi nulla di concreto è stato fatto. In Italia, sono pochi, infatti, i provvedimenti che hanno inciso direttamente sulle cause e gli effetti di un inquinamento ambientale sempre più inquietante. Gli interessi economici in ballo sono giganteschi, ed è in essi che va ricercata la causa principale di questa situazione, in quanto troppo complessa è la struttura su cui essi dovrebbero agire. E’ necessario, dunque, affrontare il problema anche da un’altra prospettiva, cioè quella individuale, ovverosia, quella della gente comune. Se è vero che tanto difficile appare l’intervento proveniente dall’ alto, e’ senza dubbio possibile cominciare dal basso. E’ dalla gente comune, che paga quotinianamente i costi di un inquinamento sempre più intollerabile, che dovrebbe salire al governo la richiesta dei cambiamenti che il problema ambientale esige. La questione non si pone solo in termini di opinione pubblica ma anche di economia. Mi spiego meglio: se, i consumi della gente si orientassero decisamente verso prodotti maggiormente rispettosi dell’ ambiente, le industrie sarebbero naturalmente portate a rivedere le scelte di produzione. In questo senso, sarà di grande importanza l’ azione pratica e di orientamento che intenderanno portare avanti le organizzazioni ecologiche e di tutela dell’ ambiente. Oggi,ormai, noi viviamo nell’ arco di una generazione, i cambiamenti che un tempo avvenivano in secoli ed ecco la ragione per la quale il futuro ci sta già in casa. Un altro importante modo che ognuno di noi ha per contribuire alla soluzione del problema è quello del risparmio energetico, quello idrico, del riscaldamento e illuminazione domestica. Gli esempi riportati sono sufficienti a dimostrare come l’ impegno del singolo sia importante per dare il via a un confronto serio col problema inquinamento. È lo stile di vita che bisogna modificare, ridurre i consumi, consumare in modo diverso. Ambiente e sviluppo non sono termini antitetici ma fattori che devono coesistere ed agire insieme per migliorare la qualità della vita. L’ uomo ha costruito la sua civiltà domando la natura ma anche sconvolgendone gli equilibri. Dobbiamo invertire la rotta se vogliamo che le grandi risorse naturali tornino ad aiutarci per ulteriori traguardi di sviluppo. Riusciranno i Grandi, riuniti a Parigi, di fronte a realtà tanto complesse e diverse tra loro ad attuare e a modificare con provvedimenti tangibili la politica ambientale?

Ernesto Calluori

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento